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 GLI ULTIMI TEMPI


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A fine pagina:

Come è nata la preghiera

a

San Michele Arcangelo.


 

 

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Il Messaggio

della 

MADONNA di LA SALETTE

  

Se osserviamo con attenzione il mondo che ci circonda, non possiamo sottovalutare il grave problema che sta attraversando la Chiesa post-conciliare. In realtà, l'apostasia è così diffusa che non possiamo non rifarci alle parole che la Madonna pronunciò a La Salette il 19 Settembre 1846:

“Tremate terra e voi che fate professione di adorare Gesú Cristo e che dentro di voi adorate solo voi stessi; tremate perché Dio sta per consegnarvi al Suo 'nemico', perché i luoghi santi sono nella corruzione, molti conventi non sono piú le Case di Dio, ma i pascoli di Asmodeo e dei 'suoi'. Sarà durante questo tempo che nascerà l'anticristo da una religiosa ebrea, da una ‘falsa vergine’ che sarà in comunicazione con il ‘vecchio serpente’, il padrone dell'impurità; suo padre sarà Vescovo, […] Roma perderà la Fede e diventerà la sede dell'anticristo. I 'demoni' dell'aria con l'anticristo faranno dei grandi prodigi sulla terra e nell'aria e gli uomini si pervertiranno sempre piú. […] Dio avrà cura dei Suoi fedeli servitori e degli uomini di buona volontà; il Vangelo sarà predicato dappertutto, tutti i popoli e tutte le nazioni conosceranno la verità. […] Io chiamo i veri imitatori di Cristo fatto Uomo, il solo e vero Salvatore degli uomini; Io chiamo i miei figli , i miei veri devoti […] Andate e mostratevi come i miei cari figli; Io sono con voi e in voi purché la vostra fede sia la Luce che vi illumina in questi giorni di disgrazia. Che il vostro zelo vi renda come gli affamati per la gloria e l'onore di Gesú Cristo. Combattete, figli della Luce, voi, piccolo numero che ci vedete, perché ecco il tempo dei tempi, la fine delle fini. La Chiesa sarà eclissata, il mondo sarà nella costernazione.

La parte di messaggio che riportiamo, è una traduzione del testo approvato in lingua francese, come riportato nel libro Bénédictions et malédictions, prophéties de la révélation privée di JEAN VAQUIÉ, Dominique Martin Morin Editore, 1987, che, a sua volta, fa riferimento a M. CALVAT, L'apparition de la Très Sainte Vierge sur la montagne de La Salette, Imprimatur: Mgr. Zola, Lecce (Italia), 15 Novembre 1879, Roma, 1922, Societé St-Augustin.

 

 

 

 

 

 

Dai Quaderni

di

Maria Valtorta

  

16 Settembre 1943 - I Quaderni del 1943 - ed. CEV.

 

Dice Gesù:

«Non è nel senso con cui tu lo intendi. Verrà l’ora della pace e del perdono anche per voi Italiani, verrà l’ora in cui tornerete a stringere alleanza con il Signore, dopo essere stati nelle mani di Satana, che vi ha strapazzati come foste una matassa di filo nelle mani di un pazzo furente. Ma le parole di Gioele (cap. II, v. 18-32) non sono dette particolarmente per questo o per quel popolo.

Esse sono per il mio popolo, per il popolo dell’Unico, Vero, Grande Re: del Signore Iddio vostro, Uno e Trino, Creatore e Redentore del genere umano. Quel periodo di benessere di cui parla Gioele è l’anticipato annunzio di quanto molto tempo dopo parla Giovanni nella sua Apocalisse.

Dopo le guerre tremende che Satana avrà portato alla Terra, attraverso il suo Messo di tenebre, l’Anticristo, verrà il periodo della tregua in cui, dopo avervi mostrato con la cruenta prova di che 'doni' può esser autore Satana, cercherò di attirarvi a Me colmandovi di Doni Miei.

Oh! i miei Doni! Saranno la vostra dolcezza! Non conoscerete fame, stragi, calamità. I vostri corpi e più le vostre anime saranno pasciute dalla mano Mia, la Terra sembrerà sorgere per una seconda creazione, tutta nuova nei sentimenti che saranno di pace e concordia fra i popoli e di pace fra Cielo e Terra, perché farò dilagare su voi lo Spirito Mio che vi penetrerà e vi darà la vista soprannaturale dei decreti di Dio.

Sarà il Regno dello Spirito. Il regno di Dio, quello che voi chiedete - e non sapete ciò che chiedete perché non riflettete mai - con il Pater Noster. Dove volete che avvenga il Regno di Dio se non nei vostri cuori? È da lì che deve iniziarsi il Regno Mio sulla Terra. Regno grande, ma sempre limitato.

Dopo verrà il Regno senza confini né di Terra, né di tempo. Il Regno Eterno che farà di voi degli eterni abitatori dei Cieli, poiché, è naturale, Io parlo a coloro che sono Miei sudditi e non ai reprobi che hanno già il loro 're orrendo': Satana.

Il vostro Dio opererà tutti i prodigi per attirare a Sé il maggior numero di viventi, perché Io sono Dio di Misericordia, di Perdono e di un Amore così infinito che per quanto possiate studiarvi e comprenderne la misura non lo potete fare. Quello che voi credete sia l’infinità del Mio Amore per voi, è come sassolino minuto del greto di un rio rispetto ad una intera catena montana, le cui basi dividono i continenti e le cui cime si fasciano nelle nubi.

Ma credi tu che tanti prodigi di Amore e tante Luci di Spirito convertiranno gli uomini al loro Dio Eterno? Disilluditi.

Se verso poveri animali, privi di ragione, Io usassi le cure che userò con voi per i bisogni dei vostri corpi ? solo queste ? essi animali, con i loro linguaggi informi, loderebbero Me dall’alba al tramonto e, se sapessero dove trovarMi, si partirebbero da tutte le parti del globo per venire a ringraziare il loro benefico Tutore. Ma gli uomini no.

Nella quasi totalità, assolutamente sordi alle voci e ai Doni Spirituali e, quasi del tutto, sordi ai doni corporali; in luogo di riconoscere la Mia Bontà e di amarMi per riconoscenza, approfitteranno del benessere che darò loro per discendere sempre più nell’abisso, che a loro piace, dove, come immonde bestie in un pantano, si avvoltolano e li attendono ciò che seduce i nove decimi dell’umanità: libidine, lussuria, frode, violenza, ladrocinio, eresia, superstizione e altre corruzioni del senso e della mente, tanto orrende che pare impossibile agli onesti possano essere vere, ma vere sono e fanno arrossire i Cieli e sollevare con moto di sdegno la Nostra Divinità.

Non la paterna elargizione di doni e non i terrorizzanti segni del Cielo saranno capaci di fare dei viventi, in quel tempo, dei figli di Dio; allora verrà il Mio giorno grande e terribile.

Non giorno di ventiquattro ore; il Mio tempo ha diversa misurazione. È detto “giorno” perché nel giorno si opera, e Io in quel tempo opererò. Opererò l’estrema selezione dei viventi sulla Terra, ed essa avverrà nell’ultimo scatenamento di Satana.

Allora si vedranno coloro che hanno in essi il Regno di Dio, e coloro che hanno il regno di Satana, poiché questi ultimi con bocca, atti, e soprattutto con cuore blasfemo, commetteranno gli ultimi spregi alla Mia Legge e gli estremi sacrilegi verso Dio; mentre i primi, i figli e sudditi del Signore - mentre l’ultima battaglia percuoterà la Terra con un orrore indicibile - si aggrapperanno alla Mia Croce, invocheranno il Mio Nome che salva, e la Mia venuta di Giudice non li atterrirà, ma anzi sarà il loro giubilo, poiché i fedeli sono i salvati, quelli che Gioele chiama gli “avanzi” del Signore, ossia coloro che restano al Signore dopo le rapine di Satana.

Benedetti, Benedetti, Benedetti in Eterno questi Miei figli. Di loro è l’Eterno Paradiso. Uniti ai fedeli al Signore di tutti i tempi, possederanno Iddio il cui possesso è Beatitudine Eterna.»


Dato che stamani pareva che Gesù mi lasciasse in riposo, dopo aver detto il “Veni, Sancte Spiritus”, come è mia abitudine, ho aperto a caso la Bibbia. Mi è capitato il II° capitolo del libro di Gioele, e precisamente i versetti che vanno dal numero 18 al numero 32.

Io davo a quelle parole una interpretazione quale il mio cuore di italiana la sogna con tutte le sue forze; ma Gesù me ne spiega un ben più alto significato... a Maria asinella lo scrive dicendo a se stessa che solo il Signore è Sapiente.

 

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Come è nata la Preghiera

a

San Michele Arcangelo


Il 20 Febbraio 1878, al termine di un conclave durato solo 36 ore, il cardinale Gioacchino Pecci fu eletto papa e prese il nome di Leone XIII (1810- 1903).

Molte persone, oggi anziane, ricordano che, prima della Riforma liturgica del Concilio Vaticano II, il celebrante ed i fedeli, alla fine di ogni Santa Messa, si mettevano in ginocchio per recitare una preghiera alla Madonna ed una al Principe degli Angeli, scritta dal Papa Leone XIII, che diceva:

 

SAN MICHELE ARCANGELO, DIFENDICI NELLA BATTAGLIA CONTRO LE MALVAGITÀ E LE INSIDIE DEL DEMONIO, SII NOSTRO AIUTO. TI PREGHIAMO SUPPLICI: CHE IL SIGNORE LO COMANDI!

E TU, PRINCIPE DELLE MILIZIE CELESTI, CON LA POTENZA CHE TI VIENE DA DIO, RICACCIA NELL’INFERNO SATANA E GLI ALTRI SPIRITI MALIGNI CHE SI AGGIRANO PER IL MONDO A PERDIZIONE DELLE ANIME. AMEN”.



 Papa Leone XIII


Uno dei segretari di Leone XIII, padre Domenico Penchenino, scrisse sull’origine di tale preghiera a San Michele Arcangelo, raccontando: “Non ricordo l’anno preciso. Un mattino il grande pontefice Leone XIII aveva celebrato la Santa Messa e, come al solito, stava assistendone ad un’altra di ringraziamento.

Ad un tratto lo si vide drizzare energicamente il capo, poi fissare intensamente qualche cosa, al di sopra della testa del celebrante. Guardava fisso, senza batter palpebre, ma con sul suo volto un senso di terrore e di meraviglia, cambiando i colori ed i lineamenti. Qualcosa di strano, di grande, avveniva in lui.

Finalmente, come rinvenendo in sé, dando un leggero ma energico tocco di mano, si alza e lo si vede avviarsi verso il suo studio privato. I familiari ed il seguito, con premura ed ansiosi, seguendolo gli chiedono sommessamente:

Santo Padre, non si sente bene? Ha bisogno di qualcosa?

Risponde:

Niente, niente.

Dopo circa una mezz’ora fa chiamare il segretario della Congregazione dei Riti e, porgendogli un foglio, gli ingiunge di farlo stampare e di farlo avere a tutti gli Ordinari del mondo.

Che cosa conteneva?

La preghiera che recitiamo al termine della invocazione al Principe delle Milizie Celesti, implorando Dio affinché ricacci Satana all’Inferno”.

Il cardinale Nasalli Rocca, a tal riguardo, testimoniò: “Leone XIII scrisse egli stesso quella preghiera. La frase “i demoni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime” ha una spiegazione storica, a noi più volte riferita dal suo segretario particolare, mons. Rinaldo Angeli. Leone XIII ebbe veramente la visione degli ‘spiriti infernali’ che si addensavano sulla Città Eterna e, da quella esperienza, scaturì la Preghiera che volle far recitare in tutta la Chiesa. Non solo, ma scrisse di sua mano uno speciale esorcismo contenuto nel Rituale Romano. Questi esorcismi egli li raccomandava ai vescovi ed ai sacerdoti di recitarli spesso nelle loro diocesi e parrocchie. Egli lo recitava spessissimo durante il giorno”.

E’ triste dover constatare che proprio oggi, nel primo decennio del terzo Millennio, in un tempo in cui è più che mai urgente fare appello all’Arcangelo Michele in difesa della Santa Madre Chiesa contro i nemici diabolici, all’interno o all’esterno di essa, vi è un grande decadimento della devozione a San Michele.

Nel 1987 Giovanni Paolo II, in visita al Santuario di San Michele Arcangelo, sul monte Gargano, ebbe a dire:

“Questa lotta contro il ‘demonio’, che contraddistingue la figura dell’Arcangelo Michele, è attuale anche oggi, perché il ‘demonio’ è tuttora vivo e operante nel mondo. In questa lotta, l’Arcangelo Michele è a fianco della Chiesa per difenderla contro le tentazioni del secolo, per aiutare i credenti a resistere al ‘demonio’ che come leone ruggente va in giro cercando chi divorare”.

Nel 1994, il Papa ebbe a dire, riguardo alla famosa preghiera a San Michele:

“Anche se oggi questa preghiera non viene più recitata al termine della Celebrazione Eucaristica, invito tutti a non dimenticarla, ma a recitarla per ottenere di essere aiutati nella battaglia contro le ‘forze delle tenebre’ e contro lo ‘spirito di questo mondo’ ”.

L’associazione cattolica “Milizia di San Michele Arcangelo” che ha la sua sede centrale presso la parrocchia di Santa Maria la Nova, nel comune di Campagna, in provincia e diocesi di Salerno, in questi mesi ha spedito migliaia di cartoline al Santo Padre Benedetto XVI, chiedendo umilmente al Santo Padre di indire un anno, in tutta la Chiesa, in onore di San Michele e di rimettere in obbligo di nuovo, dopo la Santa Messa, l’invocazione di Papa Leone XIII all’Arcangelo San Michele.

 






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