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San Francesco di Assisi in estasi -Caravaggio-

 

 

 

 

 

 

 

  I primi cristiani

utilizzarono la cultura classica

e la sublimarono.

 

 


 

 

Messaggi culturali di lettori impegnati

 

 

 

 

 

Che cosa si intende per cultura?


La cultura non è solo quella libresca, pur importante, che contribuisce ad affinare le capacità intellettuali, a disciplinare la mente. La cultura è soprattutto una progressiva acquisizione, lunga quanto la nostra vita, della sapienza del cuore, fatta di capacità di esprimere parole, che porgono aiuto e sollievo, o di capacità di tacere e di ascoltare. Nella donna, in particolare, la cultura è capacità di osservazione di indizi, anche minimi, di sofferenza da lenire. È la dolcezza di un sorriso, è la carezza a un bambino, è la mano tesa a chi ha bisogno. Possiamo tanto, ognuna con le sue individuali capacità. Abbiamo immensi potenziali di bontà da elargire in famiglia e nella società, attraverso un paziente lavoro di trasformazione positiva, che privilegia i valori morali e l’educazione.

 

Dal discorso pronunciato da Antonia Chimenti, nota poetessa e scrittrice, durante la celebrazione della Festa della Donna, organizzata dal Comites di Toronto (Canadà), il 6 marzo 2010, presso la Dante Alighieri Academy.

 

 

Di seguito solo alcuni versi di Veronica Gambara, del XVI secolo, oggetto di studio di Antonia Chimenti, una nostra lettrice ricca di spiritualità, che ha meritato l'attenzione da parte del comitato redazionale del Movimento BBL, la cui Biografia è illustrata a fine pagina.

 

 

 

Veronica Gambara – Rime

 

 

Mira, Signor, la stanca navicella

Di Pietro, che, nel mar da fieri venti

Spinta, va errando, e par che si lamenti

Di questa fluttuosa e ria procella.

Mira che sola in questa parte e quella,

smarrita, corre, e con dogliosi accenti

Ti dimanda soccorso, e Tu consenti

che finor possa in lei nemica stella?

Nave senza nocchier, senza pastore

non può star gregge, che da l’onde l’una

l’altro è da lupi travagliato e morto

Signor, dunque, provvedi, e il Tuo favore

Spira a chi sappia in la maggiore fortuna

Questa barca condùr felice in porto.


 

55

 

Oh gran mistero, e sol per fede inteso!

Fatto è ‘l bel corpo Tuo tempio di Dio,

Vergine santa, e ‘n quello, umile e pio,

è per propria virtù dal Ciel disceso!

Fu de l’umiltà Tua sì forte acceso,

e tanto di salvarne ebbe desio

ch’in Te si chiuse, e di Te fuori uscio

non toccò il virginal chiostro od offeso!

Creossi in Te, come nel bianco vello

la celeste rugiada, arida essendo

la terra ed Egli sol d’acqua ripieno!

Questo l’effetto fu, fu il segno quello;

però teco cantiamo oggi dicendo:

<<Gloria al Signor, non mai lodato a pieno!>>


 

56

 

Oggi per mezzo Tuo, Vergin pura,

si mostra in Terra sì mirabil cosa

che piena di stupor resta pensosa,

mirando l’opra, e cede la Natura!

Fatto Uomo è Dio, e sotto l’umana cura,

vestito di mortal carne noiosa,

restò qual era, e la divina ascosa

Sua essenza tenne in pueril figura!

Misto non fu, né fu diviso mai,

ma sempre Dio e sempre uomo verace,

quanto possente in Ciel tanto nel Mondo!

Volgi dunque ver me, Vergine, i rai

de la Tua grazia, e ‘l senso mio capace

fa di questo Misterio alto e profondo!

 

 

 

 

Una impegnata lettrice cattolica


“Anche se Gesù Cristo nascesse mille o diecimila volte a Betlemme, a nulla ti gioverebbe se non nascesse almeno una volta nel tuo cuore”. Con questa felice espressione di A. Silesius, ci piace raccontare la storia di un personaggio a noi fino a poco tempo fa del tutto sconosciuto.

E’ lei, Antonia Chimenti, assidua lettrice del nostro sito che, tenendo fede al Mistero Divino del Bambin Gesù, ci ha confermato la vera Fede in ciò che il Divino Maestro le ha ispirato.

Fra le migliaia di lettori dei nostri link, lei ci ha confortati con i suoi assidui scritti, facendo sì che la nostra fatica venisse colta significativamente con la testimonianza dei suoi commenti.

Per motivi di spazio, sintetizziamo di seguito quelli più vicini ai contenuti dei vari link, non disertando alcuni suoi componimenti che hanno interessato altri lettori.


 

 

 

 

 


Riflessioni di Antonia Chimenti,

su alcune pagine del nostro sito.

 

Altri suoi commenti sono in appendice alle lettere

nel link

I LETTORI CI SCRIVONO

 


 

"La Fede si alimenta con la Preghiera", è vero. Senza la preghiera non si va da nessuna parte. Si resta circoscritti al nostro limitatissimo orizzonte. La preghiera ristabilisce l'ordine: la creatura si rivolge al suo Creatore con umiltà e chiede aiuto, forza, protezione. A volte la preghiera è dura vittoria contro se stessi ed anche contro le tentazioni, le distrazioni, la stanchezza. I Santi hanno pregato seguendo l'esempio di Gesu', che si rivolge al Padre Suo e nostro. Antonia Chimenti

 

 

 


Preghiera/poesia

dalla raccolta

"Una Donna vestita di sole"

 

 

 

 

PURO DIAMANTE

Puro diamante,
lo sguardo Tuo,
innocente attenzione
ai drammi inespressi.
Bambina sacra,
triste per noi.

Non volgere via
lo sguardo Tuo puro,
giglio di luce,
tuberosa perlata!

Non volgere via

lo sguardo Tuo puro
da questi cuori
che implorano aiuto!

 

Soccorri, Madre,

 

perse creature

nel magma infuocato

di paure e incertezze!

 

Antonia Chimenti


 

L'intera raccolta della poetessa

Antonia Chimenti

"Le Dodici Rose alla Madonna"

può essere letta in questo link  (pdf)


oppure può essere sfogliata online

cliccando sul riquandro sottostante


 

 

 

 


 


 

 

In riferimento alle lettere riguardanti le Irriverenze verso il Sacro, ritengo che il rimedio per tale male sia una corretta catechesi sin dall'infanzia in famiglia ed in parrocchia e una nuova catechesi degli adulti dal pulpito (senza timore di perderli). Inoltre, si possono fare osservazioni agli altri fedeli ed ai parroci, per correggere gentilmente e fraternamente gli errori. In tal modo seguiremo i consigli del Vangelo e la nostra coscienza sarà tranquilla e, così, avremo contribuito ad aiutare il nostro prossimo, educandolo ragionevolmente, per la Gloria del Signore e con la protezione della Beata Vergine Maria. Antonia Chimenti

 

 

 

 

 



 

Ho letto l'articolo Yoga e Religione e condivido la saggezza che ha ispirato il commento a questa disciplina esotica. Personalmente ritengo che per condurre una vita sana è sufficiente essere disciplinati in tutto, anche nell'alimentazione, evitando gli eccessi, anche quelli del lavoro, ponendosi sempre come obiettivo di ogni attività che si svolge quello di essere utili e di migliorare se stessi ed il mondo che ci circonda, nel rispetto della Legge morale che portiamo scritta nella nostra coscienza. Tali attività vanno dinamizzate con un sentimento d'amore per il Creatore e per le Sue creature, confidando sempre nel soccorso della Grazia Divina. Antonia Chimenti


 

In riferimento all'Editoriale <<La profezia su "I tre giorni di buio">>, posso affermare che lo trovo completo nelle sue componenti dottrinali, scientifiche, etiche, educative, corredato di immagini suggestive e di preghiere rasserenanti. E' ammirevole ed esemplare l'intensità dell'impegno profuso per educare anche con un'informazione corretta e condotta con rigore di metodo. Mi sono soffermata sul commento di Padre Giulio Maria Scozzaro, che rivolge le sue autorevoli ed accorate esortazioni ai Sacerdoti, per una completa esposizione della Dottrina Cristiana Cattolica, in merito alla Giustizia Divina. Per una felice coincidenza, le Sacre Letture della XXXIII Domenica del tempo ordinario, appena trascorsa, riportano l'Annuncio del ritorno di Gesù nel Suo ruolo di Giudice trionfante; quest'annuncio è stato proclamato nell'Omelia con convincimento e forza persuasiva, come con estremo rigore sono sempre commentati i testi. Dal Loro Editoriale, dal Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro (reperibile nel vostro link IL VANGELO STORICO), dalle omelie, dallo sforzo profuso da Sacerdoti, che utilizzano i media, per divulgare anche lavori scientifici di esegesi corretta, con oneste citazioni di fonti, ma anche dall'innumerevole stuolo di Sacerdoti studiosi, instancabili nel mantenere accesa la fiaccola della Fede, si evince un fervore ed un messaggio di positività, di incoraggiamento a proseguire quel cammino che i genitori iniziarono per i figli, nel momento in cui scelsero di condurli al Fonte Battesimale. Quel percorso deve essere continuato giorno per giorno con serenità e spirito di sacrificio, perché il premio atteso è meraviglioso: la gioia di poter vedere Gesù nella Sua Gloria. Antonia Chimenti


 

Invio alcune mie riflessioni sul Vostro Editoriale ALLARME CODICE ROSSO, che presenta, in maniera chiara e persuasiva, i falsi miti proposti nella società contemporanea. Di grande efficacia è l'ordine di successione, a partire dall'immagine femminile con cui si apre. Nella società odierna, dove pochi si sforzano di recepire le parole, le immagini, come nelle società antiche, sono eloquenti. "Amare la vita... senza perdere il pudore", recita il titolo preposto all'immagine; ma che cos'è il pudore? Il testo lo esplicita in maniera completa, però nella famiglia, nella scuola, nella società, molto spesso non lo si insegna a tutte le donne. I concetti di misura, discrezione, semplicità, decoro, eleganza fine, appaiono come toni inferiori, rispetto ad un'esplosione grottesca di performance, dove le parti anatomiche sono esibite come "carne da macello". Con quale risultato? Quello dell'usa e getta, poiché la "carne da macello"… si macella! Le cronache dei giornali sono piene di notizie aberranti! Normalmente, proporsi di piacere a tutti i costi con l'esibizionismo, dare e prendere il piacere del corpo, senza coinvolgere affetti e spiritualità, porta a tutte le conseguenze elencate ed approfondite in maniera esaustiva nell'editoriale: unioni contro natura, matrimoni mai celebrati o falliti, aborti, ecc,ecc. In natura ci sono i fiori, ma ci sono anche i vulcani ed i terremoti! La natura va arginata e corretta dall'educazione, dall'autodisciplina, e, nei credenti, sottoposta al controllo della Legge Divina ed al dolce richiamo di Gesu', unico Maestro. La natura deve essere redenta, anche negli affetti. Antonia Chimenti


 

Sempre in merito al vostro editoriale "Allarme codice rosso", che tocca in maniera seria, completa ed approfondita le piaghe della nostra epoca, mi soffermo su alcune riflessioni riguardanti la questione dell'aborto e la "maternità in vitro", considerati come "scelta politica", come "legge” e, conseguentemente, come comportamento che dovrebbero tenere i politici cristiani e cattolici in merito, ma anche gli elettori che scelgono i candidati.

I cattolici in politica (sia i politici che gli elettori) non devono accettare compromessi sul piano etico: quando si accettano i compromessi, il processo è inarrestabile, per il peggio! Oggi la coerenza è giudicata testardaggine, mancanza di apertura e, chi la esercita, soprattutto nel comportamento, nello stile di vita, è condannato a giustificare "ai più" ogni sua azione. Siccome in democrazia si deve spiegare tutto e poiché "la ragione dei più" determina la valenza positiva o negativa dei fatti, chi non pensa come la maggioranza è antidemocratico. Ciò vale anche nelle questioni che riguardano la sfera più intima della coscienza personale dell'essere. Le polemiche sono arcinote, ripetitive, noiose. Per la questione dell'aborto, ad esempio, si obietta che se non si abortisce legalmente, c'è l'aborto di serie A, perfetto, elegante, asettico e l'aborto di serie B, pericoloso, approssimativo, artigianale. Un personaggio della politica disse una volta: "I figli non sono fiammiferi che si accendono". A questo personaggio rispondo: "I figli non sono fiammiferi che si spengono". La miseria del nostro tempo, peggiore della povertà che si vuol combattere, è strettamente collegata con un eccesso di processi analitici. Si analizza, si perde tempo a cavillare, come tanti studiosi del codice, ma il buon avvocato non ha bisogno del codice: se fa una buona causa e la vince è perché è "in gamba"! Nelle questioni morali una cosa è buona o cattiva: non vi sono vie di mezzo. L'embrione è vivo se era vivo l'amore che lo ha "prodotto"; è vivo nella coscienza sana dei due componenti della coppia al loro primo incontro. Le scelte sane, in fatto di maternità e di paternità, implicano la salute fisica, mentale, psicologica e soprattutto spirituale della coppia. Se io "uso" l'altro, non lo amo e non lo rispetto. Se mi faccio "usare" non amo e non rispetto me stesso. Se poi la natura non mi consente la maternità o la paternità non ne faccio un cruccio o, peggio, una malattia, un "falso problema". Cerco di esercitare la mia paternità e la mia maternità ad un livello ben più elevato di quello biologico. Non faccio il giro delle cliniche. Mi apro alla "morale aperta" di bergsoniana memoria e contribuisco ad edificare una "società aperta", dunque ben più evoluta, oltre il ristretto ambito della famiglia. Aiuto chi ha bisogno, cerco di rendere meno brutto il mondo che, altrimenti, tenderà a rassomigliare sempre più ad un grande ospedale o, quel che è peggio, a un cimitero. Antonia Chimenti


 

 

Sempre nel contesto delle sue riflessioni, che spaziano in un accurato raggio di soggettività, ma sempre inseriti in una visione di interesse generale, non potevamo non trascrivere altri suoi commenti di più ampio respiro, vere e proprie composizioni letterarie.

 

 

 

 

 

 

 

 


 

S c r i t t i    v a r i

 

 

 

 

DON GIOVANNI

Agile e leggera figura in bleu.

 

La voce come un soffio, il soffio dello Spirito che ne ispira le parole. In perenne contrasto con la torrida, caotica, talvolta asfissiante stagione estiva. Eppure non mostra di soffrire a causa del suo contrasto con l'ambiente. Il soffio dello Spirito è così potente in lui da non incrinare né la dolcezza dell'eloquio, né l'ispirata e luminosa espressione del volto. Quando parla con parole di miele, mai banali, si rivolge alla parte più recondita e più personale delle coscienze. Vede le anime, intravede ciò che possono diventare. Ogni parola è efficace, perché parte dallo Spirito che le ispira e si rivolge alla spiritualità che rianima. Non fa discorsi; si limita a suggerire con un sussurro che le anime assetate di Dio colgono. Ci son persone che prima ancora di essere consacrate sono benedette da Dio.

 Antonia Chimenti

(Don Giovanni Panetta appartiene alla Congregazione dei Pallottini, Società dell'Apostolato della Preghiera -S.A.C.-, Diocesi di Roma)

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

TRA ALCIBIADE E SOCRATE

C'è un passo del Convito di Platone nel quale Alcibiade, un allievo un po' discolo di Socrate, parla del suo maestro:"... egli [Socrate] mi obbliga a confessare che di molte virtù sono privo e che trascuro me stesso mentre mi occupo degli affari degli Ateniesi. Perciò facendomi violenza e chiudendomi gli orecchi, come in presenza delle sirene, io fuggo più che posso da lui, per non essere costretto a sedergli accanto tutta la mia vita. Dinnanzi a lui, solo fra tutti gli uomini, m'è avvenuto quello che nessuno di me penserebbe: che solo di fronte a lui io, che non mi umilio dinnanzi a nessuno, ho avuto vergogna di me stesso. Giacché so di non poterlo contraddire, affermando che non si debba fare ciò a cui mi esorta; ma poi, appena mi allontano da lui, mi lascio vincere dalle lusinghe del favore popolare."Socrate fu impegnato nella vita pubblica della città di Atene: partecipò a diverse guerre e campagne militari e fu magistrato inflessibile nella tutela della legalità, in qualità di membro del Consiglio dei Cinquecento. E' più noto, tuttavia, per il rigore morale del suo insegnamento, fondato sul dialogo e sulla ricerca della verità. Morì a causa del suo atteggiamento di dissenso nei confronti dei governanti della sua città. Aveva il "difetto" di analizzare i fatti nella loro essenzialità, era incurante delle strategie opportunistiche con le quali i politici del tempo mascheravano la verità.
Socrate educava i suoi concittadini; attraverso il dialogo li stimolava alla ricerca della verità e della virtù. Alcibiade non ha fatto tesoro dell'insegnamento ricevuto e lo ammette. Il favore popolare è per lui più inebriante dell'"eroismo" morale. Esiste per noi tutti una via intermedia fra Alcibiade e Socrate: la ricerca incessante della verità, il Bene come fine, la bontà come mezzo, nella vita privata e nella vita pubblica.
Antonia Chimenti

 

 

 

 

 


 

Pittore Raffaele Murra

 

 

 

 

ARTE ED ETERNITA`

La scrittura dà corpo a pensieri vaghi. A volte esita, a volte scorre leggera. Da che cosa dipende questa variazione del ritmo? Dipende solo dal non frapporre ostacoli più o meno grevi di materia alla fluidità dello spirito, che aleggia sempre ma che, talvolta, stenta a farsi strada. La materia non è solo ciò che si può toccare; è la ragione che insinua dubbi e sospetti, sono i mali fisici e morali, le sofferenze e i dolori. Cogliere al volo ciò che è intangibile non dipende da noi. La vera arte consiste proprio nel riuscire ad esprimere l'inesprimibile, nel dar forma visiva e/o verbale ad una specie di flash, che se ne va con la stessa velocità con cui è venuto. In quel momento è l'Eterno che prevale. Tutto il resto è un faticoso esercizio della volontà. Antonia Chimenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LIMONATA ROSÉE, BRODO CALDO E EDUARDO

Limonata rosée, brodo caldo e la voce di Eduardo. De Filippo, naturalmente. Tre ingredienti per una quieta terapia domestica nelle mattinate d'inverno, quando la febbre psicosomatica del lunedì mattina mi tratteneva a casa da scuola, durante l'infanzia. Mio padre amava Eduardo, che incarnava ovviamente la sua cultura d'origine e certe propensioni alla riflessione libera, non imposta da alcun dogma politico, accademico, ecclesiastico. Eduardo continua ad essere il compagno delle serate d'inverno in famiglia, anche qui in Canada. Il monologo sul caffè, seduto sul terrazzino della casa infestata nella pièce "Questi fantasmi". La passività fatalista, mista a orgoglio "maschile" dei dialoghi con Filomena in "Filomena Marturano" e, poi, la saga famigliare del "Natale in casa Cupiello". Questo volto pelle ed ossa che è solo un "pretesto" per dar fisicità a un pensiero sempre vivo e attuale. Questa è arte; anche perché prima di essere arte è vita. Antonia Chimenti


 

 

Natale in casa Cupiello, drammatico, vivo, sempre attuale, mirabilmente creato dal genio di Edoardo ed altrettanto mirabilmente interpretato, perché vissuto, c’è la visualizzazione tragica di un mondo dove la religione è uso, costume, abitudine, tradizione, bella, ma statica.

Gesù è venuto a redimerci, a sradicare l’uomo dalle abitudini, anche belle, ma talvolta torpescenti. Sulle tracce del Suo dinamismo, con la Sua Grazia, seguendo l’esempio dei Martiri e dei Santi, meditando con serietà la Dottrina della Santa Chiesa Cattolica, dobbiamo trasformarci in creature nuove e osare sempre più, nel giusto, nel bene, nel rispetto della Verità, che Gesù incarna e vive.

 Antonia Chimenti, Toronto (Canadà), 2 Dicembre 2012 - I Domenica di Avvento.

 

 


 

La Sacra Famiglia

 

 

 

 

 

IL VALORE DI UN' OPERA D' ARTE

 

Non esistono più i geni eclettici ed universali, perlomeno della statura di un Leonardo da Vinci. A noi moderni, che arranchiamo nei nostri rispettivi ambiti di conoscenza, è necessario restare umilmente nei nostri ranghi, e riconoscere con il dovuto rispetto i meriti, quando sono oggettivamente riconoscibili. Oggi, tuttavia, è più difficile restare oggettivi, perché manca nella società lo stimolo a formare menti capaci di realizzare compiute sintesi tra i diversi ambiti del sapere e mancano, soprattutto, severi criteri coi quali stabilire le dovute gerarchie, quando si deve riconoscere la validità di  un'opera artistica. Questa deleteria carenza è iniziata nel momento in cui la critica estetica ha spostato la sua attenzione dal valore stilistico a quello tematico. Il valore di un'opera non lo si misura solo a partire dall'attualità del messaggio, o dalla vitalità sociale delle sue tematiche. Se non si realizza una compiuta sintesi fra contenuto e forma, l'opera in questione può essere tutto, tranne che opera d'arte. Una critica irresponsabile può alimentare vane illusioni in coloro che si cimentano in presuntuose esibizioni, senza avere le qualità e senza avere la formazione lunga, paziente ed approfondita richiesta per poter imprimere a emozioni, affetti, riflessioni, stati d'animo soggettivi, quella profondità ed universalità, che permettono di riconoscere il vero artista. Questa profondità si nutre anche di cultura e di preparazione tecnica. A sua volta il critico d'arte è un buon lettore solo se sa leggere nell' animo umano, nella realtà che lo circonda, se ha la preparazione culturale necessaria e l' equilibrio mentale, che gli consentano di individuare la specificità ed unicità della creazione artistica (il "tic" poetico, lo stile). Non è sufficiente una riduzione dello stile in formule da Accademia, né l'elencazione delle tematiche predilette dall'Autore, per elaborare un giudizio critico. Il vero artista  "sente" di trovarsi al centro di un flusso di vita cosmico e lo trasfonde a piccole dosi, interpretandolo con suoni, immagini, colori, ritmi e analogie. Il vero critico, a sua volta, è fruitore privilegiato di una trasfusione emozionale, proporzionale alla sua ricettività; egli non fa che ripercorrere a ritroso l'itinerario dell'artista, mettendo a fuoco la fisionomia speciale dell'opera, in un processo di elaborazione che, dalla fase passiva della mimesi, si eleva a quella del giudizio di valore. In questo processo intuizione, sensibilità, analisi e sintesi razionali son tutt'uno. Antonia Chimenti


 


 


 

"IL VASO DI ROSE BIANCHE"

DI VAN GOGH

( 1853- 1890 )

 

Pittore olandese, che usa il colore come principale mezzo espressivo. Van Gogh si ispira originariamente all'impressionismo e perviene ad esiti intensi e drammatici nell'uso del colore. Il suo stile influirà sulla nascita del movimento pittorico espressionista.


 

 "Il vaso di rose bianche" di Van Gogh (1890 - Collezione Annemberg) rivela il mondo interiore dell'artista. Luce, luce, luce, tanta luce! Il vaso è verde, lo sfondo è verde. Qua e là piccole pennellate rosse; qualche rosellina di bosco si insinua nel candore delle rose da giardino. L'anima dell'infelice artista vive in questo dipinto e parla a chi guarda con la silenziosa eloquenza della bellezza, in netto contrasto con l'assordante e prepotente richiamo di una realtà, spesso estranea all'essere umano.
La vera arte, quella che non obbedisce alle leggi di mercato, trae impulso da un'ispirazione personale ed interiore; non la si esercita per avere successo o per attrarre consensi. E` un nobile esercizio della sensibilità e dell'intelligenza per chi la pratica e per chi ne sa fruire.
Antonia Chimenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

NOTA BIOGRAFICA

 

Antonia Chimenti si è formata spiritualmente e culturalmente a Reggio Emilia, dove ha vissuto ed esercitato la professione di insegnante, fino al 1998, data della sua emigrazione in Canada.

Sotto la direzione del Prof. Mario Richter, Preside della Facoltà di Lingue e Letterature Romanze e Prima Cattedra di Lingua e Letteratura Francese dell’Università di Padova, ha approfondito ricerche sulla poesia rinascimentale, successivamente confluite in un saggio dal titolo Les imitations Chrétiennes di Simon Goulart, pubblicato presso la Casa Editrice Olschki di Firenze.

I suoi interessi storici l’hanno orientata verso la scoperta di personaggi esemplari, tra i quali Veronica Gambara, cui ha dedicato una biografia che ha ricevuto consensi di critica e di pubblico.

Un suo scritto è stato pubblicato nel volume Cara Italia, edito dal Centro Culturale Pragmata in occasione del 150 anniversario dell’Unità d’Italia.

In Canada svolge attività d’insegnamento presso una scuola privata per adulti e collabora con il marito alla realizzazione del progetto di istituzione di un Liceo italo-canadese polivalente.

Continua a dedicarsi allo studio ed alla scrittura e collabora con la rivista cattolica web Artcurel (rubrica Educazione, Arte e Cultura nella Spiritualità).

Svolge attività di volontariato presso una casa di riposo, dove la Domenica accompagna gli anziani nella Cappella della residenza, per assistere alla Santa Messa; collabora alla guida e alla Preghiera del Santo Rosario; svolge la funzione di Ministro straordinario della Santa Eucarestia, e, se necessario, quello di Lettrice.

 


Toronto (Canadà)

 

 

Della stessa poetessa A. Chimenti, di seguito una pregiata raccolta di  commenti e poesie su alcuni personaggi da lei conosciuti sulla via del tramonto.

 

 

Personaggi sulla via del tramonto, che rimangono

" Testimoni "

 

La raccolta della poetessa Antonia Chimenti

può essere letta da questo link  (pdf)


oppure può essere sfogliata online

cliccando sul riquadro sottostante

 

 

 

 

 

Una serena "testimone"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

( PIU' AVANTI VENGONO OSPITATI ALTRI LETTORI )

 

 

Olio su tela del Maestro Salvatore Murra

(1909-1972)

(per gentile concessione della famiglia Murra)

 

 

 

 

A cura del

Movimento Laico di Preghiera BBL

Il Santuario di Pompei.

Il Beato Bartolo Longo.

La Chiesa Matrice di Latiano (BR),

dove il piccolo Bartolo fu battezzato.

 

__________________________________

 

 

L'Avvocato Bartolo Longo

Olio su tela del Maestro Enzo Murra

(1938-2012)

 

 

 

NOTA PER I LETTORI


A seguito dei privilegiati frammenti poetici della scrittrice Antonia Chimenti, altri lettori si associano a questa iniziativa artistico-religiosa che ospita il nostro Sito.

Il poeta Roberto Caforio, con un suo canto di stile arcaico, ci impegna ad accogliere chi ci invia composizioni di vario taglio e fattura che si legano a fatti o a personaggi di ispirazione religiosa e spirituale.

 

Di seguito la poesia

del poeta Roberto Caforio

 

 

BENE  E  MALE

o

IL  DIO  IN  PIO

 

(A San Pio da Pietrelcina)

 

 


 

La raccolta del poeta Roberto Caforio

può essere letta in questo link  (pdf)


oppure può essere sfogliata online

cliccando sul riquadro sottostante

 

 

 

 

 

 

 

 

San Pio da Pietrelcina

Olio su tela del Maestro Enzo Murra

(1938-2013)

 

 

 

Latiano (Brindisi) Italy,

paese natìo del Beato Bartolo Longo,

Fondatore delle Opere e del Santuario

dedicato alla

Regina del Santo Rosario

di Pompei

 

 

 

 

Una dedica al

Beato Bartolo Longo

di

Antonia Chimenti

 

 

Grande Beato,

modello sublime

di vita perfetta!

Non vane parole,

azioni efficaci.

Non vuote promesse,

ma scelte audaci.

Non dubbi,

ma amore e fede.

Sei guida tenace

per tempi confusi,

per fragili menti

che il nulla confonde.

Lo sguardo profondo

di chi a Stella è fisso.

La Stella Tua
orienti anche noi!


 

Antonia Chimenti

 

 

 

 

 

 

 

 

Di seguito una poesia

del poeta

Gianni Montanaro

(La recensione e le altre poesie

del poeta Gianni Montanaro

si possono sfogliare nel settore A / 15 )

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Ulivo

 

Possente Albero

nodoso tronco,

sinuosità di rami

in armonia

di vegetali amplessi.

Albero sempre verde,

ombrellifera forma,

chioma argentata.

Ma che a volte

si eleva a guglia:

della mia dolce,

amata, rinomata

terra di Puglia.

 


 

 

 

A proposito di...

Ulivi,

di Puglia

e di...

Ricordi,

proponiamo di seguito

due originali produzioni letterarie

della scrittrice-poetessa

Antonia Chimenti.

 

.


 

 

 

 

Sfoglia sotto i

Racconti

dei

Fili d'Argento

 

 

 

 

 

 

 

 

Ulivi millenari della Tenuta Moreno

LATIANO (BR)

Il particolare di un tronco millenario.

 

 

 

 

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o riflessioni

 

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