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Il Santo Padre


Papa Benedetto XVI,


in previsione dei tempi difficili,


anche in seno alla Chiesa,


ha preparato una Invocazione


alla


Regina della Chiesa,


universalmente chiamata


Aiuto dei Cristiani,


affinché salvi il Popolo di Dio


dalle persecuzioni e dall'apostasia.







La Madonna di Sheshan


ci invita a pregare


per ottenere Grazie.








Nella prima pagina di questo Sito


si trova l'invito che la Madonna chiede


a tutti gli uomini di buona volontà,


affinché avvenga la Consacrazione


al Suo Cuore Immacolato!





 

(Venticinque centimetri di sorprendente bellezza)



La bella Statuina


della


Madonna di Sheshan,


Aiuto dei Cristiani,


ancora poco conosciuta in Italia.



Nei luoghi dove viene accolta


la Santissima Vergine Maria


elargisce misteriose Grazie.







La Corona


ed il ricco Libretto del


Santo Rosario Meditato





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E' disponibile il libretto con


la Storia del Santuario,


come è giunta sino a noi


la Statuina miracolosa e


la Preghiera di Sua Santità


Papa Benedetto XVI


per chiedere Grazie Celesti.


  



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La Madonna di Sheshan,


Auxilium Christianorum,


sotto il Segno della Santa Croce,


ha anticipato la Sua Missione di


Corredentrice del Mondo.


_______________________




Per informazioni su come ricevere il


 Libretto sulla storia del Santuario


la Statuina della Madonna di Sheshan,


la Corona Benedetta


ed il libretto del


Santo Rosario Meditato


cliccare sulla


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IL SENSO DELLA PREGHIERA


PER OTTENERE GRAZIE CELESTI



Perché e come pregare


Molti sono convinti che per ottenere Grazie Celesti sia sufficiente andare in chiesa la Domenica, o delegare altri a pregare per noi. Certamente occorre pregare, ma non basta, bisogna soprattutto essere mondi nel cuore per piacere a Dio, seguendo il Vangelo, usufruendo dei Sacramenti (quello della Penitenza e della Santa Eucaristia), partecipando con zelo alla Santa Messa.



San Pio da Pietrelcina e San Leopoldo

hanno salvato molte anime dall'Inferno

grazie al Sacramento della Penitenza


 


La Santa Eucaristia è e deve essere il Cuore di tutta la Devozione a Nostro Signore Gesù Cristo, a Dio Padre, alla Santissima Trinità.

Inoltre, gli esorcisti consigliano vivamente a tutti di essere devotissimi della Madonna e di pregarLa diverse volte con molte Corone del Santo Rosario, perché se non si sono ricevuti seri disturbi dalle 'forze del male', non bisogna credere che ‘il demonio’ non ha già pensato di rovinarci! Egli va in giro "come leone ruggente"! La professione del 'diavolo' (-che non riposa mai)- è quella di tentare continuamente, non fare adorare la SS. Trinità e portare tutti dove si trova ‘lui’. . .  nell’inferno. Questo occorre ricordarlo sempre, anche quando spesso si cela per non farsi riconoscere, facendo credere di non esistere!

San Bernardo afferma “Il Cielo esulta, l’inferno trema, satana fugge ogni volta ch’io dico soltanto: Ave, Maria”. Monsambrè diceva a Parigi: “Il Rosario è la più grande forza da Dio posta al servizio della pietà cristiana dopo il Sacrificio della Santa Messa”. San Giovanni Bosco diceva che poteva abbandonare tutte le devozioni quotidiane, ma per nessun motivo poteva rinunciare al Santo Rosario. Diceva a tutti: “Il Rosario è la preghiera che satana teme di più. Con quelle Ave Maria si possono abbattere tutti i demoni dell’inferno”.

Pertanto, occorre avere generosa carità e Fede viva; questa aumenta con la costante, umile e fiduciosa Preghiera, frequentando i Sacramenti, praticando le virtù, solo così diventa tutto più facile da intraprendere e da compiere.

Di seguito, esponiamo una chiara riflessione sull’importanza della Preghiera, quella del cuore, con un riferimento alla profonda spiritualità di Nostro Signore Gesù Cristo verso il Padre Celeste.

Il passo seguente, tratto da un Commento al Vangelo Storico, ravviva la conoscenza sull'intima spiritualità che possedeva Gesù, Dio fattosi Uomo per testimoniare sulla Terra quanto Grande sia l'Amore della Sua Divinità.

«“Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare”. (...) – “Tu sei il Cristo di Dio. Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto”  (Lc 9,18-24) ».

L’affermazione di Pietro ci obbliga a riflettere sulla Persona di Gesù; Lui Era la Preghiera Incarnata, un Uomo autentico traboccante di infinito Amore, il Dio Eterno che si è rivestito di un Corpo per farsi vedere, ma anche per farci comprendere il valore della Croce.

Non pregava perché si trovava in un luogo solitario, Egli era sempre in preghiera, in comunione perenne con il Padre, uniti dallo Spirito di entrambi. Un solo Spirito rendeva sempre Presente il Padre al Figlio, rendeva Presente il Figlio al Padre.

Solo Gesù beneficiava della Visione Beatifica ininterrotta del Padre.

La Visione Beatifica nella Dottrina Cattolica è la percezione immediata della Natura Divina, di cui godono i Beati in Paradiso.

Gesù viveva in Palestina, era però anche Dio, quindi solo Lui poteva fruire di questa ininterrotta Comunione con il Padre.

Gesù pregava ogni istante, senza avere bisogno dei Salmi, che conosceva perfettamente, per averli ispirati, come Dio, a Davide e ad altri Profeti.

Pregava anche quando dormiva, ogni Suo gesto e ogni Sua parola erano emanazione di Preghiera, intesa come un dialogo amoroso tra Figlio e Padre, anche senza parole, perché servivano poco le parole a Loro, poiché Loro comunicavano con il pensiero.

Prima di domandarci cosa dobbiamo fare noi per entrare in questo spirito di preghiera ininterrotto, per mezzo della retta intenzione, delle buone opere, delle virtù praticate con impegno, vediamo quale è il vero significato della Preghiera.

Gesù da perfetto religioso osservava tutto quanto era prescritto dalla Legge, quindi rivolgeva al Padre le Preghiere del mattino e della sera, le diciotto Benedizioni durante la giornata. Diceva le preghiere (vi è sostanziale differenza tra ‘dire’, o ‘recitare’, ed invece “pregare” -n.d.r.-), ma Lui innanzitutto pregava, perché tra pregare e -recitare- preghiere c’è una significativa differenza.

Gesù pregava.

Più che recitare parole Lui Era la Preghiera, e pregava perché viveva di Amore, un sentimento non comprensibile da nessun essere umano, ma nella vita terrena di Gesù era un legame trascendente con Suo Padre. Neanche i più grandi Santi hanno mai potuto comprendere il sentimento amoroso tra Gesù e Suo Padre, solo Dio lo conosce.

Nel Vangelo di San Luca troviamo che Gesù, nei momenti particolari della Sua missione, era sempre in preghiera. Si ritirava in luoghi solitari e pregava con un trasporto unico. Pregava nel senso che dialogava con il Padre, apriva il Suo Cuore innocente al Padre e riferiva tutto.

Anche se non c’era alcuna necessità di esporre al Padre quanto avveniva nel Suo apostolato, perché il Padre tutto vedeva e conosceva, Gesù cercava il silenzio soprattutto per ringraziare il Padre, Autore principale della Redenzione del genere umano.

Nel silenzio della notte, soprattutto, Gesù dialogava con il Padre, mentre durante il giorno, -rimanendo perennemente nella visione beatifica-, insegnava e dialogava molto con i Discepoli, per far accogliere la nuova mentalità del Vangelo.

Ho indicato sopra le caratteristiche per entrare in questo spirito di preghiera ininterrotto, e ci si accorge di farne parte quando il nostro sforzo diventa sempre meno pesante dall’impegno che riversiamo nella vita spirituale.

Se inizialmente è uno sforzo, che si avverte intensamente per la dolce violenza che bisogna farsi con il rinnegamento, successivamente diventa sempre meno gravoso.

All’inizio si recitano preghiere e non si riesce a pregare con amore, poi si comincia ad assaporare la Preghiera e si prega con amore. Si inizia a ringraziare Gesù di tutto, dalle cose più piccole a quelle consistenti.

Bisogna entrare in questo dialogo con Gesù per pregare con il cuore, fino a percepirLo vicino a noi, anche quando non preghiamo con le parole, ma preghiamo con la vita, perché immersi nelle faccende giornaliere. Tutto deve diventare preghiera, ogni gesto, parola ed opera.

Ma questa certezza della Sua Presenza è avvertita solo da quanti sono avanti nella vita spirituale.

Tutti gli altri continuano a ‘recitare’ preghiere e non riescono ad entrare in comunione con il Signore, poiché sono distratti dai beni materiali.

“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”.

Questa è la condizione posta da Gesù per seguirLo veramente; rimane quindi impossibile compiere il cammino spirituale senza un sincero rinnegamento verso le cose che inorgogliscono e che fanno piacere ai sensi, ai sette vizi.

Vogliamo ricordare i vizi capitali?

Superbia.

Avarizia.

Lussuria.

Ira.

Gola.

Invidia.

Accidia.

“Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà”.

Quando si vuol rimanere con la vecchia mentalità, dando sfogo di continuo a ciò che i vizi ci suggeriscono interiormente, si osserva la propria volontà, per poi perdere il premio eterno. Gesù ci indica di perdere la vita, cioè tutto quello che appartiene alla condizione mondana e ai capricci umani.

È impegnativo fare questo, è evidente, ma proprio qui si misura l’Amore verso Dio e la scelta di diventare un cristiano autentico.

Nessuno si trasforma in poco tempo in un buon cristiano, però lo stesso proposito di cambiare mentalità, per rinascere nello Spirito di Dio, è già una vittoria e sarà sempre più gratificante per la propria realizzazione. Infatti, la vera realizzazione di una persona è l’osservanza dei Comandamenti.

Questo cammino diventa più facile se si chiede aiuto alla Madre di Gesù. Ella è la Maestra di perfezione e di santità.

(Padre Giulio Maria Scozzaro )



Invocare giornalmente la Santissima Vergine Maria con il Santo Rosario, la Preghiera a Lei più cara, Le permette di aiutarci. E’ un “meccanismo spirituale” che per l’uomo rimane un Mistero soprannaturale, di cui, però, conviene metterlo in pratica, attuandolo possibilmente più volte al giorno, così come in molte occasioni lo ha richiesto la stessa Madonna, nell’invocarLa con la potente Preghiera del Santo Rosario!





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