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"... e Dio li creò maschio e femmina"



" ... essi peccarono e furono cacciati dal Paradiso Terrestre!"


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LE ANORMALITÁ

DEL GIORNO D'OGGI



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"Soffrire con pazienza le ingiurie

rivolte contro di noi

è degno di lode ... "

San Agostino





Una doverosa precisazione


Sin dall’inizio della pubblicazione di questo link, abbiamo ricevuto contestazioni da più parti.

Oggi, con una più ampia comunicazione sulle nuove conoscenze, ci rendiamo conto di quante ben altre idee circolano in questa nostra strana ed attuale epoca.

Una pericolosa realtà, tra le altre, si sta insinuando nel mondo della pseudo-scienza infantile. E’ il frutto di una dichiarazione messa in onda dall’Associazione degli Psichiatri Americani, una delle più importanti associazioni scientifiche del mondo, che ha modificato, nel suo ultimo manuale, l’orientamento su come interpretare la ‘pedofilia’: essa (per i nuovi ‘studiosi moderni’) non è più un “disordine”, ma un “orientamento”, come le altre tendenze sessuali. In sostanza, le “attenzioni” degli adulti nei confronti dei bambini non sono più considerate un “disturbo”, ma un diverso orientamento sessuale.


Quando l'orrore diventa realtà.

Le nuove tecniche persuasive per rendere accettabile quello che è inaccettabile

(Teoria di Joseph P. Overton 1960-2003)

Da quanto si legge e si evince, quindi, questa è una valida dimostrazione della Teoria di Overton (o Finestra, o Scala di Overton), attraverso la quale si dimostra come nel tempo, con opportune azioni ed in 6 particolari passaggi, sia possibile manipolare il pensiero delle masse, facendo in modo che ciò che era considerato inaccettabile diventi "normale", fino ad assumere dignità di Legge.

Si tratta di uno dei fondamenti delle tecniche per la manipolazione della coscienza.

Tutto questo vale per molte situazioni, che riguardano la teoria gender, le rivendicazioni LGBT (così come l’aborto, le ‘droghe leggere’, l’eutanasia, la pedofilia, l’incesto, il poliamore, l’antropofilia ed altre svariate idee di lobbies). Tutte concezioni che sino a qualche decennio fa erano inconcepibili e che oggi si tenta di renderle legittime e legali. Una ‘evoluzione’ che tende esclusivamente a favorire vari interessi, a discapito dei più deboli e degli innocenti.

Di queste raffinate strategie anche Satana ne è ben a conoscenza e se ne serve, in maniera opportuna, per ispirare menti adatte a percorrere i sei livelli della Teoria di Overton, che portano un pensiero, un comportamento od una situazione da "inaccettabile", "inconcepibile o "proibita" (‘livello 1’ della scala Overton), fino ad uno status di "legalizzazione" e di inserimento nella politica ufficiale dello Stato (‘livello 6’ della medesima scala).

Vale la pena aggiungere che, in svariate rivelazioni e profezie, la Madonna ha previsto un momento in cui l'umanità giungerà ad un tale livello di degrado dei costumi per cui gli scandali saranno ad ogni angolo (il termine "scandalo", nel Vangelo, è riferito ai bambini... tale vuole essere il senso generale dei Messaggi della Madonna).

Riflettendo sulle martellanti correnti di pensiero in circolazione, non è "scandaloso" constatare a quale ‘Livello’ siamo arrivati?

Per approfondire:

http://www.informarexresistere.fr/2016/01/21/la-finestra-di-overton-come-rendere-accettabile-una-idea-inaccettabile/

https://www.youtube.com/watch?v=kXkY55AwBHg


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A te Lettore

Prima di introdurti nella lettura di questa pagina, proponiamo alcuni pensieri, al fine di predisporre la mente ad una serena acquisizione degli argomenti che vengono messi in luce da chi ce li ha proposti, senza voler giudicare alcuno, ma solo al fine di mettere in evidenza i temi critici che nascono da talune situazioni, legate a tutte le problematiche connesse a tantissimi episodi, messi in evidente allarme dalle autorità medico-sanitarie in campo internazionale.

Essendo, quindi, un argomento delicato e scottante, occorre predisporci ad accoglierlo alla luce della Carità e dell’Amore verso il prossimo, scevri da ogni critica personale, in quanto occorre solo seguire l’insegnamento del Divino Maestro, quando ci dice che ...

«Alla vostra pertinacia nell’errore contrappongo la mia pertinacia nell’insegnare. I buoni maestri non si stancano di ripetere una spiegazione finché non sono sicuri che tutta la scolaresca ha compreso la spiegazione del maestro. In una scolaresca (infatti) non tutti hanno la stessa volontà o capacità di comprendere, anzi, gli scolari che uniscono volontà a intelligenza sono le eccezioni; sono le perle del maestro, quelle che lo compensano delle delusioni di tutti gli altri.

Io sono il Maestro e solo Io che, oltre che Maestro, sono Dio, ed ho di Dio l’onniveggenza, so quanto pochi sono nel mio popolo coloro che ascoltano, comprendono, ritengono ed apprezzano la mia Parola; quanto pochi quelli ai quali l’amore è luce intellettiva e volontà, poiché sono questi, presi dall’amore, che comprendono e vivono la mia dottrina e ai quali basta dare una volta una spiegazione perché la facciano norma di vita. Gli altri, inebetiti dalla colpa o resi tardi dalla pigrizia spirituale, occorre che Io li ammaestri senza stanchezza e sempre da capo, perché un minimo di luce e di dottrina sia capace di insinuarsi in loro e germinare una pianticina di Vita.

Ecco la ragione del ripetere in mille maniere un’unica scienza, con il risultato che chi meno ne abbisogna, poiché è già uno con Me, la accoglie con sempre nuova ansia, come fosse sempre parola nuova, e non si stanca di riceverla, poiché essa è per lui cibo e aria di cui, come del cibo e dell’aria naturali, ha sempre bisogno, sinché la sosta cessa ed egli viene alla Vita, dove la contemplazione di Dio sarà compendio di tutte le necessità, sarà tutto. Invece coloro che più ne abbisognano più presto se ne stancano e staccano, sia perché essa Dottrina è per loro pungolo e rimprovero, sia perché la loro imperfezione spirituale li ottunde, rendendoli incapaci di sentire i loro bisogni e la bellezza della mia Parola.

Ma io faccio il mio dovere di Maestro ugualmente. Mi stringo sul Cuore i discepoli fedeli, per i quali la Mia carezza è già parola e, consolandomi in loro, proseguo il duro compito di parlare agli ostili, agli inerti, ai deboli, ai distratti ».

« Io comprendo che sotto certi agenti dolorosi è umano che sorga l’odio; ma voi non siete umani soltanto, anzi l’umanità è fase transitoria della vostra vita, mentre il sopraumano è ciò che non conosce brevità, poiché dal momento in cui siete creati dal  Padre voi siete e sarete sempre, in luce o in tenebre, a seconda del vostro agire sulla Terra, non fino alla fine del Mondo, ma nella Eternità che non ha fine. (…) Io non posso sostare dove vi è odio, ricordalo sempre; fosse anche il più umanamente giusto e comprensibile degli odi. (…) L’insegnamento di cui ti parlo e che vi da il mio Vangelo, che voi poco o nulla meditate, è insegnamento di alta carità. Tre sono gli episodi che ve lo danno. Vi sono spiegati con altre forme, ma Io, in quest’ora di odio fra le razze del Mondo, ve lo spiego a modo mio: il modo che vi sarebbe bisogno di meditare per uscire da questo pelago d’inferno, nel quale voi avete tramutato la Terra. (…) … voglio che questo vi faccia persuasi che in tutte le razze, in tutte le nazioni vi sono dei buoni, degli sconosciuti figli di Dio, poiché è mio figlio chi crede in Me e cerca Me con purezza di cuore».

«Non giudicate, figli, e non disprezzate. Amate soltanto, amate tutti; avete un unico Padre Creatore, ricordatevelo, siete perciò fratelli fra voi. Unica polvere vi ha composto e unico soffio vi ha animati.

Perché, allora, tanto odio l’un verso l’altro? Non siate duri verso i fratelli. Guardate Gesù, il Maestro che non falla e che non ha respinto il centurione pagano e la cananea, giudicata, in Israele, una lebbrosa d’anima.

Badate che non sia Dio che giudica voi tali, infetti come siete di ferocia, di frode, di lussuria e di superbia. Mondatevi al fuoco dell’amore.

Esso è acqua lustrale che vi rende l’anima nuovamente bianca ed è tocco che apre i vostri occhi accecati, i vostri orecchi tappati, che dà vita al vostro animo paralizzato e vi rende capaci di capire ciò che il Divino Spirito dice al vostro spirito, bisognoso di tanta luce e di tanto perdono».

«Per poter vivere con equilibrio la vita di vittime, bisogna mettersi risolutamente nel piano dello spirituale, dimenticando assolutamente quanto non è questo piano.

Ho detto “equilibro” perché nelle cose della Terra si usa questo termine per significare una cosa o una persona che è così giustamente posata sul suo asse, tanto da non caderne per scosse di veruna sorta; anche se le riceve, perché è naturale che le riceva, ne sopporta l’urto con un lieve ondeggiamento che non è debolezza, ma che è prova della sua stabilità, perché non si risolve in catastrofi, ma si risolve in un ritorno alla stessa posizione di prima.

Lo stesso è per le cose non terrestri e, perciò, spirituali. L’anima giustamente posata sul suo asse non cade per urti che le possono venire impressi; subisce l’assalto, ne soffre perché è irruzione di ‘forze malvage’ nell’atmosfera di soprannaturale pace che la circonda, perché è fragore di basse voci, che per un attimo soverchiano le Celesti Armonie di cui essa si bea e, come stelo percosso da tempesta, ondeggia la sua corona fiorita, ma non si svelle e, passato l’assalto, si ristabilizza nella sua pace tesa ad ascoltare le parole che l’Amore di un Dio continuamente sussurra al suo spirito (…) ». (Dai Quaderni di Maria Valtorta -1943/44-)


Da chi andremo, Signore, se non da Te!

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N. B. Gli articoli ospitati in questa pagina esulano dalle tante controversie divulgate nei vari programmi televisivi, nonché da quelle apparse su diverse testate giornalistiche. Alcuni rappresentanti di una associazione-club hanno divulgato, in diverse occasioni, appunti contro la Chiesa Cattolica, esprimendo apertamente ed imprecisamente l’ingerenza del Santo Padre sulla libertà omosessuale. Poiché viene ostentata pubblicamente una discriminazione di parte, indipendentemente da ogni possibile ed errata interpretazione, molti cattolici desiderano far conoscere alcune scottanti realtà, che esulano da ogni polemica sull'argomento. Pertanto, in nome del libero laicismo, queste tendenze, che vengono definite 'normali' e socialmente accettabili (tanto che ora si intende divulgarle ai giovani in tutte le scuole), nascondono aspetti scottanti che, dal punto di vista preminentemente medico, oltre che etico-sociale, vanno rese pubbliche, al fine di rendere nota l'esigenza di una attenta prevenzione verso alcune forme di malattie, legate alla pratica omosessuale. E' questo l'unico attendibile motivo logico di questa serie di argomenti, che non esulano, emotivamente, da un conseguente coinvolgimento sul piano morale e spirituale.

Prima di entrare nel vivo dell’argomento che vi proponiamo, (con l'importante EDITORIALE di questa pagina), desideriamo iniziare con tre interessanti articoli ricevuti DA PARTE DEI NOSTRI LETTORI.


ALLARME SOCIALE IN INGHILTERRA

In Inghilterra, la lotta al cosiddetto “chemsex”, inteso come mix micidiale di droghe e sesso, diffuso in particolare nella comunità omosessuale, deve diventare una “priorità di salute pubblica”. A lanciare il preoccupato grido di allarme sono direttamente i maggiori esperti britannici in materia sessuale attraverso un documentato articolo, pubblicato sulla nota e autorevole rivista scientifica, “British Medical Journal” (BMJ), edita dalla “British Medical Association” (BMA). A firmare il pezzo di denuncia sono, oltre a Jamie Willis, di “Antidote”, un’associazione londinese per tossicodipendenti LGBT, Hannah McCall, Naomi Adams e David Mason, tre rappresentanti di altrettante “NHS Foundations”, organizzazioni locali, semi-autonome, facenti capo al “National Health Service”, il servizio sanitario nazionale.

Il vocabolo “chemsex”, neologismo che unisce le parole chemistry e sex, è stato introdotto nel Regno Unito per descrivere il sesso praticato, soprattutto in ambito omosessuale, sotto gli effetti della droga, al fine di migliorare le performance. In pratica, questa forma di “sesso estremo” consiste nell’assunzione di droghe come mefedrone, ghb e cristalli di anfetamina, in maniera da poter, da un lato, lenire eventuali dolori dovuti a comportamenti contro natura e, dall’altro, sopportare interminabili orge sessuali che possono durare ore o addirittura giorni.

Gli esperti spiegano infatti come, “il mefedrone e i cristalli di metanfetamine sono degli stimolanti che aumentano il battito cardiaco e la pressione, producendo euforia ed eccitazione sessuale, mentre il ghb è un potente disinibitore e un lieve anestetico“.

I risultati della ricerca riportano inoltre che alcuni utilizzatori affermano di farne uso per gestire i sentimenti negativi, come la mancanza di fiducia e di autostima, l’omofobia interiorizzata, e la stigmatizzazione del lorostatus di sieropositivi.

Tali sostanze, scrivono infatti i medici inglesi, “possono creare una una forte dipendenza psicologica, mentre il GHB / GBL arriva addirittura a creare una pericolosa dipendenza fisiologica”.

Per questo gli autori dell’articolo hanno sottolineato i gravi rischi di danni permanenti ai quali vanno incontro coloro che fanno uso di tali devastanti droghe. La ricerca “chemsex” ha poi evidenziato come le persone che assumono questa sostanze hanno una media di cinque partner sessuali a volta e di norma praticano sesso non protetto.

Infine, la dottoressa ha fatto notare che sebbene lo studio abbia al momento evidenziato la diffusione della droga chemsex limitatamente all’interno della comunità gay, in qualsiasi momento, tale uso potrebbe facilmente estendersi anche alla comunità eterosessuale, seguendo il copione della tristemente popolare ecstasy, originariamente utilizzata unicamente in ambito omosessuale e successivamente diffusasi ovunque.

I quattro autori dell’articolo pubblicato sul “British Medical Journal” concludono il loro ampio editoriale, evidenziando come la “morbilità del “chemsex” debba essere una priorità di salute pubblica da affrontare con la massima urgenza e serietà”. C’è da augurarsi che tale accorata denuncia, riguardo i seri rischi per la salute pubblica, legati alla pratica del “chemsex”, proveniente da un soggetto certo non sospettabile di “omofobia”, come il prestigioso “British Medical Journal”, apra gli occhi sulla sregolata e perversa realtà del tanto decantato stile di vita gay. (di Rodolfo de Mattei su Osservatoriogender.it)


ANIMALISMO: sensibile incremento del fenomeno della zoorastia

La notizia è di quelle che fanno rabbrividire: sembra essere in netto aumento la pratica dei rapporti sessuali con animali, al punto che il fatturato derivante da siti internet, video hard e film a pagamento si aggira intorno ai 50 milioni di euro l’anno. Ogni anno appaiono sui siti online circa 4.000 annunci di persone che cercano ed offrono sesso a pagamento con animali e ben 15.000 siti pornografici offrono materiale scaricabile. Addirittura, assieme agli animali sono spesso coinvolti dei bambini costretti a partecipare al gioco erotico. Questa è la sconcertante realtà fotografata dall’Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) che ha annunciato la nascita di un telefono arancione per denunciare gli abusi sessuali degli umani sugli animali (sic!).

Davvero sorprendente la faccia tosta degli animalisti che anziché sdegnarsi per il fatto in sé rivendicano ancora una volta i pseudo diritti degli animali e ne denunciano la violazione. Eppure, a ben vedere, la pratica abominevole del rapporto sessuale con le bestie è l’ennesima logica conseguenza di un insieme di assunti filosofici propagandati e fatti propri dagli stessi “amanti degli animali”. Come abbiamo già avuto modo di mettere in luce in altre occasioni, la negazione della diversa dignità delle creature e dunque della radicale diversità tra l’uomo e l’animale conduce all’appiattimento delle differenze e dunque ad un pericolosissimo ed innaturale avvicinamento.

Oggigiorno nessuno più si scandalizza del fatto che un animale domestico venga trattato alla stessa stregua di un figlio, di un amico o di un parente stretto, al punto che è tacita l’accettazione della presunta normalità di scelte di vita che tendono a privilegiare il rapporto con gli animali piuttosto che con gli uomini: single e coppie che decidono di non avere figli per sostituirli con uno o più animali domestici e riversare su di loro buona parte di quelle attenzioni e di quell’affetto che è dovuto solo agli esseri umani (non sono così rari gli episodi di persone che nominano come eredi del loro patrimonio il cane o il gatto …). Dunque, se non v’è differenza alcuna tra l’uomo e l’animale (anche dal punto di vista dei diritti) qualunque tipo di prossimità affettiva e psicologica è implicitamente incoraggiata, perciò anche quella che li vede come partner sessuali.

È lo stesso presidente nazionale di Aidaa ad ammetterlo: «vi sono molte persone che ritengono che fare sesso con il proprio animale domestico sia lecito». Se consideriamo inoltre che la sfera sessuale è considerata un ambito dove poter dare libero sfogo ad ogni sorta di impulso o fantasia e che l’etica e la morale o non esistono oppure sono il frutto della sensibilità individuale o culturale, il cerchio si chiude e l’uomo diventa succube dei piaceri più torbidi e nauseabondi. D’altra parte, è la stessa società a veicolare messaggi ambigui attraverso delle pubblicità che tendono subdolamente ad abbattere qualunque barriera, anche quella che separa l’uomo dall’animale: su tutte quelle scaturite dalla fantasia perversa dello pseudo artista Oliviero Toscani, il quale non è nuovo a tali performance. Infatti, oltre alla pubblicità di qualche tempo fa che ritraeva uomini e donne nudi con la testa di animali, è di questi giorni quella di uomini muscolosi sempre nudi e con la testa di animali che sostengono, come in una sorta di balletto, una donna avvenente e sensuale che sembra abbandonarsi al branco di uomini-animali.

Pertanto, il fenomeno della zoorastia è l’ennesima dimostrazione che l’uomo senza Dio e regole morali si abbrutisce a tal punto da compiere le più ributtanti azioni.


Omosessualità: “Lettera aperta ai Cattolici di Buona Volontà”

IL Cardinale Bagnasco, in una sua prolusione, così ha concluso: <<C’è piuttosto da purificare l’aria, perché le nuove generazioni, crescendo, non restino avvelenate>>… è evidente che debbano essere gli stessi cattolici, quelli impegnati nell’associazionismo come quelli appartenenti ai vari movimenti, ad esprimersi in qualcosa di concreto, sia che si tratti di un soggetto pre politico, sia che si arrivi a un partito tout-court, o con altre iniziative in aiuto alla Chiesa: <<Una presenza dei cattolici nella società civile e nella politica>>, ha detto Bagnasco, <<sembra rapidamente stagliarsi all’orizzonte, con la possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica, che coniugando strettamente l’etica sociale con l’etica della vita sia promettente grembo di futuro, senza nostalgie né ingenue illusioni>>.

E con queste prospettive che alcuni cattolici, nell’ambito di diverse iniziative etico-sociali e religiose intraprese, si fanno carico di prendere la parola e dar seguito, in questo caso, ad un articolo sull’omosessualità, apparso su Famiglia Cristiana (n. 36/37 del 2011).

A tale proposito, occorre prima fare una premessa, per sottolineare come il mondo occidentale, ormai ridotto in frantumi dal relativismo e dalla secolarizzazione, pretende di insegnare ed esportare valori, norme e comportamenti di cui ha una concezione totalmente distorta. Se prendiamo ad esempio il concetto di dignità dell’essere umano, possiamo rilevare che, per il mondo scristianizzato, un atto dignitoso è togliersi la vita (eutanasia o “buona morte”), oppure toglierla ad un essere innocente (aborto), o servirsi della fecondazione artificiale (ritenendoli entrambi diritti della donna), oppure trasformare il matrimonio (tra un uomo -maschio- ed una donna -femmina-) in una convivenza tra donna con donna e uomo con uomo, semmai adottando anche degli ignari ed indifesi fanciulli.

La prospettiva di una «sostanziale equiparazione delle convivenze di fatto anche omosessuali alla famiglia legittima», ha sollecitato  molti politici, che si ritengono kattolici, ad «elaborare proposte sotto il profilo giuridico per la regolamentazione di un dato di fatto, che non può essere ignorato dal legislatore, senza però intaccare l’unica figura naturale della famiglia, che è quella fondata sul matrimonio (tra uomo e donna)». Per questo, in una Nota della Cei del 28 marzo 2007, si ribadisce come «la legalizzazione delle unioni di fatto» sia «inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo» e tale da provocare un «effetto inevitabilmente deleterio per la famiglia», ancor «più grave» se riferita ad «unioni di persone dello stesso sesso». Dal sito web: http://www.corrispondenzaromana.it

Occorre quindi, da buoni cristiani cattolici, prendere coscienza di tutto ciò che deve essere conosciuto e divulgato, affinché tutti, in piena consapevolezza, possano trarne le opportune riflessioni. E’ per questo che anche i cattolici, i genitori e gli adulti, prima ancora dei giovani, devono far chiarezza e non devono tacere le conseguenze che possono procurare le pratiche omosessuali che, purtroppo, sono ormai di comune dominio, anche se ancora poco conosciute, sotto il profilo medico, dagli stessi operatori sociali.

Poiché alcuni moderni teologi hanno tentano di spiegare le cose solo a metà, occorre mettere in luce sino in fondo, in tutta la sua cruda e sconcertante dimensione, (morale, sociale e fisica), la concreta verità, diversamente anche loro non possono esimersi dal “peccato di omissione”!

Per i meno informati (e non siamo fuori tema), occorre mettere a nudo la gravità delle condizioni patologiche, conseguenti alle pratiche omosessuali, che sia la “psicologia che la biologia” (come descritti nell’articolo di Famiglia Cristiana), non potranno mai giustificare le abnormi conseguenze sul piano della salute fisica.

Mettendo a fuoco i contenuti dell’articolo iniziale, è d’obbligo esprimere apertamente l’esigenza di conoscere sino in fondo di cosa si sta parlando e di come, in sostanza, stiano davvero le cose. Per essere volutamente chiari e trasparenti, si riporta di seguito la lettera di un giovane omosessuale e, anche se a prima istanza essa può apparire troppo cruda nella descrizione dei particolari, essa chiarisce la realtà di certe situazioni, che spesso vengono nascoste, o sottovalutate, prima dai genitori e poi dai figli.

Richiesta di aiuto (via e-mail) ad un chirurgo oncologo del reparto di proctologia.

Gentile dottore … , spiego subito la mia situazione.

Sono un ragazzo di 22 anni, e sono fidanzato con un uomo della mia stessa età.

Con lui ho avuto il mio primo rapporto, ma ci sono state delle serie difficoltà.

Nei rapporti che ne sono susseguiti il rapporto anale mi faceva abbastanza male, pur utilizzando le dovute precauzioni, come preservativi e lubrificanti.

Così dopo solo 3-4 rapporti ho smesso, per le varie difficoltà e la mia incapacità a sopportarli.

La sera dell'ultimo rapporto ho accusato un disturbo di defecazione… cioè sentivo il bisogno di liberarmi, ma era del tutto fittizzio, poiché non riuscivo più come prima. Questo fastidio si è prolungato per quasi 7 mesi, inteso con la continua sensazione di defecare; un fastidio che non era permanente, ma a ondate, con giorni che lo avvertivo di più, giorni invece di meno; giorni in cui era più forte, altri più debole, e capitavano anche giorni dove non lo avvertivo affatto; insomma, mi ha fatto letteralmente impazzire, (tanto da rifiutare qualsiasi altro rapporto con il partener).

In questo tempo ho fatto diversi controlli e terapie, tra le quali diete, riequlibrazione dell'intestino e cose simili.

In un’ultima analisi, la rettoscopia segnala la presenza di un prolasso rettale. Ho parlato con il mio chirurgo e mi ha consigliato di fare una starr (che ancora non ho compreso bene su cosa si basa e come si deve fare).

Sono in attesa che mi chiamino, ma nel frattempo sono andato a leggere vari testi sulla rete e ho molta paura di questo intervento, per prima cosa dell'anestesia (spinale), poi dell'intervento in se... e anche delle possibili complicanze che potrò avere. Dato che sono una persona che soffre d'ansia, ho paura della degenza in ospedale… sopratutto se prolungata.

Io sinceramente, nelle ultime 2 settimane, non so perché, penso sempre se c'è una possibilità che questo prolasso possa come dire "riassorbirsi"… perdonatemi se dico una assurdità, sono ignorante in materia, ma ci spero.

Premetto di soffrire di stipsi, ma credo che sia più che evidente che a causare questo danno siano stati i rapporti sostenuti, se pur pochi, almeno secondo me. Lei, dottore, cosa ne pensa? Quali consigli può darmi?

Mi piacerebbe avere un parere medico su tutta questa storia, perché ho tanta paura e sento il bisogno di parlarne.

Vi ringrazio. (Firmato con il solo nome)

Questo l’appello di un omosessuale, convinto della sua realtà, ma timoroso della sua fine! Voi cosa ne pensate? Si può credere che, ‘in ultima analisi’, si possa ripetere la storia biblica di Sodoma e Gomorra? Certamente no se ognuno, nel proprio ruolo, mette in chiaro le cose come di dovere, senza imbarazzo, paure o inopportuni e moderni qualunquismi.

Si spera che questa testimonianza possa aiutare qualche altro giovane ad aprire gli occhi ed a rendersi conto che queste conseguenze possono capitare a tutti, poiché molti altri casi analoghi vengono denunciati e, purtroppo, a pochi passi anche da casa nostra.

Dopo tali valutazioni ed in tale contesto, è necessario fare un appello ai genitori, affinché possano chiarire in tempo (cioè nell’adolescenza) i rischi di scelte abnormi, spesso influenzate da circostanze psicologiche o, talvolta, anche da subdole fonti di perverse amicizie intraprese.

I genitori (marito e moglie) hanno il dovere di collaborare in armonia, per pianificare ogni intervento in merito alla conoscenza di certi argomenti che coinvolgono la sfera della sessualità giovanile. Tra gli altri compiti dei genitori, quindi, non va trascurato l’impegno di manifestare e spiegare in tempo la conoscenza ed i particolari che implicano il rispetto della natura e della personalità che si assume nel momento della nascita, con il grande Dono della Vita!

Inutile ancora aggiungere, anche se è d’obbligo, la rivalutazione della figura paterna, quasi scomparsa in quest’ultimo trentennio, l’unica che dovrebbe dare quella sicurezza di riferimento verso certi valori, che vengono certamente a mancare quando il ruolo paterno viene ‘soffocato’, per così dire, da quello materno, creando quelle situazioni di super protezionismo (che spesso sfocia in quella caratterialità di eterno ‘mammismo’).

Ai giovani venga fatto riconoscere il dovere e il rispetto delle regole, non trascurando il Comandamento “Onora il padre e la madre, ormai quasi del tutto dimenticato!

Dalle derive antiumane non ci si difende con le armi spuntate del laicismo, del relativismo e degli pseudo diritti civili bensì volgendo lo sguardo, il cuore e l’intelligenza a Colui che è la Via, la Verità e la Vita, a Colui che ha donato ad ogni uomo la suprema dignità dell’essere figlio di Dio.

“Più i nemici crescono, più le occasioni di offendere Dio si moltiplicano e più dovete abbandonarvi fiduciosi alla Divina Bontà del Signore. Egli vi sosterrà sempre con il Suo Potentissimo Braccio”

In appendice

si rende nota una interessante ricerca scientifica

sul comportamento biologico-sessuale

di molti animali.

L’omosessualità è secondo natura

perché la praticano anche gli animali?

(di Rodolfo Casadei - Basta Bugie - del 22-06-2012)

Se è per questo tra gli animali si trovano anche la pedofilia, la necrofilia, gli stupri di gruppo, la divorazione del partner a rapporto avvenuto, ecc. .

Prendere a modello la “naturalità” degli animali, per inquinare di meno e imparare la tolleranza verso i sessualmente “diversi”, lo predicano etologi come Giorgio Celli e siti internet (come il "www.gay.tv." ).

Si fa notare che comportamenti omosessuali sono stati osservati in 450 specie animali diverse, comprese giraffe, leoni, scimmie bonobo (bisessuali al 100 per cento), pappagalli (il cacatua rosa avrebbe un tasso di omosessualità del 44 per cento), eccetera. E ciò dimostrerebbe che l’omosessualità è un comportamento perfettamente naturale.

Se lo fanno gli animali, perché dovrebbero farsi dei problemi i bipedi umani, che sono animali pure loro? Il sillogismo non fa una grinza: gli animali fan così e cosà, gli umani sono animali, dunque anche gli umani faran così e cosà. Vediamo allora cosa sarebbero legittimati a fare gli umani, limitandoci ai comportamenti sessuali, in base al principio della naturale imitazione di quel che fanno gli altri animali.

Gli umani pedofili potrebbero ben rivendicare la naturalità delle loro pratiche: hanno l’abitudine di accoppiarsi con esemplari non ancora sessualmente maturi sia le talpe che gli ermellini. E lo stesso potrebbero fare gli stupratori, dato che il sesso forzato è molto diffuso in natura. È praticato sia fra gli insetti (da alcune varietà di ragni) che fra i mammiferi (da erbivori che presentano una forte differenza di stazza fra il maschio e la femmina). Per non parlare degli uccelli: soprattutto oche e anatre arrivano al rapporto sessuale vero e proprio con una serie di violenti assalti alla femmina.

Fra gli scarabei d’acqua non esiste nessun sistema di corteggiamento, lo stupro è sistematico. I maschi quasi affogano le loro compagne, tenendole ferme sotto il pelo dell’acqua fino allo sfinimento. Quando si accorgono che la femmina sta per morire la lasciano un po’ in pace a respirare, ma vigilando che non riprenda abbastanza forze da potersi accoppiare con altri maschi.

Perfino lo stupro di gruppo ha i suoi estimatori nel regno animale: i delfini dal naso a collo di bottiglia inseguono in gruppo per settimane una sola femmina, e quando sono convinti che è arrivato il momento giusto, la sottomettono a turno alle loro voglie dopo averle chiuso ogni via di fuga. Colmo della perversione, i tempi morti del lungo inseguimento possono essere allietati da rapporti omosessuali fra i delfini maschi (spesso si tratta di una coppia).

Gli stupri possono avvenire anche fra specie: dagli inizi degli anni Novanta nel Parco nazionale di Pilaneberg nella riserva naturale di Hluhluwe-Umfolozi Game Reserve in Sudafrica si registrano violenze sessuali da parte di giovani elefanti maschi ai danni di rinoceronti, spesso uccisi dopo l’atto. Altre riserve della regione hanno registrato casi analoghi.

Il cannibalismo sessuale è un’altra pratica piuttosto diffusa nel mondo animale. In particolare fra i ragni e le mantidi l’uccisione e la divorazione del partner a rapporto avvenuto è molto comune: le femmine aracnidi, se non sono state opportunamente sedotte con doni alimentari o più banalmente immobilizzate con vari accorgimenti, tendono a uccidere e mangiarsi il partner maschio. Sia nel caso dei ragni che degli anfipodi (come per esempio la pulce d’acqua) la divorazione del maschio può avvenire sia durante che al termine della copula.

Infine persino la necrofilia non è per nulla sconosciuta nel regno animale. Un famoso caso di tale pratica è stato osservato dall’etologo Kees Moeliker del Museo di storia naturale di Rotterdam a proposito di una coppia di germani reali. Una coppia di questi animali si schiantò in volo contro una vetrata del museo durante uno di quegli inseguimenti amorosi fra anatre che si concludono con lo stupro della femmina da parte del maschio.

Moeliker uscì dal suo ufficio e osservò la seguente scena: dopo avere beccato più volte il germano deceduto a causa dell’incidente senza reazioni da parte di quest’ultimo, il germano sopravvissuto si unì carnalmente al morto ed ebbe un rapporto completo. L’atto di necrofilia durò 75 minuti, durante i quali l’anatra sospese la sua azione per due brevi intervalli per poi riprenderla. Una volta allontanatosi l’animale a rapporto consumato, un’ispezione del cadavere dell’anatra penetrata rivelò trattarsi di un maschio: trattavasi dunque di atto non solo necrofilo, ma omosessuale. Un altro animale sorpreso in connubi necrofili è il rospo delle canne, che oltre a unirsi a rospe defunte fa pure sesso con oggetti inanimati.

Bisogna poi dire che anche alcuni degli animali con abitudini omosessuali dimostrano, come certi omosessuali umani, intense aspirazioni genitoriali. Non consiglieremmo però a tutti di realizzarle nello stesso modo. Per esempio ci sono coppie di cigni maschi australiani che attivano una relazione a tre con una femmina e poi, dopo che hanno ottenuto da lei la deposizione di uova, la cacciano dal nido e si occupano loro della cova e poi dell’accudimento dei piccoli. Coppie di pinguini gay dello zoo centrale di New York hanno ugualmente covato con successo uova rubate dal nido di pinguine femmine. Negli zoo di Giappone e Germania coppie di maschi omosex si sono più modestamente limitate a covare un sasso.

Fra i maschi umani c’è poi chi invidia l’elefante marino: un esemplare di due tonnellate che può conquistarsi un harem di cento femmine con le quali, nei tre mesi dell’accoppiamento, si unisce carnalmente senza tante cerimonie otto-dieci volte al giorno. C’è però un problema: solo gli elefanti marini più forzuti riescono a realizzare il loro sogno erotico, a prezzo di continue risse e battaglie coi maschi concorrenti. I quali alla fine restano, si può ben dire, con un palmo di naso. Morale: soltanto l’1 per cento dei maschi dell’elefante marino alla fine possono dire di aver avuto rapporti sessuali, contro praticamente il 100 per cento delle femmine.

Qualcosa di simile alle orge è invece segnalato fra abitatori del mare che vanno dai delfini ai cavallucci marini, a lungo erroneamente considerati un modello di fedeltà coniugale fra gli animali, e fra primati come lo scimpanzé e il già citato bonobo. Per la serie “amore e morte”, va infine ricordato che alcuni mammiferi uccidono i piccoli di primo letto della femmina o le provocano l’aborto quando è incinta di un altro maschio, quando intendono prendere il posto di quest’ultimo che nel frattempo è deceduto o scomparso.

Volete davvero prendere a modello la sessualità del mondo animale per giustificare la pretesa di “normalizzare” le coppie omosessuali umane e altro ancora? Andate avanti prima voi, noi restiamo dove siamo. (Fonte: Tempi, luglio 2007)

Dio Ha creato gli esseri umani con una intelligenza, una volontà, un discernimento, mentre gli animali hanno solo l’istinto!

Alla luce di quanto sopra, è giusto paragonarsi e comportarsi come gli animali, o non è più saggio rispettare le leggi della natura?

EDITORIALE


INDICE

La nuova morale dei “pornoteologi”.

Il senso etico della vita.

Quando vogliono fare apparire ‘normale’ l’ ‘anormalità’.

Le influenze del Demonio.

La tentazione.

La sessualità.

L’atto impuro contro natura.

Le concrete testimonianze demoniache.

(Dal racconto di un esorcista)

Il valore della Castità.

Considerazioni finali.




La nuova morale dei “pornoteologi”.


Negli anni sessanta, il rinnovamento all’interno della Chiesa cattolica ha determinato diverse correnti di pensiero, creando false interpretazioni dello stesso Concilio Vaticano II. La “sociologia pastorale” e l’ecumenismo, bandiere innalzate da diversi moderni teologi, hanno condotto, in molti casi, a veri disordini dottrinali, producendo un inatteso secolarismo. Chi poi, senza la necessaria esperienza, ha intrapreso sentieri sconosciuti, credendo di servire meglio la chiesa, ha perso ogni stabile orientamento, cedendo a situazioni equivoche. Si è così determinato un affievolimento della Fede, del rispetto verso il Sacro, quindi verso la Chiesa e all’insegnamento evangelico. Tale tendenza ha favorito un decadimento dei costumi che, con il facile permissivismo, ha indotto molti al libertinaggio. La libera sessualità, in talune sconcertanti forme, ha consentito, in fine, abusi di ogni genere. In tale contesto, il modernismo ha aperto le porte ai così detti “pornoteologi”, i quali, con ingannevoli pretesti, hanno rivendicato il ruolo della sessualità come una “funzione primaria per la realizzazione personale”, un ‘valore aggiunto’ per una migliore crescita del soggetto, per un ‘progresso storico-culturale’ del moderno evoluzionismo sociale. I nuovi promotori di tale ‘corrente teologica morale’, hanno saputo divulgare questa abbagliante forma di libertà personale, in maniera tale che molti, per essere al passo con i tempi, si sono lasciati ‘fecondare’ dai piaceri del mondo. Per questo, hanno dovuto necessariamente trascurare un tradizionalismo che non è mai venuto meno ai valori morali e religiosi di una Chiesa militante. E’ questo, in sintesi, il filo conduttore del significativo appello che il Santo Padre, Papa Benedetto XVI, ha espresso nella lettera dello scorso 19 Marzo ai Cattolici d’Irlanda.
In realtà, la Fede Cristiana, quella pura, rimasta fedele alla sua dottrina originale, non può disgiungersi dagli “ideali di Santità, di trascendente Sapienza e di Carità”, fondamenti del Vangelo di Cristo Gesù, “Che E’ Lo Stesso di ieri, di oggi e di sempre” (Ebrei 13, 8). In questo contesto, occorre ricordare che la Fede Cattolica non deriva da una scuola storica di pensiero, ma da una Presenza Reale: il Crocifisso, il Cristo Risorto, Che è Polmone della viva Fede.

L’Alfabeto del Suo Amore guarisce tutte le ferite, perdivenire forza vitale per la Pace e la Serenità interiore di ogni uomo, di ogni tempo e di ogni luogo. Se un individuo, per cosciente esperienza, sapesse riconoscere a monte quale danno si procura accondiscendendo al peccato, non lo compirebbe mai! La conseguenza di tale incosciente azione è, prima di tutto, la perdita della pace interiore, fondamento indispensabile per un sereno cammino, non solo in seno alla dottrina etico-morale della Santa Madre Chiesa, ma anche nella famiglia e nella società.


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Il senso etico della vita.


Oggi nel mondo, lontano dal Decalogo di Dio, si vive all’opposto dell’insegnamento evangelico di Gesù e, per soddisfare il personale egoismo ed il proprio delirio di onnipotenza, molti vagano senza pace, poiché non hanno più principi morali, tanto meno una coscienza capace di analizzare il proprio stato. Una società senza Dio assomiglia ad una giungla popolata da tante bestie affamate e lussuriose, pronte a sbranarsi per conservare l’esistenza, per avere la supremazia ed il potere, attraverso il piacere del dominio. “Se vuoi dilatare gli spazi dell’Amore -affermava Sant’Agostino-, è necessario che tu restringa gli spazi della carne”. Per questo, anche se apparteniamo al regno animale, non siamo simili alle bestie!
Sopraffatti dall’orgoglio e dal vivere frenetico, nel caos dei rumori, non si capisce più verso quale strada andare, cosa decidere, chi ascoltare. Così ognuno va per strade diverse, senza rispetto per il prossimo né dignità, senza alcuna riconoscenza verso il proprio simile, tanto meno verso l’Onnipotente Creatore, Dio Nostro Padre. In tali situazioni precarie, molti vengono facilmente attratti dal piacere di ‘godere’ proibite emozioni, cedendo ai futili abbagli, vagando da un’esperienza all’altra. In una simile ‘torre di Babele’, l’uomo cade facilmente nella ‘rete satanica’, tesa dai più spregiudicati affaristi. Perdendo il senso dell’orientamento, l’uomo perde anche il senso del pudore e, non trovando più pace e serenità, il malcapitato si avvia verso una inevitabile depressione, per giungere, in molti casi, ad una ‘interiore forma di disperazione’, il fine ed il successo ultimo dell’ ‘eterno falsario’, il Demonio.
L’aumento inspiegabile di suicidi ed omicidi, aumenta gli interrogativi della scienza… che avvalora solo la tesi dei raptus. Nella storia di questi eventi, però, vi sono anche altre positive realtà, che è utile menzionare. Esistono, infatti, pazienti pecorelle, disseminate in tanti luoghi, che, per seguire con fedeltà il Buon Pastore, cercano di rimanere lontane dai lupi e dalle bestie fameliche, sempre pronte a sperimentare nuove forme di piaceri peccaminosi.
Questi umili fratelli in Cristo, anche se con fatica, conservano salda la loro vita interiore, quella dell’anima, combattendo con l’arma delle Virtù Evangeliche, o con la potente forza ricevuta da soprannaturali ‘eventi di Grazia’. Questa consapevolezza, affrontata da uomini tenaci, ci consola e ci fa vivere in pienezza con le attese della Speranza Cristiana, che conforta la voglia di fare il bene, di pregare per chi si è perduto nel vortice delle passioni e nella isonesta ricerca del successo. Tuttavia, talvolta non basta solo la Preghiera; consapevoli di come oggi sta andando avanti il mondo, i veri cristiani non possono tacere di fronte a certe sconcertanti realtà!
Occorre, quindi, combattere la buona battaglia, con pazienza, con prudente coraggio, con perseveranza, cercando di aiutare, con altrettanta umile autorevolezza, tutti coloro che vivono nell’incosciente accidia, o che hanno perso ogni etica morale.  Quanto danno, sia ai giovani che agli adulti, arrecano talune trasmissioni televisive… e, purtroppo, nessuno più intervene! In un mondo arrabbiato, ineducato, privo di sentimenti, lontano da Dio, il compito non è facile, ma la strada è chiara, è semplice, è l’unica: far conoscere la Verità, quella di Gesù, il Nostro Redentore, il Buon Pastore, che attende ognuno, come il buon padre che attende il figliol prodigo! Così scriveva ed ammoniva Padre Pio: “Il cristiano non è esente dalla ribellione delle passioni e dei sensi, per cui deve fortificarsi finché vive. Le più seducenti sono le ribellioni del senso: fornicazione, impudicizia, impurità, vana compiacenza, avarizia la quale domina l’anima da diventare un idolo a cui tutto sacrifica! … . Essa acceca l’uomo, non gli fa vedere i beni eterni del Cielo. Bisogna pure che il cristiano si guardi dai vizi che offendono il prossimo, sia interiormente con il cuore, sia esteriormente con la lingua. Interiormente: l’ira, l’indignazione, la malizia. L’ira, se non si sa maneggiare diviene peccaminosa. Siate lenti all’ira. L’indignazione, quando si stima altri indegni di  possedere quello che hanno: si  vorrebbe vederli umiliati e castigati! …
La malizia cerca tutti i mezzi per arrecare male al prossimo!”. Tutte realtà, queste, che delineano un mondo sconvolto dal vortice del peccato e delle passioni in cui è immerso! “Si offende il prossimo con la lingua: bestemmia, imprecazione, parole oltraggiose, discorsi impuri,  menzogne, calunnie, inganni, spergiuri. Il cristiano deve studiarsi e sforzarsi di somigliare a Colui Che lo creò. Egli è immagine di Dio per natura”.
“Ascoltatemi. Mettete in pace il vostro cuore. Scacciate i pensieri afflittivi che vi vengono da ‘satana’. Gesù è con voi, anche se non Lo sentite, nelle lotte spirituali. Non Gli fate torto dubitando, sospettando di essere da Lui abbandonati, anche per un solo istante. E’ questa una delle tentazioni, la più satanica, discacciatela come merita!”. Consigli valenti di un grande Santo, quale è Padre Pio. Non si può riconoscere che la vera felicità, la concreta realizzazione della vita consiste nel mettere Dio al primo posto, come ci insegna Gesù, seguendo il Suo Vangelo, osservando la Legge del Decalogo che, prima di tutto, ci indica che: “Non avrai altro Dio all’infuori di Me”!
Il Prof. Enrico Medi asseriva: “L’uomo altera le leggi del mondo e della vita, continuando a separare, secondo il cattivo genio delle eresie, Dio dalla famiglia”. Lo Scienziato, inoltre, sosteneva che “La Legge di Dio deve essere compiuta. Tutto il Creato ubbidisce: non capiremmo nulla se la Natura non ubbidisse al Creatore; la stessa Scienza sarebbe impossibile. E come la Natura ubbidisce a Dio, così deve fare l’uomo”. E’ per questo che “Oggi viviamo in un clima ‘confuso’, in cui la stessa natura si ribella alle trasgressioni dell’uomo verso le Leggi della Natura”.

Quando vogliono fare apparire ‘normale’ l’ ‘anormalità’. Ogni uomo, anche se è una persona buona ed onesta, ha una naturale inclinazione verso il male. Il suo comportamento, innanzi alle occasioni di peccato, dipende certamente dai suoivalori morali, oltre che dall’educazione religiosa ricevuta. Ciò vale per tutte le sue azioni di vita.  E’ noto il detto che “l’occasione fa l’uomo ladro”, per cui tra le prime regole da osservare, per evitare di ‘cadere’ nella trappola, è quella di fuggire le occasioni. “Ogni vizio ha il suo trono nella società -dice Pasquale Casillo-, ma nessun trono è così alto come quello della lussuria”. Gli ‘intelligenti’ ed i ‘maturi’ della vita, che si ritengono gli intellettuali della moderna cultura progressista, i fautori dell’ amore libero’, senza limiti né ostacoli, caduti ormai nel baratro della perversione, oggi intendono diffondere le loro idee ed i loro comportamenti tra i giovani, roponendo di entrare nelle scuole, per divulgare tra i ragazzi, nell’età della formazione evolutiva, le loro squallide idee, per pervertire ciò che è rimasto ancora integro nella sua naturale normalità: l’essere maschio (e non ‘maschietto’), l’essere femmina (e non ‘femminuccia’) e, con una migliore ed esplicita definizione, “essere e vivere da uomo”, desiderando e rispettando la sacra bellezza “dell’essere donna”; realtà vive ed umane, pure, così come sono state ben Create dal Buon Dio, nella Sua Sublime ed imperscrutabile Magnificenza. Un monito per gli Uomini e le Donne, ancora capaci di saper gestire la propria dignità, per risvegliare la propria coscienza di Figli di Dio.
Reagire ad ogni innaturale iniquità, ad ogni subdola infiltrazione nella mente dei giovani, da parte di chi, ormai nell’immondizia, vuole sporcare anche gli altri; è un dovere non solo dei genitori, ma anche dei maestri (quei pochi ancora rimasti fedeli ed integri nel proprio equilibrio di responsabili educatori). Le persone di buon senso, coloro che sono rimasti ancora saldi nelle idee concrete del buon vivere, lontani dall’influenza della perversione, sanno ben capire l’importanza dell’argomento. Non occorrono facoltà soprannaturali per comprendere ciò che è anomalo, fuori dalla naturale consapevolezza della dignità umana. E’ sufficiente soffermarsi su alcune riflessioni, per capirne a pieno il meccanismo della irrazionalità di certe idee malsane, che oggi molti incoscienti e delinquenti pervertitori dell’umanità tentano di forzare nella mente dei giovani.

Forzature contorte, in quanto tutto ciò che è incline alle libere passioni, prettamente carnali, in genere possono essere superate dalla stessa esperienza dell’individuo, quando non si cerca di farle passare per ‘evoluzioni spontanee’ della concupiscenza. Queste concezioni vengono divulgate come naturali comportamenti, ma in realtà, sono introdotte nel mondo giovanile in una maniera subdola, per diffondere volutamente ciò che è male e negativo, sotto i vari aspetti della sfera intellettiva. Ogni teoria, priva di fondamento scientifico, non ha alcun valore sul piano della libertà fisica e morale, se non è suffragata da esperienze mature, generalmente studiate e raccolte nel tempo dagli esperti del settore. Per cui, ogni comportamento contro natura diviene aberrazione, quindi peccato gravissimo agli occhi di Dio, degno dei più aspri castighi, poiché si trasgredisce non solo la Legge Divina, ma quella della natura stessa, facilitando il potere dell’ ‘eterno distruttore’ della vita e del mondo. (“Sodoma e Gomorra”… sono realtà storico-bibliche”). Chi ha creduto di voler servire la Chiesa, accettando nuove esperienze, facilmente si è trovato fuori dagli stessi princìpi religiosi, ricevuti dalla tradizione ed a lungo perseguiti. In tal modo, spesso si assecondano deviazioni che, a lungo, diventano  normali. Nascono così quelle catene di passaggi che, nell’illusione di riuscire a sostenere con intelligente volontà, riescono a sopraffare la conduzione di certe intime prove. Così dalla semplice curiosità, si entra in un circolo vizioso di cui non se ne avvertono più i confini. Per cui molti divengono veri e propri strumenti della più spinta concupiscenza e, per assecondare l’istinto della curiosità, si accetta la prova di alcune esperienze, le quali, anche se all’inizio sono riconosciute come vere e proprie deviazioni, si ritiene di poterle ominare con i limiti della propria intelligente capacità. Ci si avventura, così, in certe situazioni e, per soddisfare la forza dell’istinto, si trascura il rispetto della stessa natura, passando, con un facile approccio, dall’etero alla omosessualità… sino a raggiungere, in alcuni casi, una conseguente e cronologica esperienza con la pedofilia.


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Le influenze del Demonio.


Quando si voltano le spalle ad una ferrea intransigenza verso i princìpi morali, quando si nascondono alla coscienza le Verità del proprio Credo, quando la Fede è venuta meno, lo spettro del peccato non fa più paura. E’ così che, vivendo nel peccato mortale, l'uomo si confonde, non sa più dove sia la Verità, crea la morte dell’anima. Di conseguenza, l’individuo si allontana da Dio, Che è Purezza di Verità, oltraggiando l’Eccelsa Dignità che il Creatore, nella Sua Bontà infinita, gli Ha concesso nel momento della sua creazione. Come è risaputo, il Demonio esiste! La sua capacità intellettiva supera ogni concezione umana, in quanto sa perfettamente trovare i punti deboli della sfera intellettiva dell’uomo.  Come asseriva un famoso filosofo “Spesso è più facile credere all’esistenza del Demonio (Lucifero – Satana ecc., per le sue capacità di dimostrare la presenza del “male”), che riconoscere l’Esistenza di Dio (per la discrezione con cui Egli sa Amare l’uomo e per la Libertà che Egli gli concede). Una delle ‘sue’ ingannevoli astuzie è quella di mettere in dubbio e di far credere all’uomo che lui (il demone) non esiste; in questo modo ‘egli’ riesce ad agire liberamente e con naturale spontaneità sulla natura stessa dell’individuo. In una simile ed inconsapevole incoscienza di comportamento, l’uomo viene indotto facilmente ad ogni irregolare azione. Egli, così, si abitua gradatamente ad accettare spontaneamente una idea, quindi anche un comportamento negativo, per giungere a credere, con una naturale convinzione, che tutto gli è possibile, tutto gli è concesso, tutto gli è permesso. Occorre ricordare che l’arguto ‘falsario’ ha delle facoltà preternaturali, ovvero, per propinarci i suoi inganni, può e sa benissimo usare leggi della natura a noi sconosciute, nella misura in cui il Giusto Giudice, Dio stesso, glielo ha permesso.

Un simile consenso equivale a quello che similmente il Buon Dio Ha concesso con il dono della Libertà, di cui l’uomo ne dispone per ogni sua libera scelta. Su queste possibilità soprannaturali, che esulano dalle capacità intellettive di ogni essere, in quanto appartengono solo alla Sapienza Divina, qualsiasi individuo, religioso o meno, non deve né può indagare, per cercare di capire, poiché per lui esiste  solo la ‘regola del buon senso’, dell’autodisciplina e del rispetto delle Leggi Divine, come garanzia che tutto avvenga per il suo bene, secondo la Volontà Misericordiosa del Padre, Dio ed Onnipotente Creatore. La tentazione. Il ‘nemico maligno’, l’‘eterno falsario’, dunque, può rasmettere sensazioni, immagini, suoni, pensieri, ossessioni varie. L'azione ordinaria del Demonio, che costituisce la sua arte preferita, è " la Tentazione ". Il tentare e far cedere l'uomo alla tentazione è la sua migliore conquista. In breve, egli accattiva l’uomo con la sua stessa debolezza, attraverso la tentazione della curiosità ed il desiderio di provare sensazioni nuove, alle quali, chi più chi meno, tutti sono soggetti. Colui che è impreparato, non esperto al  discernimento tra ciò che è bene e ciò che è male, si ‘sottomette’ alla prova ed al ripetere le varianti dello stesso fine, per poi passare anche ad una consueta abitudinarietà della stessa azione negativa, rimanendo coinvolto ed accettando, talvolta con normalità, la condizione del proprio peccato. E’ in questo groviglio, in cui cade l’uomo, che spesso si alimenta e si condivide l’omosessualità. Per chi non ha visionato le radici scientifiche-sessuali di tale manifestazione psichica, occorre solo accennare che molte di queste situazioni interiori derivano da una infanzia infelice, sottoposta a umiliazioni, stress ecc. ed in quasi tutti quei casi in cui manca quella comprensione ed affettività proprie dell’esigenza evolutiva dell’infanzia. Queste esigenze, se non sono protette da un’altrettanto auto controllo, possono tramutarsi in negatività che si incanalano in varie direzioni.
Il bullismo giovanile, per esempio, la violenza, lo stupro, il voler assumere un cambiamento di identità, spesso sono manifestazioni di una inquietante atmosfera famigliare o sociale. Da qui nascono ancora esperienze erotico-sessuali, talvolta solitarie od anche comunitarie tra adolescenti. Un confronto con se stessi, per dimostrare ad altri la propria mascolinità. Si diventa, così, o strumento di consolazione o, ancora, mezzo di soddisfazione egoistica, per se o per gli altri. Se si perde, poi, la capacità di orientarsi verso l’anormale funzione del proprio sesso, non si ha più la forza di superare le crisi d’identità, coltivando ‘ingenue’ aberrazioni.
Una prova di volontà che è sempre minata dalla forza negativa del male, che alberga in ogni uomo, ne è riprova l’accettazione dell’esperienza fisica omosessuale che può avvenire anche nell’età adulta, come strumento di piacere, assumendo ruoli femminili o maschili.
Dalla tentazione l’uomo può sottrarsi e liberarsi con una decisa sferzata di buona volontà, poiché non esistono fattori genetici od ormonali che condizionano l’organismo, tanto meno che impongono ad una persona di agire,  seguire ed accettare un atteggiamento omosessuale. Una larga letteratura scientifica ne attesta la sperimentazione, al di la di ciò che vogliono far credere i fautori ed i sostenitori di certe tendenze. Chi è lontano dalla Grazia Divina, certamente farà più fatica a superare certe lacune, ma chi invoca con costanza e fiducia l'Aiuto di Dio, più facilmente si libera da peggiori mali. Quando invece l’uomo non cerca di ‘redimersi’ da alcune colpe (il peccato), lontano dalla Grazia Divina, non sa come liberarsi dalla tentazione e, in molti casi, ‘il perverso tentatore’ riesce a farlo insozzare ed insudiciare con le proprie mani. In questo modo, il ‘nemico dell’uomo’ ottiene il suo maggiore successo.
Non bisognerebbe mai perdere la fiducia nel Signore, la Speranza nel Suo Aiuto e nella Sua Divina Misericordia, invocando anche il proprio Angelo Custode. Come si può dimenticare ed escludere la Bontà e l’Amore infinito di Dio Padre, Che Ha permesso la Salvezza delle Anime con il Sangue Castissimo di Cristo Gesù, Fattosi Uomo per la nostra Redenzione? Il Cattolico deve sempre contemplare, con serena fiducia e perseveranza, questa Verità.
Spesso, se si rimane coinvolti in certe situazioni, perdendo la Fede, la Speranza nella Salvezza, la fiducia in tutto, non trovando via d’uscita, qualcuno si auto annienta, cedendo alla disperazione: questo è l’obiettivo ed il massimo successo della vittoria di Satana sull’uomo! Qui occorre rammentare ancora che lo scopo di Satana è quello di distruggere prima l’uomo, quindi la natura su cui domina, per arrivare alla totale distruzione del Mondo.
Ovviamente queste sono tutte limitate possibilità, di cui la  Divina Provvidenza Ha sempre la meglio, ma che, comunque, possono far demolire buona parte della Terra e dell’Umanità. Capire la strategia maligna diviene cosa semplice, quando però, come è stato detto in precedenza, si è nella Grazia di Dio, quando si fa e si accetta la Sua Volontà e quando si cerca di vivere le Virtù, che sono in antitesi con le volontà perverse del demonio.
Per cui, quando si è in peccato, si agisce con la mente iniqua e, alimentando l’odio, si semina odio, gelosia, invidia ed ogni altra cattiveria; vivendo nell’orgoglio si crea inimicizia e si provocano divisioni. In breve, quando si vive in peccato, ogni azione nell’agire è tendenzialmente incline ad accettare e tralasciare ogni forma di prevenzione verso ciò che è negativo; si diventa buonisti nell’analisi del bene contro il male, superando con superficialità le possibili condizioni di rischio, di varia natura.

Così tutto diventa apparentemente facile, poiché non si pone alcun veto alle azioni transitorie, quelle che generalmente conducono al rischio. E’ in questa condizione di superficialità che l’azione del maligno interviene con facile presa. In genere la sessualità è il movente che fa scattare l’azione prediletta del ‘tentatore’. Quando l’uomo si lascia condurre dalla suadente civetteria di una donna, questo è il momento propizio dove ‘egli’ agisce con il veleno delle sue nefandezze, un cospicuo ‘piano di battaglia’, di cui, spesso, anche il più esperto libertino soccombe, avventurandosi e cimentandosi nelle più impensate e scellerate imprese.
Entrando nel vivo dell’argomento, non si può fare a meno di descrivere, con accertata realtà, quanto è stato registrato durante un esorcismo. Ciò che è stato descritto apertamente dal Demonio è la diabolica perversione che ‘egli’ riesce a produrre nell’uomo. Parlare di sesso, in questi casi, diviene una vera e propria offesa verso questo grande dono che Dio ha fatto all’uomo. Tuttavia, pur sintetizzandone i contenuti, si riesce bene a mettere in luce la grave condizione in cui l’uomo cade, quando cede all’esca della perversione sessuale. Quando l’uomo calpesta la Virtù della purezza, diventa schiavo di una catena di situazioni che, lo stesso demonio, ne intensifica gradualmente la sconcertante dipendenza, con nefandezze di ogni genere, aumentandone la gravità, al punto che ‘egli stesso’, pur rallegrandosi dello stadio raggiunto dall’uomo, ne prova contemporaneamente disgusto per ciò che egli riesce a far fare di se stesso. Si direbbe che le azioni ripugnanti commesse dal  malcapitato in causa, travolto dall’azione perversa, superano la naturale reazione di qualsiasi bestia. Tutto questo, ovviamente, può anche essere voluto dalla stessa volontà dell’uomo, incline a voler commettere azioni impure; rimane il fatto che, comunque, il demonio si rallegra per tali spontanei comportamenti, perversi e malefici, che l’uomo si concede, per mezzo della libertà che gli è stata concessa.

E’ per questo che l’uomo deve saper scegliere tra la sua libertà e la schiavitù nel commettere un’azione. Quando si è maturi dentro, nella coscienza, la libertà deve saper convivere con l’armonia del creato, per il bene personale e per il rispetto verso la natura delle cose e del prossimo. L’obbedienza alle Leggi di Dio, nel linguaggio prettamente religioso, in genere condiziona l’arbitrio personale; infatti è risaputo che la libertà senza l’obbedienza ad una legge (morale o sociale che sia) diviene arbitrio; come anche una obbedienza incondizionata, senza una cosciente consapevolezza, diventa, a sua volta, schiavitù. Da queste consapevolezze, occorre dire che, se è vero che tutto il male è voluto dal Demonio, poiché Dio Ha Creato tutto perfettamente e vuole il bene dell’uomo, è anche vero che non sempre il male proviene dai Demoni ed, in virtù di quella libertà che Dio ha concesso all’uomo, questi talvolta è artefice delle proprie decisioni e, quindi, delle proprie sventure… certamente, come già detto, Asmodeo (il demone per antonomasia) se ne rallegra, ne gode e, quando può, perché gli viene concesso, ne intensifica la gravità delle azioni malefiche. E’ così che, nell’incosciente libertà, l’uomo può commettere azioni peggiori delle stesse attese del Demonio, profanando in continuazione se stesso, sino all’irreversibile disfacimento del proprio corpo, riscattato con il Sacrificio Cruento del Sangue di Cristo. Non va mai dimenticato che, con il Santo Battesimo, il corpo umano diviene anche il Tempio dello Spirito Santo. Nella cronaca di uno dei tanti esorcismi, lo stesso ‘demone’ ha
confessato che, tra coloro che si trovano nel ‘pozzo infernale’ del suo regno, molte sono le an ime che, anche se hanno commesso vari peccati, si sono dannate per aver abusato, sino in fondo, del proprio corpo con le azioni impure. Per cui il peccato impuro, sia eterosessuale che omosessuale, è quello che maggiormente  offende la sacralità della purezza e che conduce alla perdizione.




La sessualità



Il corpo umano è stato Creato con vari sensi, di cui quello sessuale ha l’esclusiva e la principale finalità della procreazione, che avviene attraverso l’Amore tra uomo e donna. Per questa ragione il Demonio lavora nella mente dell’uomo in maniera opposta, per raggirare tale sacra finalità, facendo credere all’essere umano che l’atto sessuale non è finalizzato solo alla procreazione, bensì ad un normale ed insostituibile mezzo di auto soddisfacimento, per cui non può esistere la continenza corporale. In tal modo egli eccita le menti con vari stratagemmi di tentazioni, sobillando i vari sessi in comportamenti ed azioni dalle quali si diventa schiavi, perversi e sempre più incontinenti, sino a raggiungere livelli di perversione che superano ogni limite immorale. Films audaci, immagini seducenti, TV, mode immodeste ed altri strumenti di seduzione, per eccitare la mente sia del  giovane che dell’adulto, divengono efficaci mezzi per inebriare la mente di chiunque, creando passioni sfrenate, desideri perversi, facendo perdere il senso della realtà, che conduce inevitabilmente qualsiasi essere nella rete del maligno.
Quasi nessuno di coloro che si lasciano sedurre da queste infernali trasgressioni di impurità riesce ad accorgersi in tempo  in quale condizione si è lasciato trascinare, se non quando è troppo tardi. Questi sono i maggiori espedienti con cui il Demonio riesce a popolare il suo regno infernale! Ma non basta; il ‘maligno’ tende ancora altre trappole, servendosi degli stessi genitori, i quali sono stati ormai neutralizzati dalla volontà incosciente ed immatura dei figli, che si impongono ai genitori con le loro scelte di vita. Quanti sono ormai i genitori che, nella loro incapacità educativa, concedono  libertà incondizionate, che si ripercuotono anche sulla scelta  delle mode eccessivamente immodeste.

“Quando le donne cominciano a vestire abiti immodesti e gli uomini a deridere la religione -asseriva Seneca-, è il principio della fine”. Così, oggi, sono le giovani fanciulle strumento sfrenato di seduzione; per cui, una volta che i mass media hanno saputo imporre le loro mode spinte, tutti coloro che si credono forti alle lusinghe del sesso, vengono sedotti proprio dalla lussuria provocata con una certa moda spinta, offerta dalle giovani ragazze, bramose di essere al centro dell’osservazione e  del facile successo sociale o, peggio, televisivo. Le spiagge sono state il primo teatro di simili seduzioni, per giungere, ormai, alla libera scelta, in ogni stagione e in ogni luogo, per mezzo del libero mercato del sesso, offerto sulle ‘reti diaboliche’ di Internet.  Una realtà, svelata ancora dal Demonio, sempre durante un esorcismo, è quella che ‘egli’ ha rivelato che nell’inferno vi siano attualmente le donne che in vita, servendosi della loro particolare bellezza fisica, sono riuscite a sedurre uomini d’ogni rango, razza e cultura, sfasciando matrimoni, sconvolgendo famiglie, eclissando vocazioni religiose.
Il regista Pietro Germi sosteneva che non sono stati i preti ad inventarsi il senso del pudore; infatti, assieme alla parola, il pudore è ciò che distingue gli uomini dalle bestie…! Oggi, non solo sulle spiagge, ma anche per le strade, si vede di tutto e, senza pudore, giovanissimi ragazzi e ragazze si abbandonano a fare di tutto, senza un minimo di dignità e senza che più nessuno riesca a richiamarli! Così si va sempre più avanti…. Da parte dei genitori occorre avere il coraggio di richiamare i propri figli, prima che l’anarchia sovrasti gli educatori.


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L’atto impuro contro natura.

(La realtà storica-biblica di Sodoma e Gomorra).








Oggi, uno dei peccati più gravi che possa esserci, che grida vendetta al cospetto dell'Altissimo, è "l'atto impuro contro natura". Tale atto viene consumato maggiormente nella pratica omosessuale. (Immaginate cosa sarebbe stato il mondo se Adamo fosse nato omosessuale! -osservava Gino Patroni-). Per chi non conosce questa realtà, occorre che si documenti e che si renda conto di quanti danni fisici esplichi tale comportamento contro natura, nella sua cruda consumazione pratica. Trattasi, quindi, non solo di danni morali, ma anche di danni fisici, che creano patologie talvolta irreversibili, incidendo marcatamente sulla psiche, quindi sull’animo di chi pratica l’omosessualità. Non avvalendosi di tali consapevolezze, l’omosessuale si auto-giustifica in tutto e, nella sua apparente normalità, cerca di coinvolgere e convincere chiunque, assicurando che tutto ciò che l’uomo può fare è un suo diritto e fa parte della sua libertà, della sua ‘dignità’ laica. Quindi, per lui, tutto è permesso e tutto deve essergli concesso, sia sul piano prettamente fisico che sociale (come il libero matrimonio tra sessi uguali, l’adozione di bambini ed altre irregolari possibilità che, obiettivamente e nella logica normale, non gli possono appartenere). Tutto ciò, quindi, non è solo un grave peccato verso la Legge Divina, che reca danno all’Anima ed al prossimo, ma è anche una vera e propria incongruenza morale e fisica, poiché produce ed alimenta una serie di circostanze negative, che coinvolgono tutto lo scibile famigliare e sociale. Certamente il problema dell’omosessualità è legato ad una serie di problematiche psico-pedagogiche, famigliari e sociali.Nella generalità dei casi, come è stato dimostrato scientificamente da eminenti sessuologi, oltre che da esperti della scienza medica, l’atteggiamento omosessuale è un vero disturbo della sfera psichica, salvo che in particolari circostanze di assoluta evidenza, con conclamate anomalie fisiche chiaramente percepibili. Il loro atteggiamento è spesso  influenzato da una tendenza a voler esercitare su se stesso e, di conseguenza, anche sugli altri, una subdola remota tendenza, per una inconscia esperienza sessuale, talvolta subita o rimasta nell’inconscio dell’età evolutiva. In tal caso, il loro comportamento di attrazione sugli altri persegue uno pseudo appagamento di ciò che ha influenzato la sfera sessuale della propria adolescenza. Quando queste esigenze comportamentali si riversano, con pulsioni spasmodiche, nel desiderio incondizionato di fare sesso, se vi è l’occasione, tale impulso morboso può provocare un’attrazione sugli altri; in molti casi, la morbosità può essere influenzata da una forza mediatrice, con un condizionamento riportabile alla forza dell’influenza maligna. Una volta che tale forza riesce ad impossessarsi del soggetto, questi non riesce più a controllare la sua normale sfera affettiva sessuale, agendo liberamente ed incondizionatamente con atteggiamenti dell’uno o dell’altro sesso, cercando una libera auto giustificazione per una simile tendenza. A tal punto, ogni suo comportamento diviene di per se spontaneo e marcato, in alcuni casi contenuto, in altri deliberatamente ostentato, scimmiottando ciò che si cerca di impersonificare nella mente, spesso posseduta da ‘chi’ si serve di lui, per coinvolgere, nel suo desiderio, chi incontra, a sua volta, sul suo cammino. Una forma, questa, come tante altre, con la quale il Demonio
cerca nuovi e ‘moderni’ espedienti per creare ‘tendenze’ perverse, che fanno addirittura moda ed allontanano i soggetti posseduti dalla normale sfera dell’essere uomo o donna, sconvolgendo l’animo dei genitori, dei parenti e degli amici che, alla fine, per amore del famigliare, si assoggettano all’anormalità dell’individuo, resa normale dalla ‘anormale realtà’; non è un gioco di parole, ma una spigolosa constatazione. Ogni intimo richiamo per un’auto trasformazione, che induce ad un atteggiamento femminile o maschile, può essere, quindi, l’espressione di una tendenza rimasta soffocata, nel proprio io, nel delicato passaggio della pubertà. Molti altri condizionamenti, derivanti da particolari situazioni famigliari, da carenze affettive ed altro, concorrono a favorire simili situazioni che, per ovvie ragioni, non si possono elencare tutte ed in maniera esaustiva in questa sede. Naturalmente, se tutte queste sensazioni non sono più gestibili da un’auto disciplina, od equilibrate da una autorevole direzione, tutto si vanifica nell’abbandono del soggetto a se stesso; peggio ancora, quando esiste un’influenza dell’ambiente, alimentata da particolari amicizie, dalla mancanza di controllo ecc..  Certamente la carenza di una formazione morale e, quindi, religiosa, perverte ogni legge, per cui ogni suggerimento non potrà più essere accettato, tanto meno perseguito con perseveranza. E’ proprio in questi casi che può intervenire l’influsso malefico, che infonde insicurezza e labilità, per distruggere, gradatamente o repentinamente, ogni forma di auto controllo psichico, assieme ad ogni altro residuo morale o religioso rimasto in vita. Così, Satana, ha il campo libero per pianificare il suo metodo di perversione, facendo adeguare gli ignari adepti alla realtà della acquisita; alla fine, tutto diviene una normale ‘moda’… che fa anche tendenza. E’ ciò che sta avvenendo nella nostra società. E’ chiaro che, in tali situazioni, ogni residua sensazione di morale è messa a tacere dal moderno influsso del laicismo, per cui qualsiasi coscienza si adegua a tale nuova situazione, annullando ogni significato biblico delle Leggi Divine, che Dio Ha reso naturali ancor prima dell’uomo. Tali Leggi, che sono state trasmesse dai Profeti, vivono e regolano gli esseri umani,generati da uomo e da donna, per un preciso Progetto Divino. Se tali leggi oggi possono essere liberamente trasgredite, ogni anormale azione della mente e del corpo può transitare in una condizione di libertà soggettiva, dove ognuno può sentirsi libero di offrire il proprio corpo ad ogni sorta di esperienza sessuale, con ogni forma di perversione, non più calcolabile in termini morali. Così avviene per molte altre pratiche sociali e culturali.
Una domanda nasce spontanea: perché la scienza vuole deviare la natura? Perché l’uomo vuole sperimentare ciò che è al di fuori delle normali azioni per cui è stato creato? Perché turbare l’equilibrio naturale di ciò che il Creatore Ha voluto donare gratuitamente? Dio Ha fornito all’uomo tutto quello che serve per armonizzarsi con le delicate sensazioni offerte dalla natura. Ritornando nella sfera dei rapporti umani, l’istintiva attrazione tra uomo e donna, se è arricchita dall’Amore, si sublima nella fisiologica conseguenza del naturale piacere, da cui può scaturire una spontanea e naturale fecondazione.
Una perfetta ed incolmabile perfezione, di cui l’uomo, incoscientemente, non se ne rende quasi conto, specie quando è pervaso dall’influenza del male, che tende a distruggere ciò che Dio Ha Creato di ‘Bello’ e di ‘Buono’.
Quando si amministra arbitrariamente la propria libertà, si esercita su se stessi un atto incondizionato che, a sua volta, può influenzare la volontà. Così, nell’orgoglio e nella presunzione della propria sicurezza, si diventa fragili e di facile esca per il ‘maligno’, che riesce a falsificare, con gli abbagli di vane apparenze, tutto ciò che serve a far divenire preda della sua capacità distruttiva. Se l’uomo riuscisse ad intuire ed a prevenire certe realtà, capirebbe che l’invidia del Demonio non ha confini, in quanto, per sua natura, è incline a distruggere tutto ciò che Dio Ha Creato con sublime perfezione.  Incomprensioni, seduzioni, abusi, traumi, immagini seducenti e mille altri stratagemmi della tentazione, sono tendenze malefiche che inducono a pensieri anticristiani, a gravi peccati mortali, a scandali nella società. Infatti, assecondando la malefica tendenza dell’eterno ‘distruttore’, di ‘colui’ che è contro Dio, si distrugge incoscientemente tutto ciò che Dio Ha Fatto di ‘Bello’ e di ‘Buono’. La legge di compensazione esiste ed ha delle regole, non facili da essere recepite e comprese nemmeno dalla sofisticata scienza. Come una ferita ad una mano si può ripercuotere a tutto il corpo, così un peccato mortale, che coinvolge il prossimo, si può ripercuotere sull’intera società.

Altrettanto si può considerare l’effetto di un solo peccato che, proprio per quella incomprensibile “legge di compensazione”, può produrre disguidi anche su una sola parte della perfetta Creazione.  Associando un insieme di gravi peccati mortali (relazioni extraconiugali, rapporti senza fine procreativo, pratica omosessuale, sodomia, azioni malefiche con fatture pagane, ingestione di droghe, aberrazioni sacrileghe, riti satanici ecc.), non si possono conoscere le conseguenze del loro effetto negativo, né quale ‘meccanismo’ a noi oscuro, di cui non conviene indagare,può influire sull’insieme della natura e dello scibile umano. Non sta a noi giudicare, ma se ad ogni azione equivale un effetto, tutto può accadere, sempre per gli effetti di un sistema, di cui non sappiamo riconoscere gli eventi naturali da quelli consequenziali. In tutto questo mistero, ciò che ci dona sicurezza e serenità è lo stare vicini a Dio Padre, per sublimarsi nella Sua Grazia Divina. Dio E’ Amore, il Signore che è Misericordioso, non abbandona i Suoi figli, semmai sono gli uomini che abbandonano il Padre Divino; ma se questi tornano a Lui con sincero pentimento, come il figliol prodigo, ogni peccato viene perdonato: la Festa della Divina Misericordia ne conferma la finalità. Per ottenere ciò, occorre prima di tutto il pentimento sincero, quindi accostarsi al Sacramento della Confessione. Il digiuno e la costante Preghiera aiuta al raggiungimento della Grazia. In tale stato di serenità, il demonio ritorna a tentare, per recuperare la sua preda, ma se si segue con perseveranza ciò che si è intrapreso, la guarigione e il distacco dal male è assicurato. Occorre ricordare ancora che il peccato è una malattia spirituale e, come tale, occorre prevenire tutte quelle situazioni che conducono al male. Persone, amicizie particolari, luoghi, visioni, letture, ascolti e tutto quanto che può condurre a ciò che è peccato, va evitato con prudente attenzione. “Non è l’uomo che gode i piaceri della vita, ma sono i piaceri che si godono l’uomo e lo divorano” - GANDHI - ). Nella Luce è Dio.
Nelle tenebre vi è il male. Vivere alla Luce di Dio e non nelle tenebre del male.



Le concrete testimonianze demoniache.

(Dal racconto di un esorcista)


INTERVISTATORE: - Lei con il demonio combatte quotidianamente. Qual è il più grande successo di Satana? Padre AMORTH: Riuscire a far credere di non esistere. Egli è quasi riuscito, anche all’interno della Chiesa. Abbiamo un clero ed un episcopato che non credono più nel Demonio, negli esorcismi, nei mali straordinari che il diavolo può dare e, nemmeno, nel potere che Gesù ha concesso di scacciare i demoni.
Da tre secoli la Chiesa latina – al contrario della Chiesa ortodossa e di varie confessioni protestanti – ha quasi del tutto abbandonato il ministero esorcistico. Non praticando più esorcismi, non studiandoli più e non avendoli mai visti, il clero non ci crede più e non crede più nemmeno al ‘diavolo’. Abbiamo interi episcopati contrari agli esorcismi. Ci sono nazioni completamente prive di esorcisti, come la Germania, l’Austria, la Svizzera, la Spagna e il Portogallo. Una carenza spaventosa.
INTERVISTATORE: - Ma la fede rimane intatta, cioè rimane una fede cattolica, se uno non crede nell’esistenza di Satana?
Padre AMORTH: No. Le racconto un episodio.

Quando incontrai per la prima volta don Pellegrino Ernetti, un  celebre esorcista che ha esercitato per quarant’anni a Venezia, gli dissi: «Se potessi parlare con il Papa gli direi che incontro troppi vescovi che non credono nel Demonio». Il pomeriggio seguente padre Ernetti è tornato da me per riferirmi che il mattino era stato ricevuto da Giovanni Paolo II. «Santità», gli aveva detto, «c’è un esorcista qui a Roma, padre Amorth, che se venisse da lei le direbbe che conosce troppi vescovi che non credono nel demonio». Il Papa gli ha risposto, secco: «Chi non crede nel demonio non crede nel Vangelo». Ecco la risposta che ha dato lui e che io ripeto. Tutto andava benedetto e protetto, ma oggi la protezione dal Demonio non esiste più. Non esistono più difese e neppure preghiere contro di lui. Lo stesso Gesù ci aveva insegnato una preghiera di liberazione, nel Padre Nostro: «Liberaci dal Maligno. Liberaci dalla persona di Satana». In italiano è stata tradotta in modo erroneo e, adesso, si prega dicendo: «Liberaci dal male». Si parla di un male generico, di cui in fondo non si sa l’origine: invece il male contro cui nostro Signore Gesù Cristo ci aveva insegnato a combattere è una persona concreta: è Satana.  (…) AMORTH: Non esiste distinzione tra magia bianca e magia nera. Quando la magia funziona, è sempre opera del Demonio. Tutte le forme di occultismo, come questo grande ricorso verso le religioni d’Oriente, con le loro suggestioni esoteriche, sono porte aperte per il Demonio. E il diavolo entra. Subito.

INTERVISTATORE: - Su cosa fa leva il Demonio per sedurre l’uomo? Padre AMORTH: Ha una strategia monotona. Glielo ho detto, e lui lo riconosce… Fa credere che l’inferno non c’è, che il peccato non esiste ma è solo un’esperienza in più da fare. Concupiscenza, successo e potere sono le tre grandi passioni su cui Satana insiste.
(…) AMORTH: Io paura di quella bestia? È lui che deve avere paura di me: io opero in Nome del Signore del Mondo e lui…è solo la scimmia di Dio. INTERVISTATORE: - Sta dicendo che anche qui, come in ogni  guerra, Satana vuole conquistare i generali avversari? Padre AMORTH: È una strategia vincente; si tenta sempre di attuarla, soprattutto quando le difese dell’avversario sono deboli. E anche Satana ci prova. Ma grazie al cielo c’è lo Spirito Santo Che regge la Chiesa: «Le porte dell’inferno non prevarranno»… nonostante le defezioni e nonostante i tradimenti, che non devono meravigliare. Il primo traditore fu uno degli apostoli più vicini a Gesù: Giuda Iscariota. Però, nonostante questo, la Chiesa continua nel suo cammino; è tenuta in piedi dallo Spirito  Santo e quindi tutte le lotte di Satana possono avere solo dei risultati parziali. Certo, il Demonio può vincere delle battaglie, anche importanti, ma mai la guerra. Crediamo nel valore profetico del nostro cristianesimo, sapendo comprendere come la nostra vita è costellata di insoddisfazioni e sofferenze, comprese nella Santa Croce del Cristo Gesù, senza la quale non si può aspirare nella gloria della Resurrezione, unica nostra Speranza per la Vita Eterna. Il valore della Castità. La Castità è una delle virtù più sublimi dopo l'umiltà ed è anche una delle più potenti e temute difese che l’uomo può opporre al Demonio. Il Diavolo, assieme ai suoi ‘collaboratori’, si da molto da fare per condurre l'uomo alla deviazione e alla perdita di questa bella virtù. Non deve stupire, quindi, se oggi molti giovani, assieme a molti adulti, credono che la Castità, inerente al proprio stato, sia una delle migliori armi contro il ‘maligno’, sconfessando chi divulga che questa astinenza sia una cosa del tutto superata e che tutto invece sia permesso.
Il “Principe di questo mondo” sa convincere che tutto è lecito, così molti si abituano ad un ‘sesso’ fine a se stesso, cercando di sconfinare sempre più verso la ‘perversione’, con atti egoistici che vanno anche contro natura. Tali azioni si possono paragonare ad un cibo gustoso, appena masticato, per poi rigettarlo una volta che è svanito il gusto del sapore. Per il Demonio non esiste l’Amore, per cui egli, non potendo amare, non può nemmeno ricevere l’amore e, per la sua eterna ‘rabbia’, ‘invidia’, ‘gelosia’, assieme a tutte le altre facoltà negative in suo possesso, cerca di distruggere qualsiasi sentimento positivo; quindi (il Demonio) non fa che divulgare ed inculcare, il più possibile verso tutto e tutti, il suo odio verso la Purezza e la perfezione del Creato, verso l’Onnipotenza di Dio. Il subdolo inganno del maligno è quello di far violare all’uomo la Legge Divina con le sue stesse mani. Questa è la sua astuta vittoria: vincere con il subdolo inganno, attraendolo nel vortice delle tentazioni; così, abbandonandosi al peccato, ogni mente dubbiosa della Presenza di Dio diviene sua facile preda.

Occorre pregare per tutti i figli di Dio, soprattutto per gli ‘omosessuali’, affinché, dove non sono schiavi della propria lussuria, siano abbandonati dalle forze del maligno, per rientrare nella logica di sentirsi persone normali, non artefatte dall’incosciente perversione dei sensi. Aiutarli con la Preghiera, con la comprensione, con la Carità e l’Amore cristiano, che sa comprendere ma anche indirizzare sulla Via della Verità. Pregare per la Pace e la Giustizia, per scongiurare lotte ideologiche che, in questi frangenti, possono sfociare in reali ed inutili scontri. Possano tutti andare incontro al Sacro Cuore di Gesù, per confidare nel Suo Aiuto Divino.  Il Bene e l’Amore offerto gratuitamente da Dio, per mezzo di Gesù Cristo, della Vergine Maria e di tutti i Santi, è il mezzo insostituibile per allontanarci dalla corsa all'autodistruzione, instaurata nelle menti dal Distruttore del Mondo.


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Considerazioni finali.


Dopo questa carrellata di considerazioni, viene da aggiungere, in ultima analisi, che se davvero l’appagamento dei piaceri sessuali, la piena soddisfazione di tutti i desideri creerebbe felicità e salute mentale, l’attuale mondo sarebbe già un ‘nuovo’ paradiso terreste. Ma dati clinici, secondo scienziati, confermano quanto sostenuto da Erich Fromm: << Gli uomini e le donne che dedicano la loro vita ad una soddisfazione sessuale senza restrizioni non raggiungono la felicità e, molto spesso, soffrono di gravi disturbi nevrotici. La completa soddisfazione di tutti i bisogni sessuali non soltanto non è la base della felicità, anzi, non garantisce neppure la salute, ma la mina! >>.
Alla luce di tutto quanto, con animo cristiano e con gli intendimenti di quanti si dedicano alla Preghiera, occorre pregare per salvare il mondo, occorre pregare per coloro che vivono nelle tenebre, per la conversione di tanti fratelli in Cristo. Pregare significa far scaturire dal cuore e con sincerità il desiderio di sentirsi uniti al Signore ed alla Vergine Maria…  quindi non una preghiera ‘parolaia’… ma una Preghiera istintiva ed immedesimata, che possa essere ascoltata perché sincera. Con l'Intercessione Gloriosa della Vergine Maria, Nostra Madre Celeste, di San Giuseppe, Suo castissimo Custode, imploriamo l’Aiuto di Dio su tutto il Mondo che attende la Giustizia e la Pace. Un concetto noto, insegnato dallo stesso Fondatore della Chiesa Cristiana, Gesù Cristo, sta nel santificare la propria vita seguendo le Sue Orme. Infatti la vera felicità sta nell’amare Dio. Pur vivendo nella sofferenza o nell’incomprensione, gioisce chi prega e crede. “Crea in me, o Dio, un cuore puro, Rinnova in me uno spirito saldo” (salmo 50,12). Ogni forma di sofferenza và vissuta contemplando il Crocifisso, donandosi a Lui con serena volontà, per la salvezza di chi non crede e di chi è nelle tenebre e nella disperazione.
La prova è nella sofferenza e, per rientrare nel concetto della santificazione, può avvenire che proprio in quelle persone afflitte dal male diabolico, se si avvicinano con paziente ed umile perseveranza alla conversione, può avvenire la Grazia della santificazione. Questa può essere anche la semplice serenità interiore, che dona sicurezza e fiducia nella Speranza della Beatitudine Eterna. Oggi molti giovani, capendo in quale baratro stanno cadendo molti coetanei, a causa della loro promiscuità sessuale, stanno intraprendendo la ‘vecchia’ ma sicura via della castità prematrimoniale. La Castità è un bene necessario, senza la quale molti sono destinati alla rovina! Salvando la Castità, la Castità salverà il Mondo. Il punto principale, infatti, è quello di mantenere una perfetta castità e fedeltà a Cristo e alla Chiesa, dunque alla Divina Legge. Se due dovessero vivere insieme e non dovessero riuscire a comportarsi da amici, amandosi come fratelli, in nome della salvezza della loro Anima, è preferibile che abbandonino tale leggerezza. E’ nota, per molti psicologi psichiatri, sociologi ed esperti del settore, quante conseguenze vi siano tra coloro che non riescono a rispettarsi, prima di intraprendere una vita a due. Poiché -come diceva Ana Sanchez- “il pudore è un meccanismo di protezione dalla possibilità di trasformarci in strumenti di piacere”, dal punto di vista religioso, è risaputo ciò che attende coloro che trasgrediscono i Comandamenti. “La purezza è l’atmosfera in cui respira l’Amore… la purezza è possibile, anzi, con la preghiera e con i Sacramenti è facile ed è felice”. Così si esprimeva Paolo VI e, ancora oggi, dalle esperienze conseguite, nulla ha superato questa Verità! Ma questo è un argomento che non è ben accettato da chi si trova nella ‘anormalità’ di vivere il peccato nella ‘normalità’.
Certamente, l’abuso sessuale, la promiscuità ecc., dal punto di vista prettamente medico, è tra le cause rilevate che hanno divulgato tante malattie veneree… è un dato scientifico, basta consultare gli specialisti.

Si pensi, per esempio, all'Aids e a tante altre malattie che si diffusero, per la stoltezza e la depravazione umana, dai tempi più remoti fino ai giorni nostri. Fa piacere terminare questa sintesi con l’espressioni di una bellissima giovane, Aman Penix, Miss Oklahoma 2000, che sosteneva i coetanei con queste parole “ Io mi manterrò casta fino al matrimonio. Non voglio paragonare mio marito a nessun altro e non voglio che lui mi paragoni a nessun altra. Ragazze non ve ne vergognate. Dite con fierezza che volete rimanere vergini fino al Matrimonio!” Così difendeva la sua verginità. Premesso che oggi il senso del peccato ha perso il suo ‘valore evangelico’, quando non sono più rispettate le regole, vengono meno anche i principi morali e si sottovalutano i limiti del peccato (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica). Pertanto, occorre rivalutare la formazione religiosa, con profonde catechesi e con un adeguato cammino di preparazione alla spiritualità. Nessuno può e deve forzare qualsiasi tipo di formazione, tanto meno quella del Sacerdote. Ogni scelta, se non è libera, creerà inevitabili conseguenze in diverse direzioni. Per far fronte alle esigenze della Chiesa ed alla carenza di vocazioni, è preferibile che i laici, i quali hanno scelto con spontaneo amore la loro Fede, aiutino i Pastori, il loro Parroco. Per far fronte alle crisi spirituali, al rispetto del Sacro ed alla cosciente ripresa del Sacramento della Penitenza, occorre suggerire, specie dove mancano, il ripristino dei confessionali con la grata, facendoli inserire a vista nell’ambito della chiesa, così come erano un tempo.
Offrire un servizio adeguato e cosciente di laici che, a discrezione del Parroco, ravvivino nella comunità i gruppi di preghiera, dopo una adeguata preparazione catechistica. Molti ulteriori suggerimenti possono essere appresi dalla scuola dei maestri tradizionali, di coloro che hanno saputo mantenere salde le basi etico-religiose della loro pastorale, acquisita dal Magistero della Santa Madre Chiesa. Un dovere di tutti i Cattolici, per cercare di ricostruire e migliorare ciò che già esisteva sino all’ultimo Concilio.

Alla luce di queste realtà, si suggerisce la lettura del libro: Mons. Saverio Martucci - Una Missione di Fede - PER RICOMINCIARE TESTIMONIANDO (Vedi recensione nella pagina del sito I LIBRI DEL MOVIMENTO)

Per informazioni:

Movimento Laico di Preghiera “Beato Bartolo Longo”

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“VERITAS LIBERAVIT VOS ”

Non scoraggiarsi innanzi alle difficoltà.

Crediamo ed abbiamo fiducianella Santa Madre Chiesa.

Alimentiamo la nostra Fede

con la perseveranza nella Preghiera.

Solo la Verità ci rende tutti liberi,

la Verità che è in Cristo Gesù, il Nazareno.

Senza la sofferenza e la Croce,

non vi può essere alcuna felicità.

La pace e la serenità del cuore si conquistano

attraverso la Croce del Calvario,

per poter giungere alla Luce della Vita.

“Ad Lucem per Crucem”.

Siamo uniti tutti nella Preghiera

innanzi al Crocifisso, il Cristo Gesù,

il Nostro Unico Redentore.

Preghiamo la Santissima Vergine Maria.

Preghiamo per il Santo Padre

e per la Santa Madre Chiesa.

Affidiamo tutti all’Intercessione

della

Gloriosa Regina delle Vergini,

la Castissima Madre di Dio,

l’Immacolata Concezione,

a San Giuseppe, Suo Castissimo Sposo,

Custode dei Vergini.

Affidiamo tanti fratelli

all’intercessione di Santa Maria Goretti

e San Luigi Gonzaga,

due fulgide stelle di purezza umana.

Amen.



AD JESUM PER MARIAM



”IL DECALOGO è innanzitutto un ' sì ' a Dio,

a un Dio Che ci Ama e ci Guida,

pur lasciandoci liberi

nella nostra più vera e piena libertà”.

- Benedetto XVI -





VIVA IL PAPA


W IL SACERDOZIO


CATTOLICO






Alcune parti dell’articolo sono state tradotte dal blog

" Un Esorcista... oggi "

Da una comunicazione di

Emiliano Poi

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