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Una Vita più Celeste che Terrena

Testimonianza di

San Annibale Di Francia,

amico del

Beato Bartolo Longo,

su

Luisa Piccarreta

 

(A fine articolo, alcuni link per conoscere da vicino San Annibale di Francia, assieme ad alcune testimonianze per approfondire il particolare valore spirituale di Luisa Piccarreta.)

 

"…Essa vuole vivere solitaria, nascosta ed incognita. Per nessun patto al mondo avrebbe posto in scritto le intime e prolungate comunicazioni con Gesù adorabile, dalla più tenera età fino ad oggi, e che seguitano ancora chi sa fino a quando, se Nostro Signore stesso non l’avesse replicatamente obbligata, sia personalmente, sia per mezzo della santa ubbidienza dei suoi Direttori, alla quale si arrende con grande fortezza e generosità, perchè il concetto che essa ha della santa obbedienza le farebbe rifiutare anche un ingresso in Paradiso, come effettivamente avvenne…"

"La sostanza è quest’anima è in una lotta tremenda tra un prepotente amore al nascondimento e l’inesorabile impero dell’Obbedienza, a cui assolutamente deve cedere. E l’Obbedienza vince sempre! E questo costituisce uno dei più importanti caratteri di uno spirito vero, di una virtù solida e provata, poiché si tratta di una quarantina di anni, in cui con la più forte violenza contro sè stessa si sottopone alla gran Signora Ubbidienza che la domina!"

"Quest’anima solitaria è una vergine purissima, tutta di Dio, che appare come oggetto di singolare predilezione del Divin Redetore Gesù. Nostro Signore, che di secolo in secolo accresce sempre di più le meraviglie del suo Amore, pare che di questa vergine, che Egli chiama la più piccola che abbia trovato sulla terra, destituita di ogni istruzione, abbia voluto formarne un istrumento adatto per una missione così sublime, che nessun’altra le si possa paragonare, cioè il trionfo della Divina Volontà sull’universo orbe, in conformita’ con quanto e’ detto nel Pater Noster: "Fiat Voluntas Tua, sicut in Coelo et in terra."

"Questa Vergine del Signore da più di 40 anni, dacché era ancora adolescente, è stata posta a letto come vittima del Divino Amore. Quello è stato letto di una lunga serie di dolori naturali e soprannaturali e di inebriamenti della Carità eterna del Cuore di Gesù. Origine dei dolori, eccedenti ogni ordine di natura, è stata quasi continuamente un’alternata privazione di Dio…"

"Ai patimenti dell’anima si aggiungono anche quelli del corpo, di cui la massima parte allo stato mistico. Senza che nessun segno appaia nelle mani, nei piedi e nel costato o sulla fronte, essa riceve da Nostro Signore stesso una frequente crocifissione. Gesù stesso la stende sopra una croce e le conficca i chiodi. Allora avviene in essa quello che diceva S. Teresa quando riceveva la ferita dal Serafino, cioè un sensibilissimo dolore da farla venir meno e nel tempo stesso un inebriamento di amore."

"Ma se Gesù così non facesse, sarebbe per quest’anima un patire spirituale, immensamente più grande, perchè come la Serafina del Carmelo, dice anch’essa: "O patire o morire". Ecco un altro segno del vero spirito…"

"Dopo quanto abbiamo accennato della lunga continuata dimora di anni in un fondo di letto, nella qualità di vittima, con partecipazione di tanti dolori spirituali e fisici, potrebbe parere che la vista di tale vergine dovrebbe essere qualche cosa di affliggente, come il vedere una persona giacente con tutti i segni di patiti dolori o di attuali sofferenze e simili."

"Eppure qui sta qualche cosa di ammirabile. Questa Sposa di Gesù, che la notte la passa nelle estasi dolorose e nei patimenti di ogni genere, la si vede poi nella giornata mezzo seduta in letto, lavorare di ago e di spillo; e non traspare affatto che la notte abbia tanto sofferto; nulla, nulla di aria sovrannaturale. Invece la si vede in tutto aspetto di una persona sana, lieta, gioviale. Parla, discorre, occorrendo ride, accoglie però poche amiche."

"Talvolta qualche cuore tribolato le si confida, le domanda preghiere. Ascolta benignamente, conforta, ma giammai si avanza a fare da profetessa, giammai una parola che accenni a rivelazioni.

Il gran conforto che essa presenta e’ sempre uno, sempre lo stesso argomento: la Divina Volontà".

Sebbene non possegga alcuna umana scienza, pure e’ dotata in abbondanza di una Sapienza tutta celeste, della Scienza dei Santi. Il suo parlare illumina e consola. Di sua natura non e’ scarsa d’ingegno. Di studi quando era piccola, fino alla prima elementare."

"Una nota del gran distacco di quest’anima da ogni cosa terrena, si e’ l’aborrimento e la costanza di non accettare qualunque dono o in denaro o in altro. Più di una volta, persone che hanno letto "L’Orologio della Passione" – e si è svegliato in loro un senso di sacro affetto per quest’anima solitaria e sconosciuta – mi hanno scritto di volerle inviare del denaro. Ma essa si e’ opposta così recisamente come le avessero fatto un’offesa."

" Il suo vivere e’ molto modesto. Essa possiede poco, vive con una amorevole consanguinea che l’assiste. Il poco che possiede, non bastando per affitto di casa e pel mantenimento indispensabile in questi tristi tempi di caro vivere, essa lavora tranquillamente, come innanzi abbiamo detto, e trae qualche guadagno dal suo lavoro, e del tutto deve fruire specialmente la sua amorevole consanguinea, poiché in quanto ad essa non ha da fare spese per un vestito o per calzature; il suo cibarsi e’ di poche once al giorno, quale le viene presentato dall’assistente, perchè essa non ordina di più e per di più, dopo qualche ora che ha preso lo scarso cibo, lo rimette. Però il suo aspetto non e’ di una morente, ma neanche di una persona perfettamente sana. Eppure non sta inerte, ma consuma le forze, sia con le sovrumane vicende del patire e dell’affaticarsi la notte, sia con il lavoro di giorno. Il suo vivere si riduce quindi quasi ad un miracolo perenne."

"Al suo gran distacco da ogni guadagno che non procacci con le sue mani, si deve aggiungere la sua fermezza di non avere mai voluto accettare un tanto, che di diritto le apparterrebbe come proprietà letteraria sull’edizione e vendita dell’Orologio della Passione. Pressata da me a non rifiutarlo, ha risposto: "Io non ho nessun diritto, perchè il lavoro non e’ mio, ma e’ di Dio."

"Io non passo avanti. La vita e’ più celeste che terrena di questa vergine Sposa di Gesù, che vuol passare nel mondo ignorata e sconosciuta, non cercando che Gesù solo e la Sua Santissima Madre, che essa chiama la Mamma Celeste, la Quale ha preso di quest’anima eletta una particolare protezione."

Cosa distingue Luisa da tutti?

Dalla Introduzione al Libro "Quando la Divina Volontà Regna nell’anima" pubblicato dalla Pia Associazione

Dov’è la singolarità di Luisa, ciò che la distingue da tutte le altre? Diciamolo subito e con parole semplici: è la prima a vivere nella Divina Volontà, a imitazione perfetta della Umanità di Nostro Signore: "Il mio cibo è fare la Volontà del Padre mio"…e a imitazione perfetta della Santissima Vergine: "Fiat Mihi"…

I Santi e la Chiesa hanno conosciuto finora la conformità alla Volontà di Dio, il pieno abbandono, e fino l’unione alla Volontà di Dio. Potremmo prendere come esempi di questo, i concetti di San Francesco de Sales o di San Vincenzo di Paolo, fra tanti, nella seguente espressione: "Svuotarsi di se stesso e unire la propria volontà così totalmente a Dio che ci risulta più che una con la Sua…" Potremmo dire, questo è il punto più elevato. E qual’è la differenza tra la dottrina di Luisa e questa unione di volontà? Prenderemo la risposta dagli scritti di Luisa. Nel Volume 14, il 6 Ottobre 1922, di fronte alla domanda di Luisa di come fosse possibile che essa era la prima a vivere nel Divin Volere dopo tanti secoli e tanti Santi che la Chiesa ha avuto, Nostro Signore le dice:

…" E poi, e’ tanto vero che ho chiamato te per prima, che a nessun altra anima, per quanto a Me cara, ho manifestato il modo di vivere nel mio Volere, gli effetti di Esso, le meraviglie ed i beni che riceve la creatura operante nel Volere Supremo.

Riscontra quante vite di Santi vuoi, o libri di dottrine; in nessuno troverai i prodigi del mio Volere operante nella creatura e la creatura operante nel Mio. Al più troverai la rassegnazione, l’unione dei voleri, ma il Volere Divino operante in essa, ed essa nel Mio, in nessuno lo troverai. Ciò significa che non era giunto il tempo in cui la mia Bontà doveva chiamare la creatura a vivere in questo stato sublime. Anche lo stesso modo come ti faccio pregare non si riscontra in nessun altro…"

In altre parole, dalla unione dei voleri già conosciuto per alcuni Santi, Luisa passa alla attività della unione, alla attività e vita della creatura nella Divina Volontà, i suoi effetti, etc.

Tutta questa nostra affermazione, il lettore la potrà corroborare se legge gli scritti senza pregiudizio e "con la mente aperta alla luce della Verità"; se non è cosi, "non capirà nulla" (Volume 12, 29 Gennaio, 1919).

Jose’ Luis Acuña R.

 

La mistica Luisa Piccarreta

 

 

Il grandioso Progetto di Dio

(Da un articolo di Alfonso Marzocco -2010-)

 

Come anche ci illustra la Divina Commedia con i suoi gironi, cornici e cieli, l’uomo può scegliere di votarsi al male o al bene secondo diversi gradi o modi. Può votarsi al male ignorando la Volontà di Dio, trascurandoLa, disconoscendoLa, opponendosi ad Essa. Così può votarsi al bene: rassegnandosi alla Volontà di Dio, accettandola semplicemente, conformandosi o unendosi ad Essa. Nel secolo scorso la serva di Dio Luisa Piccarreta ha insegnato un modo nuovo di fare la Volontà di Dio.

Luisa Piccarreta è nata a Corato, in provincia di Bari, il 23 Aprile 1865. Fin dalla più tenera età ebbe visioni e fu tormentata dallo spirito del male. Nella solitudine ricorreva alla preghiera, implorando incessantemente la Vergine Santissima di essere liberata da tali sofferenze. La sua prima infanzia trascorse così, afflitta e malinconica, nemmeno allietata dai semplici ed innocenti giochi che fanno solitamente i bimbi. La Divina Provvidenza la conduceva per tali sentieri misteriosi in modo che Luisa non conobbe nessuna gioia, fuorché Dio e la Sua Grazia. Infatti il Signore le dirà un giorno: «Senti, Io girai e rigirai la Terra, guardai una per una tutte le creature per trovare la più piccola fra tutte; fra tanti trovai te, la più piccola fra tutte, la tua piccolezza mi piacque e ti scelsi, ti affidai ai Miei Angeli affinché ti custodissero, non per farti grande, ma perché custodissero la tua piccolezza, ed ora voglio incominciare la grande opera del compimento della Mia Volontà. Né con ciò ti sentirai più grande, anzi la Mia Volontà ti farà più piccola e continuerai ad essere la piccola figlia del tuo Gesù, la piccola figlia della Mia Volontà» (volume XII, 23 Marzo, 1921) (1).

«La voce di Gesù portava Luisa al distacco completo di se stessa da tutti e da tutto; a tale scopo, le diede come modello la vita umile, occulta e silenziosa della Divina Famiglia di Nazareth. A tredici anni Luisa, mentre si trovava in casa, sentì un chiasso enorme che veniva dalla strada, incuriosita si affacciò al balcone. Una terribile visione si presentò davanti ai suoi occhi: la strada era affollatissima di gente, che inveiva, di soldati armati che, frenando la folla, conducevano tre prigionieri e, tra questi, Luisa riconobbe Gesù, che portava la croce sulle spalle. Afflitta e terrorizzata Luisa contemplava questo triste corteo, ma quando il Divino Condannato fu sotto il suo balcone alzò il capo e disse: "Anima, aiutami!" A quella scena Luisa lanciò un grido e perdette i sensi.

Fu questo avvenimento straordinario che segnò per Luisa una svolta decisiva nella sua vita, perché fu in quel giorno che accettò il suo stato di vittima in espiazione per i peccati degli uomini» (2).

Qualche anno dopo, ancora adolescente, accettò di vivere come vittima del Divino Amore, crocifissa in un letto per oltre sessant’anni, umile e nascosta terziaria domenicana. Ma quello di vittima di espiazione, per riparare con la sua vita e la sua sofferenza i peccati dell’umanità, efficace e continuo parafulmine presso la Divina Giustizia, non fu il suo solo ufficio.

In questo primo ufficio, Luisa si trova in compagnia di molte altre anime. Nel secondo, Luisa ha un compito inedito, unico e irripetibile: ricevere e vivere le meravigliose verità che riguardano la Divina Volontà, per poi trasmetterle alla Chiesa. Con lei inizia una nuova generazione di figli della Luce, i figli della Sua Divina Volontà, come le dice Gesù. Con lei incomincia una catena d’amore, una catena di anime chiamate a vivere nella Divina Volontà.

Gesù stesso le spiegò che, come un’altra Sua Umanità, lei aveva i Suoi stessi uffici: «Diletta mia, finora hai occupato presso di Me l’ufficio che ebbe la Mia Umanità in Terra. Ora voglio cambiarti l’ufficio, dandotene un altro più nobile, più vasto: voglio darti l’ufficio che tenne la Mia Volontà nella Mia Umanità. Vedi com’è più alto, più sublime? La Mia Umanità ebbe un principio, la Mia Volontà è eterna; la Mia Umanità è circoscritta e limitata, la Mia Volontà non ha limiti né confini, è immensa. Ufficio più nobile e distinto non potevo darti» (17 Marzo 1921).

«Figlia Mia, non temere: non ti ricordi che occupi doppi uffici, uno di vittima, e l’altro ufficio più grande, di vivere nel Mio Volere, per ridarMi la Gloria completa di tutta la Creazione?» (20 Settembre 1922).

Per questo Gesù le disse: «La tua missione è grande, perché non si tratta della sola santità personale, ma si tratta di abbracciare tutto e tutti e preparare il Regno della Mia Volontà alle umane generazioni» (22 Agosto 1926).

 


Il Santo Annibale Maria Di Francia scrisse di lei: «Nostro Signore, che di secolo in secolo accresce sempre di più le meraviglie del Suo Amore, pare che di questa vergine, che Egli chiama la più piccola che abbia trovato sulla Terra, destituita da ogni istruzione, abbia voluto formare uno strumento adatto per una missione così sublime, che nessun’altra le si possa paragonare, cioè il trionfo della Divina Volontà sull’Universo orbe, in conformità con quanto è detto nel Pater Noster: “fiat voluntas Tua, sicut in Coelo et in Terra”».

Gesù stesso le rivela che lei, la più piccola delle creature, ignorante ed incolta - non aveva terminato la seconda elementare - avrebbe dato inizio ad una nuova spiritualità: vivere il Volere Divino operante nella creatura ed essa nel Volere di Dio: «In tutte le santità ci sono stati sempre i Santi che per primi hanno avuto l’inizio di una specie di santità; sicché ci fu il Santo che iniziò la santità dei penitenti, l’altro che iniziò la santità dell’ubbidienza, un altro quella dell’umiltà, e così di tutto il resto delle altre santità. Ora l’inizio della santità del vivere nel Mio volere voglio che sia tu»

(Luisa Piccarreta, volume XII, 27 Novembre 1917).

A Luisa, che protestava dicendo: «Amor mio, Gesù, possibile che dopo tanti secoli di vita della Chiesa, che ha messo fuori tanti santi (e molti di questi hanno fatto stupire Cielo e Terra con le loro virtù e meraviglie che hanno operato), non dovevano questi operare tutto nel Divino Volere, in modo da formare questo piano divino che Tu dici? Stavi aspettando proprio me, la più inabile, la più cattivella ed ignorante, per fare ciò? Pare proprio incredibile!».

Gesù le replica: «Senti, figlia Mia, la Mia Sapienza ha mezzi e vie che l’uomo ignora e che è obbligato a piegare la fronte ed adorarLa in muto silenzio, e non sta a lui dettarmi legge, chi debbo scegliere e il tempo opportuno che la mia bontà dispone. Poi, dovevo prima formare i Santi che dovevano rassomigliarMi e copiare in modo più perfetto, per quanto a loro è possibile, la Mia Umanità e questo l’ho già fatto. Ora la Mia Bontà vuole passare oltre e vuol dare in eccesso più grande Amore, perciò voglio che entrino nella Mia Umanità e copino ciò che faceva l’Anima della Mia Umanità nella Divina Volontà. Se i primi hanno cooperato alla Mia Redenzione per salvare le anime, per insegnare la legge, per sbandire la colpa, limitandosi nei secoli in cui sono vissuti, i secondi passeranno oltre, copiando ciò che faceva l’Anima della mia Umanità nella Divina Volontà, abbracceranno tutti i secoli, tutte le creature e, elevandosi su tutti, metteranno in vigore i diritti della Creazione che spettano a Me e che riguardano le creature, portando tutte le cose alla prima origine della Creazione e allo scopo per cui la Creazione uscì. Tutto è ordinato in Me; se la Creazione la misi fuori, deve ritornarmi ordinata, come uscì dalle Mie Mani. Già il primo piano degli atti umani cambiati in Atti Divini nel Mio Volere fu fatto da Me. Tutto ciò lo lasciai come sospeso e la creatura nulla seppe, meno che la Mia cara e indivisibile Madre, poiché era necessario così. Se l’uomo non sapeva la via, la porta, le stanze della Mia Umanità, come poteva entrarvi dentro e copiare ciò che Io facevo? Ora è giunto il tempo che la creatura entri in questo Piano e vi faccia anche del suo nel Mio. Che meraviglia è che ho chiamato te per prima? E poi, è tanto vero che ho chiamato te per prima, che a nessun’altra anima, per quanto a Me cara, ho manifestato/il modo di vivere nel Mio Volere,/gli effetti di Esso, le meraviglie e i beni che riceve la creatura operante nel Volere Supremo.

Riscontra quante vite di Santi vuoi, o libri di dottrina: in nessuno troverai i prodigi del Mio Volere operante nella creatura e la creatura operante nel Mio. Al più troverai la rassegnazione, l’unione dei voleri, ma il Volere Divino operante in essa ed essa nel Mio, in nessuno lo troverai. Ciò significa che non era giunto il tempo in cui la mia bontà doveva chiamare la creatura a vivere in questo stato sublime. Anche lo stesso modo come ti faccio pregare non si riscontra in nessun altro. Perciò sii attenta: la Mia Giustizia lo vuole esigere, il Mio Amore delira; perciò la Mia Sapienza dispone tutto per ottenere l’intento. Sono i diritti, la Gloria della Creazione, ciò che vogliamo da te» (volume XIV, 6 Ottobre 1922).

Senza voler anticipare il giudizio della Chiesa, di cui conosciamo però i prodromi, avendola proclamata Serva di Dio e avendo dato inizio al processo di canonizzazione, il Padrone di Casa non può forse scegliere i modi ed i tempi per portare a compimento il Piano Divino, il Proprio Piano?

Del resto sono molti i passi delle Sacre Scritture che, alla luce degli scritti di Luisa, acquistano un nuovo significato: San Paolo già annunciava «Io vivo, ma non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me. (Galati 2,20).

Gesù, nel Vangelo, così afferma i Suoi diritti: «Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del Regno dei Cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche"» (Matteo 13, 52).

La Serva di Dio Luisa non scrisse per amore di scrittura o per amore di Protagonismo, anzi fu estremamente restìa a dettare o a mettere per iscritto il frutto delle sue prolungate notturne contemplazioni, dei suoi amorosi dialoghi con il suo sposo Gesù. Cedette solo all’obbedienza dei suoi confessori, primo tra i quali il sacerdote don Gennaro De Gennaro, delegato dall’Arcivescovo di Trani, Monsignor De Stefano (1898-1906): questo Sacerdote, intuendo il lavorìo interno di Dio su quest’anima, le ordinò categoricamente di mettere per iscritto tutto ciò che la Grazia Divina operava in lei. Nonostante sapesse appena leggere e scrivere, Luisa Piccarreta cominciò a scrivere il suo diario il 28 Febbraio 1899, che consiste in un manoscritto raccolto in 36 volumi. L’ultimo capitolo fu scritto il 28 Dicembre 1938, quando le fu ordinato di non scrivere più. L’ortodossia dei suoi scritti fu vagliata da un Santo: Padre Annibale Maria Di Francia (Messina, 1890 - 1927), suo confessore, promotore delle prime pubblicazioni e censore de L’Orologio della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo e dei primi diciannove volumi del suo diario spirituale. Padre Annibale, proclamato Santo nel 2004, diede il Nulla osta per i primi 19 volumi, al quale si aggiunse l’Imprimatur dell’Arcivescovo Monsignor Giuseppe Maria Leo e, proprio in spirito di obbedienza, come aveva cominciato a scrivere così smise.

Nel 1938 tre dei suoi scritti furono messi all’Indice (3); quando seppe della condanna del Sant’Uffizio, Luisa si sottomise subito al giudizio dell’autorità della Chiesa, consegnando all’incaricato romano tutti i diari manoscritti (ed ancora oggi conservati negli archivi vaticani) e riprovando lei stessa gli scritti pubblicati, anche senza saperne i motivi, che non furono mai esplicitati. Le richieste di chiarimenti, per togliere ciò che la Suprema Congregazione del Sant’Uffizio considerasse contrario alla sana dottrina della fede, per poter così continuare le pubblicazioni che tanto bene facevano, non furono accolte, forse perché, in realtà, niente c’era di non conforme alla Fede Cattolica! Talvolta, però, il ‘diavolo’ dimentica i coperchi e, nel 1991, con la beatificazione di Padre Annibale Maria di Francia, furono approvati dalla Santa Madre Chiesa i suoi scritti, tra cui le Prefazioni alle Opere di Luisa Piccarreta, che lo stesso Santo aveva pubblicato ed approvato con il suo Nihil obstat. In questo modo, Monsignor Giuseppe Carafa poté impostare il Processo di Beatificazione di Luisa Piccarreta, che iniziò ufficialmente il 20 Novembre 1994, Festa di Cristo Re.

Il 30 Gennaio del 1996, dopo 58 anni, furono resi disponibili gli scritti di Luisa. Alcuni tra i membri del Tribunale della Causa di Beatificazione di Luisa Piccarreta ebbero l’autorizzazione dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede di fare copie degli scritti originali, che si trovavano negli Archivi Segreti Vaticani e, così, di potersene servire.

L’Arcivescovo Monsignor Cassati ebbe l’autorizzazione dall’allora Cardinale Joseph Ratzinger per ottenere fotocopia dei trentasei quaderni autografi della serva di Dio - ritirati nel 1938 dal suddetto Dicastero - e nominò alcuni insigni teologi per il riesame di tali scritti, per un giudizio sull’ortodossia del pensiero di Luisa, da allegare agli atti processuali. Il 29 Ottobre 2005, con una solenne cerimonia nella Chiesa Matrice di Corato, l’Arcivescovo di Trani, Monsignor Giovanni Battista Pichierri, concluse la fase diocesana della Causa di Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio, trasmettendo gli Atti al competente Dicastero della Santa Sede per il prosieguo dell’iter canonico.

Nel ventesimo secolo, saeculus horribilis, gli scritti di mistiche come Santa Faustina Kowalska, Maria Valtorta e Luisa Piccarreta sono stati posti all’indice, potremmo dire in maniera surrettizia. Tali Mistiche hanno sempre dimostrato la loro ubbidienza alla Chiesa in maniera eroica. Gli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta, di cui ci occupiamo, avevano già superato il giudizio dell’Arcivescovo di Trani e di un Censore della levatura di un Santo, ma, nonostante tutto, furono messi all’indice e dimenticati nell’Archivio dell’ex Santo Uffizio.

Certamente le sue “meditazioni” mettevano in cattiva luce i giudei - basta, per esempio, leggere L’Orologio della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, scritto per ubbidienza a Sant’Annibale, in cui Pilato cerca in ogni modo di salvare Gesù, ma poi, per debolezza ed ambizione, cede alla pertinacia dei Sinedriti (4) -.

La Divina Provvidenza ha permesso che le sue rivelazioni abbiano continuato a portare frutto, infatti sono molti i figli spirituali di Luisa Piccarreta che seguono la spiritualità indicata dalla Serva di Dio.

Tanti anelli, ora, stanno costruendo la Catena d’Amore delle anime chiamate a vivere nella Divina Volontà. Tra questi, ve ne uno, che si firma «un miserabile peccatore». Egli, credo, è andato non molto lontano dal comprendere il Grandioso Progetto del Padre: «... vivendo nella Sua Volontà ogni cosa compiuta da Gesù in noi è come se l’avessimo veramente compiuta noi, ma ogni Sua Azione in noi compiuta ed ogni più piccolo frammento di Essa ha "valore infinito"; così accetta queste azioni e questi frammenti di infinito da Lui compiuti in noi, come se noi, non Lui, fossimo stati capaci di "generare" valori infiniti. Questo è il Vertice della realizzazione del "Grandioso Progetto del Padre" nelle Sue creature.

Ogni azione, realizzata in tal modo, è la sola che dà Gloria al Padre; ma la realizzazione di questa Opera perfetta può avvenire solo se consumata nella Comunione con il Cristo, perché solo Lui può realizzare questo meraviglioso miracolo d’Amore Divino» (5).

Alfonso Marzocco

 


Il grandioso Progetto di Dio

1) Luisa Piccarreta, Diario autobiografico, 36 Volumi, da Gesù intitolati: «Il Regno della mia Divina Volontà in mezzo alle creature. Libro di Cielo. Il richiamo della creatura nell’ordine, al suo posto e nello scopo per cui fu creata da Dio».

2) Bernardino Giuseppe Bucci, Luisa Piccarreta: La Piccola Figlia della Divina Volontà, Trinitapoli, 1980.

3) L’Orologio della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, con aggiunta un

Trattato sulla Divina Volontà; Nel Regno della Divina Volontà (era un

riassunto dei primi quattro volumi); La Regina del Cielo nel Regno della Divina Volontà.

4) Sedicesima Ora: «Egli (Pilato), nel vederTi così malamente ridotto e vestito da pazzo e che neppure Erode Ti ha condannato, resta più indignato contro i giudei e si convince maggiormente della Tua innocenza e di non condannarTi. Ma volendo pure dare qualche soddisfazione ai giudei, quasi per smorzare l’odio, il furore, la rabbia e la sete ardente che hanno del Tuo Sangue, Ti propone alla loro scelta insieme con Barabba…».

5) Il Grandioso Progetto del Padre (primo libretto), quarta edizione,

www.ilgrandiosoprogettodelpadre.it

http://www.effedieffe.com/index.php?view=article&catid=23&id=34112%3Ail-grand... 29/12/2010

 

PIA ASSOCIAZIONE LUISA PICCARRETA,
"Piccoli Figli della Divina Volonta'
"

DECRETO DI APPROVAZIONE CANONICA
della Pia Associazione, Luisa Piccarreta

SPIRITO E MISSIONE
DELLA PIA ASSOCIAZIONE LUISA PICCARRETA

La Pietruzza Angolare

Indirizzo del Sito dell'Ufficio Diocesano
"Serva di Dio Luisa Piccarreta"
ARCIDIOCESI DI TRANI-BARLETTA-BISCEGLIE

http://www.piccarreta.net/

 

Di seguito i link per approfondire la conoscenza di San Annibale e di Luisa Piccarreta

Padre Annibale, il Prete dei poveri: http://www.youtube.com/watch?v=mvp1YBhyIYk

Un episodio realmente accaduto nella vita di Sant'Annibale Maria Di Francia, fondatore dei Padri Rogazionisti e delle Suore Figlie del Divino Zelo: http://www.youtube.com/watch?v=7m3tRkGifVw

[Luisa Piccarreta] Sulla Divina Volonta' (Vol.17): http://www.youtube.com/watch?v=XByGV8bVd2w

Luisa Piccarreta - Infanzia e Fanciullezza - 2° Parte: http://www.youtube.com/watch?v=7r4PeWBBZqo

Luisa Piccarreta e la Divina Volontà nel ricordo di Adriana Pallotti, di Modena, una figlia spirituale di Padre Pio e apostola della Divina Volontà, che ne parla in San Giovanni Rotondo: http://www.youtube.com/watch?v=6hj7TElAEzc

Documentary about the Servant of God Luisa Piccarreta (Foto e testimonianza del funerale di Luisa Piccarreta):

http://www.youtube.com/watch?v=uF-E6PSREPQ

 

 

 

 

 

 

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