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ALLARME GONORREA

Prima di introdurci nell'argomento di questo link, ci preme rendere noto l'allarme che la maggior parte degli scienziati sta lamentando per il propagarsi (del 1000%) di diverse patologie, attinenti con i reparti di proctologia, urologia e dermatologia.

Peter Greenhouse, uno dei maggiori esperti di questo particolare tipo di malattia a trasmissione sessuale, ha lanciato l’allarme.

Il quotidiano britannico, on-line, “Western Daily Press”, ha riportato le preoccupate dichiarazioni del dott. Greenhouse, specialista presso il Sexual Health Centre di Bristol, che ha affermato di aver riscontrato un forte aumento di “scambisti” che arrivano a farsi curare nella sua clinica a Tower Hill, nel centro della città.

A tale proposito il medico inglese ha aggiunto: «basta avere un uomo che ha molteplici partner (maschi) e subito si avrà un aumento del numero di infetti.

L’esplosione di gonorrea nella città di Bristol, imputabile allo squallido e perverso fenomeno dello scambismo e soprattutto alla crescente diffusione dei rapporti omosessuali, è la logica conseguenza del clima di promiscuità sessuale nella quali essi sono immersi. Lars Eighner, uno scrittore omosessuale, ha fatto un elogio del caos sessuale nel quale essi vivono dichiarando: «non vedo nulla di male nella promiscuità gay. Io penso che sia uno degli aspetti più positivi della vita gay che persone di diverse circostanze possano raggiungere una loro intimità molto rapidamente».

Parole significative, quanto quelle di Noel Mosen, un ex attivista gay, che ha onestamente ammesso: «il bisogno di sesso nel mondo omosessuale è così impellente che può arrivare a soggiogare completamente gli uomini omosessuali, che gli sacrificano tutto». Le conseguenze di questa ribellione delle pulsioni sessuali contro la ragione sono inevitabili. Il male produce male e gli atti che vanno contro la legge naturale feriscono irrimediabilmente l’uomo e corrompono profondamente la società.

(Da un articolo di Lupo Glori)

 

 

OMOSESSUALITA’ - GENDER

ETICA RELIGIOSA E PUREZZA


Da un importante articolo del Santo Padre, scaturiscono due altrettanto importanti riflessioni sui “Gender” e sulla “Purezza”; due articoli che si differenziano per loro antitesi, ma che ben si affiancano per le finalità in cui l’uomo può trovarsi coinvolto, per affrontare la sua salvezza spirituale.

Importante Premessa.

Un dramma epidemico sta coinvolgendo non solo la Santa Madre Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana, ma l’intero Popolo di Dio.

Occorre essere uniti intorno al Santo Padre, il Sommo Pontefice, uniti nella fortezza della Fede, nella Preghiera accorata che la Santissima Madre di Dio chiede ai Suoi devoti figli.

«Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare» (Lc. 9, 38-47).

«Razza di vipere (Lc. 3,7) sepolcri imbiancati» (Mt. 23, 27).

«Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna» (Mt. 5, 29-30).

«Pregate perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi» (Omelia del 24.04.2005 di Papa Benedetto XVI).

Frasi che devono far meditare il malcostume di qualsiasi potere corrotto e decadente, compresi i moderni mercanti del tempio (Mc. 11, 15-19), ricordando le parole del Profeta Geremia: «Avete fatto della mia casa una spelonca di ladri»! (7,11).


Per realizzare i propri scopi Satana usa raffinate arti sovrumane seminando confusione e creando strutture con perversi meccanismi di inversione, attraverso i quali il bene diventa male, il male bene; la giustizia diventa ingiustizia e l’ingiustizia diventa giustizia … e ancora: la virtù vizio e il vizio virtù; la sana dottrina diventa eresia e l’eresia sana dottrina.

Per questo anche la Chiesa ne esce indebolita da un relativismo teologico gnostico, da un individualismo esasperato e dalla disubbidienza all’autorità del Sommo Pontefice e dei Vescovi, il tutto suffragato da cattedratici delle università pontificie, che insegnano, in giacca e cravatta, il discutibile magistero di se stessi. Non a caso le loro parole più ricorrenti sono: «Come io sostengo … come io ho scritto … come io ho detto a quel cardinale che mi ha dato ragione … ecc. ».

Occorre una nuova “autorità apostolica” per ripristinare i fermi equilibri delle regole, poiché tutto è diventato anarchicamente relativo o soggettivo, mettendo in discussione ogni stile di comportamento e di azione, la sana dottrina, il Vangelo storico, permettendo di far intaccare persino il deposito della fede, grazie anche alla moderna “teologia antropologica”, che ha ribaltato completamente i fondamenti cristiani della Devozione Liturgica in seno all’intera Chiesa Cattolica, confondendo le membra del Popolo di Dio.



Siamo stati tutti chiamati, unanimi, a divenire una sola cosa con l’Agnello Immolato, Cristo Salvatore, affinché non venga detto anche di noi «Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono» (Cf. Mt. 26, 54. Mc. 14, 50).

Da un commento sul libro dell’Editore Bonanno: “E Satana si fece Trino. Relativismo, individualismo, disubbidienza: analisi sulla Chiesa del terzo millennio.” -La Nuova Bussola Quotidiana-.



Il Papa sulle nozze gay:

“Offesa alla persona”.


I «tentativi» di rendere il matrimonio «fra un uomo e una donna» «giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione» sono «un’offesa contro la verità della persona umana» e «una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace». Così il Papa si è espresso nel Messaggio per la Giornata della pace.


MATRIMONIO DA TUTELARE - «La struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale», afferma Benedetto XVI. «Questi principi – spiega il Pontefice – non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità». Secondo Benedetto XVI, «l’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa». «Tale azione – aggiunge – è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace».


ABORTO ED EUTANASIA - Ma il messaggio del Papa affronta anche i temi dell’aborto e dell’eutanasia. Per Benedetto XVI, è «un’importante cooperazione alla pace che gli ordinamenti giuridici e l’amministrazione della giustizia riconoscano il diritto all’uso del principio dell’obiezione di coscienza nei confronti di leggi e misure governative che attentano contro la dignità umana, come l’aborto e l’eutanasia».


IL LAVORO - Ma Ratzinger ha parlato anche di lavoro. «Tra i diritti e i doveri sociali oggi maggiormente minacciati vi è il diritto al lavoro», ha detto il Papa in un passaggio del suo messaggio. «Ciò è dovuto al fatto che sempre più il lavoro e il giusto riconoscimento dello statuto giuridico dei lavoratori – ha spiegato il pontefice – non vengono adeguatamente valorizzati, perché lo sviluppo economico dipenderebbe soprattutto dalla piena libertà dei mercati. Il lavoro viene considerato così una variabile dipendente dei meccanismi economici e finanziari». Per il Santo Padre, è necessaria «una rinnovata considerazione del lavoro, basata su principi etici e valori spirituali, che ne irrobustisca la concezione come bene fondamentale per la persona, la famiglia, la società. A un tale bene corrispondono un dovere e un diritto che esigono coraggiose e nuove politiche del lavoro per tutti».

-(Fonte: www.corriere.it) Pubblicato il 14 Dicembre 2012 da Lepanto -





COME INTERPRETARE I ‘GENDER’


Nell’udienza alla Curia di Roma, nel tradizionale incontro di fine anno prima di Natale, il Papa ha pronunciato forti parole contro i matrimoni omosessuali, affermando che “sono un attentato all'autentica famiglia e all'umanità”. Egli ha voluto precisare che “non è l'uomo a scegliere la propria natura”, spiegando anche la posizione della Santa Chiesa su questi argomenti abbastanza delicati e facilmente manovrabili da coloro che in questi anni hanno affermato posizioni diverse dalla Chiesa, la quale a suo merito ha quello di dimostrare come la Sacra Scrittura è molto chiara anche su questi argomenti.

Il passaggio più importante del discorso del Papa è senz’altro quello in cui chiarisce il significato dei ‘gender’, parola introdotta nell’uso comune,  ossia: Persone che si vestono e si comportano come persone del sesso opposto”.

Chi non si accetta così com’è certamente ha dei complessi molto seri; per superarli, o comunque per insabbiarli, si traveste con abiti solitamente utilizzati dall’altro sesso, muovendosi come se fosse una persona del sesso opposto.

Benedetto XVI ha citato Simone de Beauvoir per contestare quella che lui chiama la ideologia del “gender”, secondo cui il sesso “non è più un dato originario della natura che l'uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi”.

Non accettarsi è un dramma, uno squilibrio psichico, sicuramente superabile, ma necessita comunque dell’intervento della Grazia di Dio. Gli incontri con lo psicologo possono anche rasserenare una persona disturbata e che non prega, ma il suo equilibrio rimane sempre instabile; il che lo rende incline a tendere verso uno degli opposti eccessi. Non abbiamo alcun motivo per condannare le persone che non hanno ancora trovato la propria identità e che cercano di trovarla nell’altro sesso o verso questi eccessi, ma costoro non troveranno mai la vera pace, poiché il travestirsi con abiti diversi servirà solo e sempre a procurar loro nient’altro che una grande illusione.

Dinanzi a queste persone insoddisfatte e irrequiete, noi preghiamo senza voler minimamente ledere la loro dignità personale. In generale, però, occorre riferire come in realtà stanno le cose, senza condannare, esprimendo apertamente la propria disapprovazione sull’anormalità di tali atteggiamenti.

Un esempio eclatante di quanto sia ridicolo rivolgersi al femminile nei confronti dei soggetti travestiti lo si riscontra in alcune trasmissioni televisive, in cui trapela l’ipocrisia, da parte del presentatore, che, per timore di essere tacciato di omofobia, asseconda tali personaggi. Infatti, trattandosi di soggetti maschili, non si può non utilizzare il linguaggio consueto, poiché, diversamente, si cade in un inganno davvero insanabile. Ciò vale anche nel caso inverso, in cui sono le donne a trovarsi loro agio nei panni maschili.

Tale comportamento non è normale sia da parte di chi lo consente, sia da parte di chi lo pretende. Se una persona è un uomo si devono utilizzare attributi al maschile, altrimenti il tutto diventa una effimera carnevalata.

Con ciò si ribadisce il concetto di piena libertà, da parte di ogni persona, di vestirsi secondo la propria tendenza, o di farsi chiamare dagli altri come lo si desidera.

Da tutto ciò si desume che non si può prescindere dal fatto che in ciascuno di noi possa costituirsi un’obiettiva consapevolezza di tale anomalia, che, a sua volta, comporta come conseguenza il rifiuto di assuefarsi ad una simile falsità.

Ritornando al discorso del Papa, si ribadisce il disastro morale presente in molti, che, vuoti di Dio, si smarriscono rincorrendo gli squilibrati impulsi lussuriosi. “L’uomo contesta la propria natura, che è solo spirito e volontà”, tanto che nel mondo contemporaneo “non è più valido ciò che si legge nel racconto della creazione: maschio e femmina Egli li creò”. Ciò significa che la società moderna ha messo in discussione la famiglia tradizionale e “non si tratta soltanto di una determinata forma sociale, ma della questione dell’uomo stesso”. “È un attentato all’autentica forma della famiglia -costituita da padre, madre e figli- al quale oggi ci troviamo esposti”.

“Ciò che la Chiesa ha individuato come valori fondamentali, costitutivi e non negoziabili dell’esistenza umana, lo deve difendere con la massima chiarezza. Deve fare tutto il possibile per creare una convinzione che poi possa tradursi in azione politica”.

Il punto centrale del discorso del Papa è certamente questa affermazione: “Non è l'uomo a scegliere la propria natura”. Che cosa avviene nella persona che comincia ad avere nella mente pensieri strani che la spingono a voler essere una persona del sesso opposto? Tutto questo è causato da una deformazione mentale, che può derivare da diversi fattori, senza escludere la ‘tentazione satanica’, poiché il ‘demonio’ sa come occupare la mente, accecandola con il suo ‘fumo infernale’. In effetti, se una persona inizia a praticare questa trasgressione sessuale, sarà indotto a continuare in tale trasgressione, senza accorgersi di cadere ripetutamente nel medesimo peccato; in tal modo l’individuo sprofonderà in una vera ed inconsapevole immoralità.

Va chiarito che non tutto ciò che arriva alla mente è buono né va assecondato.

Pertanto, quando un uomo, per varie ragioni (di ordine psicologico, fenotipico, o prettamente patologico), comincia ad alimentare nella sua mente il desiderio di comportarsi o di diventare donna (non essendo uomo di preghiera), dovrebbe quanto meno intraprendere una vera e propria cura medica per allontanare tali pensieri ossessivi. Se invece è un cosciente cristiano praticante (che prega bene), certamente finirà con il superare questa strana inclinazione. Se inoltre costui chiede consigli al proprio Padre spirituale, comprenderà l’importanza del cammino spirituale, che lo porterà a frequentare quotidianamente la Santa Messa, con l’aiuto del Santo Rosario, che gli permetterà di guarire da tali pensieri irrazionali.

Se nasci uomo e Dio ti ha creato uomo, perché vuoi diventare donna?

A tutte le persone che vivono questo dramma, con il dilemma di non riuscire a superare simili tendenze (‘tentazioni’) inopportune, oltre a ribadire le parole sottolineate da Papa Benedetto XVI, cioè che “Non è l'uomo a scegliere la propria natura”, occorre essere vicini con la preghiera, desiderando per esse la pace interiore e il raggiungimento di un equilibrio psico-fisico e morale. Chi vuole cambiare sesso, o vive da ‘gender’, appartiene ad un personaggio del romanzo di Luigi Pirandello: “Uno, nessuno e centomila”. Il personaggio principale Moscarda prende consapevolezza che l'uomo non è ‘Uno’ e che la realtà non è oggettiva; ma Pirandello, essendo ateo, cercava lui stesso una propria identità, per colmare la lacuna spirituale cui ogni uomo tende per natura.

Si può sostenere che il ‘gender’, travestendosi in una persona del genere opposto, abbia potuto realizzarsi con questa trasformazione esteriore, ma, in realtà, la sua identità si configurerà sempre nella sua natura originaria, quella con cui Dio lo aveva predestinato nel seno materno.

Il vero problema di questa società, che ha accettato passivamente tutte le trasgressioni esistenti, sta nella mancanza di una vera e propria coscienza critica nei mezzi di comunicazione, poiché tutti coprono tutti, assecondando tali atteggiamenti e, in ultima analisi, a tutti fa comodo, come forma di consolazione, giustificare la propria immoralità, adducendo come scusante il fatto che esistono trasgressioni peggiori delle proprie.

Gli stessi conduttori televisivi dovrebbero essere i primi a dare esempio di costumatezza e pudore, mentre dai politici dovrebbero arrivare quei forti segnali di serietà, correttezza ed etica, ma anche costoro, purtroppo, spesso sono avvolti dalle tenebre della confusione o addirittura dal ‘fumo di satana’!

Solo una Creatura ha rallegrato la Santissima Trinità, perché ha adempiuto perfettamente alla Volontà di Dio: la Madonna, la Vergine Maria, è Colei che ha accolto pienamente il Disegno Divino, il vero Modello che conduce a Gesù, per trovare la vera pace interiore. Ella è la Guida sicura per trovare l’equilibrio psico-fisico, per seguire  la Via della Verità e della Vita, come insegna il Vangelo storico.

Alcuni dati statistici

della medicina ufficiale

su chi pratica l'omosessualità.

Una lettura più attenta dei dati statistici della medicina ufficiale, quelli veri, potrebbe far aprire gli occhi a tutti, omosessuali compresi, la cui condizione risulta tutt’altro che ordinaria, tanto meno raccomandabile: secondo quanto riportato da PubMed la recente letteratura medica di settore confermerebbe come gli uomini impegnati in attività omosessuali o bisessuali siano esponenzialmente più esposti al rischio di cancro, in tutte le sue forme.

Già nel dicembre scorso la notizia era stata pubblicata, nel silenzio pressoché generale, da The Lancet, che riportava uno studio dal titolo “Il cancro e gli uomini che fanno sesso con uomini: una revisione sistematica”. Ora viene ribadita. I ricercatori, dopo aver esaminato 47 profili meritevoli di particolare attenzione scientifica, sono giunti tutti alla medesima conclusione: l’omosessualità rappresenterebbe un fattore di rischio per il cancro, che si svilupperebbe anche a causa delle infezioni contratte con comportamenti disordinati.

Uno studio francese, citato dall’agenzia LifeSiteNews, evidenzierebbe anche come l’HPV, il papilloma virus umano, causa anche di varie forme di tumore maligno, sia percentualmente molto più presente nei gay che negli eterosessuali assuntori di droghe (85% contro il 46%). Non solo: i gay ne risulterebbero molto più frequentemente infettati (61% contro il 26%) e presenterebbero molte più anomalie citologiche (72% contro il 36%).

Alla stessa correlazione tra infezione da Hiv e rapporti disordinati è giunto anche uno studio brasiliano, secondo il quale i soggetti omosessuali sarebbero molto più esposti, tra l’altro, alla contrazione dell’HHV-8, lo Human Herpes Virusche predispone al sarcoma di Kaposi. Le prove esaminate dai ricercatori mostrano come, mentre il virus dell’epatite B, prioritaria causa del cancro al fegato, tra il 1990 ed il 2002 è diminuito del 67%, nello stesso periodo il numero di omosessuali, che ne sono stati affetti, è salito dal 7 al 18%.

Legami sono stati individuati in laboratorio anche rispetto a patologie meno invasive, ma non meno problematiche, come quelle polmonari: ad esempio, su 75.164 studenti universitari, di età compresa tra i 18 ed i 24 anni, rispetto agli eterosessuali, i giovani gay (o lesbiche) sarebbero più soggetti a malattie respiratorie acute (il rapporto sarebbe di 1:38), i bisessuali alla sinusite (1:15), all’asma (1:37) ed alla bronchite (1:19).

Non solo: tra malati di Aids il tasso di mortalità sarebbe “significativamente più alto per gli omosessuali che per gli eterosessuali o per i soggetti che si iniettino droga”.

Eppure, di tutto ciò, benché meritevole in altri contesti di ben diversa attenzione, sui grandi media non v’è traccia. Sarebbe meglio che i cronisti prestassero più attenzione a queste notizie, anziché sfilare ai cortei e che gli omosessuali tenessero in maggiore considerazione almeno la salute propria e degli altri. (M.F.)


Riguardo alle nozze gay, poi, ci pare che stiamo entrando nella più buia foresta che mai l’uomo abbia voluto esplorare.

“Le nozze gay sono un prodotto culturale che nega la realtà, non un diritto ineludibile”.

Non possiamo dire che non c’è il Sole se in realtà vi è la luce, né possiamo affermare il contrario, quando, cioè, vi è buio fitto e vogliamo ammettere, come falsa realtà, che vi è la luce.

“L’uguaglianza intesa come negazione di ogni differenza è qualcosa che va contro la realtà”, dice al Foglio il cardinale Camillo Ruini, commentando la sentenza con cui la Corte suprema degli Stati Uniti ha dichiarato incostituzionale parte del Defense of Marriage Act, la legge che definiva il matrimonio come unione esclusiva tra uomo e donna sotto la giurisdizione federale. “Ci illudiamo se pensiamo di poter cancellare la natura con una nostra decisione personale o collettiva”, aggiunge ancora l’ex presidente della Cei. La decisione della Corte sembra confermare che ci si trovi davanti a una valanga inarrestabile, in cui ogni eccezione sull’equiparazione tra matrimonio eterosessuale e omosessuale sarà superata.

Quale sarà il futuro? Dipende da noi!


Quando si cade nella schiavitù

delle proprie passioni

si perde il controllo della libertà,

il dominio del libero arbitrio.


Solo seguendo la Legge di Dio

si riesce a trovare l’equilibrio interiore.


Il Diluvio Universale (Gen., VI, 5 – IX, 17). «Vedendo Dio come era grande la malvagità degli uomini sopra la terra e come tutti i pensieri del loro spirito erano intesi a malfare continuamente» la sua Giustizia decretò il Diluvio Universale (Gen., VI, 5-7).

Viviamo in una situazione che é “paragonabile alla condizione dell’umanità ai tempi di Noè” (Genesi, VII, 11 ss.). “Historia magistra vitae. - La Storia è maestra di vita”, specialmente la “Storia Sacra”, che è una “Santa Maestra”, ma molto poco ascoltata dagli uomini.


IL GIUSTO VIVRA’

IN FORZA DELLA FEDE

(Una riflessione che fa riflettere)

«Infatti l’ira di Dio si manifesta dal cielo sopra ogni empietà e malvagità di quegli uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia. (…) Così essi sono inescusabili, poiché, avendo conosciuto Dio, non Lo glorificano come Dio, né Gli resero grazie, ma i loro ragionamenti divennero vuoti e la loro coscienza stolta si ottenebrò. Ritenendosi sapienti, divennero sciocchi e scambiarono la gloria di Dio incorruttibile con le sembianze di uomo corruttibile, di volatili, di quadrupedi, di serpenti.

Perciò Dio li ha lasciati in balìa dei desideri sfrenati dei loro cuori, fino all’immondezza che è consistita nel disonorare il loro corpo tra di loro; essi che scambiarono la verità di Dio con la menzogna ed adorarono e prestarono un culto alle creature invece che al Creatore, Che è benedetto nei secoli: Amen!

Per questo Dio li ha dati in balia di passioni ignominiose: le loro donne scambiarono il rapporto sessuale naturale con quello contro natura; ugualmente gli uomini, lasciato il rapporto naturale con la donna, bruciarono di desiderio gli uni verso gli altri, compiendo turpitudini uomini con uomini, ricevendo in se stessi la debita ricompensa della loro aberrazione. Poiché non stimarono saggio possedere la vera conoscenza di Dio, Dio li abbandonò in balia di una mente insipiente, in modo da compiere ciò che non conviene, ripieni di ogni genere di malvagità, cattiveria, cupidigia, malizia, invidia, omicidio, lite, frode, malignità, maldicenti in segreto, calunniatori, odiatori di Dio, insolenti, superbi, orgogliosi, ideatori di male, ribelli ai genitori, senza intelligenza, senza lealtà, senza amore, senza misericordia; essi, pur conoscendo bene il decreto di Dio, compiendo tali azioni, sono degni di morte, in quanto non solo le fanno, ma danno il loro consenso, approvando chi le compie»(S. Paolo. Lettera ai Romani: 1, 18-19/21-24/26-32).


«Non c’è peggiore disordine dello spirito che il guardare alla realtà non come essa è, ma come si vorrebbe che fosse» Bossuet.


Il Diluvio Universale

(Gen., VI, 5 – IX, 17)


Mettiamoci tutti sotto la protezione del Cuore Immacolato di Maria e recitiamo ogni mattina la nostra consacrazione a Lei, pregando il Santo Rosario.



LA PUREZZA DEL CUORE

E DELLA MENTE

per un vero cammino spirituale


La festività di San Giovanni Apostolo è una buona occasione per riflettere sul valore della purezza. Infatti, fu proprio Lui il discepolo più amato da Gesù per la sua purezza della mente, del cuore e del corpo. Egli è lontano dall’ambiguità e dalla meschinità intellettuale di Giuda. Gesù li aveva entrambi nel Suo gruppo e conosceva perfettamente i loro cuori, dava ad entrambi insegnamenti importanti, ma mentre il perfido li rifiutava, San Giovanni diveniva giorno dopo giorno candido come un Angelo.

Nell’attuale società la purezza, ormai, è quasi del tutto scomparsa; essa, infatti, non riguarda solo il corpo, poiché interessa e coinvolge anche la mente e il cuore; in realtà, se manca questa grande qualità morale, il cristiano non è un vero seguace di Gesù. La mancanza della purezza, quindi, ha più cause.

Benché si cerchi e ci si sforzi di evitare il peccato, spesso si tende a cadere più per debolezza che non per volontà. I peccati ricercati, invece, divengono molto più gravi, poiché sono voluti intenzionalmente, specie quando si bramano interiormente e quando si progetta di commetterli.

Nel Cristianesimo la “purezza” indica, in senso generale, l’integrità morale, l’onestà, l’assenza di malizia, caratteristiche che oggi ritroviamo difficilmente in questa nostra società.

Se anche tra gli atei vi sono molte persone oneste, è pur vero che queste, non essendo credenti, spesso non si fanno scrupoli nel dire bugie o nel commettere peccati mortali, poiché per loro molte di queste mancanze non costituiscono peccato.

La purezza applicata al campo della castità esprime il distacco dai desideri sensuali. Qui il discorso si fa più delicato per i giovani e le persone non ancora sposate.

A causa dell’innata concupiscenza, dipendente dal ‘peccato originale’, esse sono sempre in bilico per non cadere e, per l’incapacità di resistere alle tentazioni, in quanto digiuni del vero significato della spiritualità, possono arrivare sull’orlo del precipizio, con le conseguenze più disparate.

I coniugi, sempre aperti alla vita nascente, per la natura della loro missione procreativa, non hanno invece questi problemi, se compiono i loro rapporti secondo la morale cristiana.

Perdere la purezza del corpo è uno dei più gravi peccati di questa società, che ha perso il senso della morale, assumendo atteggiamenti pericolosi per la vita spirituale, specie quando un’azione peccaminosa, compiuta senza scrupoli di sorta, viene preventivamente programmata, assimilando le trasgressioni di tendenza.


Gesù disse a Maria Valtorta: “Lo schiavo della lussuria diviene ladro e barattiere, crudele, omicida, pur di servire la sua padrona”.

La vita privata degli altri non ci riguarda, è vero, non bisogna sindacarla, ma una verità deve essere chiara: se non c’è un vero cammino di Fede non è possibile dominare le passioni interiori. Forse si resiste una o più volte, poi, se non si è fortificati dentro, con la Preghiera e con l’allenamento spirituale, non c’è più resistenza dinanzi a un pensiero che ‘satana’ invia di continuo alla mente. Pertanto, quando si prega con perseveranza, anche se si dovesse presentare il ‘demonio’ con le sue tentazioni, ‘costui’ sarebbe costretto a fuggire innanzi a chi si è fortificato spiritualmente. Di fronte alla vanità delle tentazioni, od al peccato, si esce vittoriosi con l’umiltà della fuga.

È facile liberarsi da ogni forma di tentazione quando si prega e quando si è in Grazia di Dio; è sufficiente anche una sola Ave Maria (o un Segno di Croce).

La mancata “purezza del corpo” si manifesta maggiormente nelle persone sottoposte alla ‘schiavitù del peccato’, cioè alla ‘schiavitù dell’eterno mistificatore’; risulta, però, alquanto difficile e complesso identificare coloro che non hanno nel cuore la purezza della Verità, che si identifica nelle Virtù Evangeliche.

La “purezza del cuore” viene indicata da Gesù nel Discorso della Montagna, come una qualità che permette di “vedere” Dio (Mt 5,8), quindi, di elevarsi ad altezze spirituali considerevoli e possedere una mentalità davvero spirituale. È nel cuore che bisogna cominciare a programmare la propria purificazione, per ricostruire la purezza personale, purezza ricevuta con il Battesimo e persa con il peccato; se si purifica il cuore da ogni attaccamento o affezione ai peccati, dall’inclinazione dei pensieri che facilitano i vizi a peccare di continuo, ne consegue che anche la mente viene liberata da una dipendenza alla negatività. Questa consapevolezza, in ragione della sua forza, deve divenire una regola di vita, per consolidarne la perseveranza.

Senza la purificazione del cuore non avverrà mai l’inizio del cammino spirituale.

Molti cristiani pregano e vanno a Messa, ma non hanno mai pensato alla purificazione del cuore, lasciandolo pieno di vizi, attaccamenti esagerati alle passioni, dipendenza da ogni debolezza che apre la porta ai più gravi peccati. Sono molti i cristiani che si considerano buoni, ma poi non compiono un minimo sforzo per distruggere la vecchia mentalità istintiva e corrotta, per iniziare una nuova vita, una nuova rinascita spirituale, per rispettare il Vangelo ed Amare Dio.

Per questi cristiani, che si fermano appena all’inizio del cammino di conversione, è già sufficiente qualche preghiera, o la Messa domenicale, per il resto non compiono nulla che possa veramente alimentare la spiritualità.

Nella conclusione di un altro commento, si legge: “La superbia acceca l’intelletto e induce una persona a credere sempre il contrario della verità e ciò che è oggettivamente giusto”. La superbia può essere diminuita o debellata solamente con il rinnegamento, rinunciando a tutto ciò che è peccato e, questo cambiamento, parte dal cuore. Non si tratta solo di voler pensare o agire diversamente, è necessario uno sforzo continuo nella rinuncia di tutto ciò che è peccato, o che porta a peccare.

La “purificazione del cuore” aiuta la mente a non giudicare più e a non parlare con ambiguità, a non diffamare e a non voler danneggiare gli altri. Se il cuore è purificato, la mente riceve gli impulsi corretti, orientandosi verso il bene e l’onestà. Solo i “puri di cuore” vedranno Dio, ma già in questa vita vengono illuminati dalle continue ispirazioni Divine e vivono quasi un Paradiso anticipato.

Se la mente viene orientata al bene e all’onestà, anche il corpo conoscerà quella virtù mai sperimentata in precedenza, poiché si avrà maggiore rispetto verso il corpo, non lasciandosi vincere dalle tentazioni impudiche. Quindi, la “purificazione del cuore” alimenta una mente onesta, ne consegue che anche il corpo beneficia di questa integrità, perché si raggiungerà una forte padronanza nel controllo dei pensieri e dei sensi.

Spesso si leggono con entusiasmo messaggi, inviti, meditazioni, si riflette anche positivamente su questi, ma poi, in realtà, non si riesce a metterli in pratica.

Occorre considerare che: “La persona che si avvicina con maggiore amore a Gesù, nella verità e nell’umiltà, viene inondata dallo Spirito di Dio e, gradualmente, perde le opinioni carnali di ciò che esiste, cominciando a vedere la realtà come essa effettivamente è. Per raggiungere questa visione delle cose, della vita, occorre mettere in pratica una reale vita spirituale, intellettualmente onesta; occorre non seguire più le visioni istintive, quelle concezioni sbagliate della realtà, che possono piacere, ma che sono create artificiosamente dalle illusioni mentali.

È facile deviare dalla sana dottrina cattolica, sia per la ripetizione dei peccati mortali non confessati, sia per l’indebolimento della Fede. Chi non controlla la sua superbia e la lascia dominare sulla volontà, compie tantissimi errori morali e di discernimento.

Quando un cattolico rimane così vulnerabile, può diventare chiunque, un eretico o un mago, un imbroglione o un persecutore dei veri seguaci di Gesù, Sacerdoti e laici. Ecco spiegato come esiste nel Cristianesimo una vera lotta tra opposte posizioni dottrinali: ci sono quelli che seguono fedelmente Gesù e sono pochi; ci sono molti che seguono Gesù ma vivono in una illusione mentale, nel senso che Lo seguono teoricamente e non nella realtà della vita pratica.

Questi cattolici spesso assumono posizioni sociali in piena contraddizione con il Vangelo ed ignorano volutamente i loro errori.

In questo contesto religioso, aperto agli aggiornamenti delle nuove dottrine che avanzano, coloro che vogliono seguire veramente Gesù sono in pochi, rispetto all’alta percentuale di quei cattolici che vogliono invece determinare tutto nella Chiesa, dare ordini anche al Papa, decidere cosa debbono fare e non fare i Sacerdoti, cambiare la morale sessuale, introdurre nuove liturgie festaiole e dissacratorie, togliere la Confessione e ridurre la Santa Messa ad un incontro ricreativo”.

(Da un commento di Padre Giulio Maria Scozzaro)


(Questa, in fondo, è la realtà che disturba molti cristiani, scoraggiando ed allontanando dalla Chiesa i dubbiosi nella Fede. E’ così che ogni iniziativa di accostamento alla Spiritualità si vanifica, soprattutto per coloro che, prima ancora di intraprendere un pur minimo cammino spirituale, desiderano iniziare un vero e proprio cammino di Fede. In genere, anche le diversificazioni liturgiche, come anche le interpretazioni evangeliche, supportate dai moderni teologi, che manipolano le Sacre Scritture, creano disarmonie e disagio in seno alla stessa Chiesa. Ogni attività spirituale, quindi, va alimentata con la perseverante Preghiera, credendo nel Vangelo e mettendolo in pratica, cominciando dalle piccole azioni di ogni giorno, non facendosi confondere dal ‘populismo religioso’, che sta dominando, con il sempre più diffuso relativismo, la società contemporanea. Il Cristiano, se desidera la sua salvezza, scevro da ogni influenza esterna, deve seguire solo il Vangelo Storico, quello voluto da Nostro Signore Gesù Cristo. Le Beatitudini sono l’Orizzonte di Salvezza per ogni uomo, il Cuore dell’Etica Cristiana, che Gesù proclama come Base per alimentare tutte le Virtù: pazienza, perseveranza, fedeltà, prudenza, umiltà, ubbidienza, generosità, carità, coraggio ecc., sono il mezzo sicuro per un cammino di Fede e di Speranza, per giungere all’Unione intima con Dio Padre, Nostro Eterno ed Onnipotente Creatore. -N.d.r.-).


Pietro: Pastore e Nauta

nei tempi tremendi…


Ma tu, Pontefice, e voi, Pastori, in voi e nei vostri successori vegliate perché non si perda lo spirito del Vangelo, e instancabilmente pregate lo Spirito Santo perché in voi si rinnovelli una continua Pentecoste – voi non sapete ciò che voglio dire, ma presto lo saprete – onde possiate comprendere tutti gli idiomi e discernere e scegliere le mie voci da quelle della Scimmia di Dio: Satan.

NON LASCIATE CADERE NEL VUOTO LE MIE VOCI FUTURE.

OGNUNA DI ESSE È UNA MISERICORDIA MIA IN VOSTRO AIUTO, E TANTO PIÙ NUMEROSE SARANNO QUANTO PIÙ PER RAGIONI DIVINE IO VEDRÒ CHE IL CRISTIANESIMO HA BISOGNO DI ESSE PER SUPERARE LE BURRASCHE DEI TEMPI.

PASTORE E NAUTA, PIETRO! PASTORE E NAUTA. NON TI BASTERÀ UN GIORNO ESSER PASTORE SE NON SARAI NAUTA, ED ESSER NAUTA SE NON SARAI PASTORE.

Questo e quello dovrai essere per tenere radunati gli agnelli, che tentacoli infernali e artigli feroci cercheranno di strapparti, o menzognere musiche di promesse impossibili ti sedurranno, e per portare avanti la barca presa da tutti i venti del settentrione e del mezzogiorno e dell'oriente e dell'occidente, schiaffeggiata e sbattuta dalle forze del profondo, saettata dagli arcieri della Bestia, sbruciacchiata dall'alito del dragone e spazzata sui bordi dalla sua coda, di modo che gli imprudenti saranno arsi e periranno precipitando nell'onda sconvolta.

PER ESSERE PASTORE E NAUTA NEI TEMPI TREMENDI... LA TUA BUSSOLA E' IL VANGELO.

IN ESSO È LA VITA E LA SALUTE. E TUTTO È DETTO IN ESSO. OGNI ARTICOLO DEL CODICE SANTO, OGNI RISPOSTA PER I CASI MOLTEPLICI DELLE ANIME SONO IN ESSO.

E fa' che da Esso non si scostino Sacerdoti e fedeli, fa' che non vengano dubbi su Esso, alterazioni ad esso, sostituzioni e sofisticazioni di esso.

IL VANGELO È ME STESSO, DALLA NASCITA ALLA MORTE. NEL VANGELO È DIO. Perché in esso sono manifeste le Opere del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo.

IL VANGELO È AMORE: "La mia Parola è Vita". "Dio è Carità".

Conoscano dunque i popoli la Mia Parola e abbiano l'amore in loro, ossia Dio, per avere il Regno di Dio, perché chi non è in Dio non ha in sé la Vita.

Perché quelli che non accoglieranno la Parola del Padre non potranno essere una sola cosa con il Padre, con Me e con lo Spirito Santo in Cielo, e non potranno essere del solo Ovile che è Santo così come Io voglio.

Non saranno tralci uniti alla Vite, perché chi respinge in tutto o in parte la mia Parola è un membro nel quale più non scorre la linfa della Vite. La mia Parola è succo che nutre, fa crescere e portare frutto. (Da Valtorta - Evangelo 635.14)





Un importante messaggio

di Sua Santità

Papa Francesco

sui 'gender'

e

la colonizzazione ideologica



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Gent.ma Redazione.

Ritengo doveroso esprimere la mia ammirazione per la chiarezza e completezza espositiva prodigate nella redazione del link. Il lavoro certosino di analisi, sintesi ed elaborazione unisce intelligenza e sensibilità, guidate dallo Spirito Santo che indirizza ed anima le Loro attività al servizio dell'edificazione delle anime.

Antonia Chimenti

Toronto -Canadà-




 

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