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PUBBLICHIAMO

 ARTICOLI, NOTIZIE O LETTERE

DI INTERESSE GENERALE,

PER I LORO CONTENUTI

DI CARATTERE ETICO,

RELIGIOSO ED INFORMATIVO.



CHI VOLESSE LEGGERE

I CONTENUTI DI ALCUNE LETTERE

GIUNTE IN REDAZIONE

CLICCHI SULLA PAGINA


I LETTORI CI SCRIVONO



Abbiamo pubblicato,

tra le varie lettere ricevute,

alcune interessanti notizie

sia sulla omosessualit

che sul fenomeno della zoorastia;

le lettere sono incluse in articoli

che possono essere letti tra le Varie,

sulla sinistra di questo sito,


IRRIVERENZE VERSO IL SACRO


I lettori ci scrivono


o alla voce


L A   N O R M A L E   A N O R M A L I T A'



Altri argomenti di spiritualit

e di ascetica

sono distribuiti in diverse pagine,

come


LA MADONNA

ED IL SACRAMENTO DEL PERDONO


oppure


SOLDATI DI CRISTO RE

 

PENSIERI ASCETICI

 


ecc. .

 

 




Ringraziamo tutti coloro

che collaborano

inviandoci i loro scritti,

con le loro originali notizie

e gli Editoriali.

 

 




LE RISPOSTE ALLE DOMANDE

SARANNO SEMPRE

DI CARATTERE PRIVATO

E PER VIA E-MAIL.

 


GRAZIE




Riceviamo da un ns. lettore un articolo che, di seguito, pubblichiamo volentieri.


Il catto-laicismo minaccia la Chiesa

di Riccardo Cascioli

09-05-2015

Un fenomeno gravissimo caratterizza la Chiesa del nostro tempo: il cedimento totale alla mentalit catto-laicista, anche perch stiamo accettando che siano i mass media laicisti a definire limmagine della Chiesa, del prete, di una autentica pastoralit. Non fa sconti alla verit monsignor Luigi Negri, neanche in questi giorni di festa che lo vedranno chiudere questa sera con una solenne messa pontificale nella cattedrale di Ferrara, i festeggiamenti per il X anniversario della sua ordinazione episcopale. Dieci anni sono un soffio, ma se guardiamo indietro non possiamo non riconoscere che molto cambiato in questi dieci anni: nella Chiesa, in Italia, nel mondo.

Monsignor Negri, lei stato nominato vescovo di San Marino-Montefeltro il 17 Marzo del 2005, una delle ultime nomine di San Giovanni Paolo II, morto appena 16 giorni dopo. In questi dieci anni ha perci conosciuto ben tre Papi. Potrebbe dirci il tratto essenziale di ciascuno dei tre? Cominciamo da San Giovanni Paolo II.
San Giovanni Paolo II stato uno dei pi grandi evangelizzatori nella storia della Chiesa moderna e contemporanea. Con lui ho avuto la percezione lucidissima che si apriva una fase nuova nel rapporto tra Chiesa e mondo. Voglio ricordare lo straordinario intervento che fece nellOttobre 1980, al convegno su Evangelizzazione e ateismo in cui disse che bisognava riportare Cristo a contatto del cuore delluomo, che usciva distrutto ma non annichilito dalla vicenda moderna e contemporanea. Capii allora che bisognava aprire un dialogo non con le ideologie o con i sistemi politici e culturali, ma con quella realt umana che precede qualsiasi opzione, consapevole o inconsapevole. San Giovanni Paolo II ha svolto in maniera mirabile questo compito. Ho sempre avuto la percezione che parlasse al livello del cuore delluomo, e per questo non si attardasse n in premesse n in conseguenze. Al contrario, andava al fondo della questione, che cos valorizza ogni premessa e arriva alle conseguenze. Fermarsi alle premesse o correre alle conseguenze una proposta assolutamente perdente, dal punto di vista di ci che la Chiesa deve desiderare: che la gente venga investita dallannunzio di Cristo presente. Vorrei al proposito ricordare due definizioni che di lui sono state date e che condivido pienamente. Ho in mente il breve messaggio del cardinale Stanislaw Dziwisz in risposta alle mie condoglianze: Questuomo ha insegnato ai cristiani ad essere cristiani e agli uomini di questo tempo ad essere uomini. George Weigel ha riconosciuto che stato uno dei pochi uomini a cui stato dato di cambiare il corso della storia.

Una missione a cui ha dato un grosso contributo lamicizia con chi poi gli succeduto: Benedetto XVI. 
Benedetto ha aperto una stagione che ha fatto riscoprire il fascino della ragione, come sfida, come cammino verso il mistero. Senza nessuna tentazione di nostalgia ci ha fatto sentire la grandezza della grande civilt cattolica, della grande civilt occidentale che - come disse a Regensburg nasce dal coinvolgimento di movimenti perenni, che tali rimangono: il domandare greco, il profetismo ebraico, la fede cattolica e la libert di coscienza moderna. Ha aperto orizzonti di incontro con luomo di oggi proprio in forza della sua straordinaria capacit di parlare della ragione e della fede, oltre ad avere dato quel contributo fondamentale alla ripresa di identit dellavvenimento cristiano con la dichiarazione Dominus Iesus, firmata da Giovanni Paolo II, ma che porta il segno indelebile del grande magistero di Benedetto XVI. Mi auguro davvero che la Chiesa a un certo punto riconosca la grandezza intellettuale e la grandezza del suo magistero conferendogli il titolo di dottore della Chiesa.

Da due anni c papa Francesco; ancora presto per un bilancio ma non c dubbio che la strada di questo pontificato sia ben marcata.
Papa Francesco ha aperto una prospettiva nuova in cui mi addentro, gradualmente, maturando con lui le prospettive di una rinnovata apertura missionaria, che quello a cui sono stato formato da 50 anni di convivenza con quel grande teorico della missione e testimone della missione che stato don Luigi Giussani.

A proposito di don Giussani. Abbiamo da poco ricordato i dieci anni della sua morte, non ha fatto in tempo a gioire dellordinazione episcopale di uno dei suoi amici della prima ora. 
Ho potuto svolgere la missione di vescovo soltanto perch don Giussani mi ha insegnato ad amare la Chiesa come mio padre e mia madre. Quelle pochissime volte che me ne ha accennato, era evidente che per lui la mia nomina episcopale era un desiderio vivo del suo cuore, che allora io non sapevo valutare. Per lui era la grande conferma della verit del movimento di Comunione e Liberazione. In uno degli ultimi incontri mi disse: se ti faranno vescovo ricordati che sar un grande messaggio del Papa a tutta la Chiesa, perch tu nella tua vita, come insegnante e come prete, non hai avuto altro che la sequela del movimento; aver seguito fino in fondo il movimento secondo il papa ti abilita a diventare il capo di una Chiesa.

Come si riflesso questo nel suo modo di essere vescovo?
In questi dieci anni, di cui i primi sette a San Marino-Montefeltro, ho sentito il compito eccezionale di far nascere e rinascere continuamente il popolo cristiano. Perch il vescovo deve fare questo. Il vescovo che rende presente Cristo nella sua comunit deve generare il popolo nella Parola, nei Sacramenti, rigenerarlo soprattutto attraverso il ministero del giudizio e della misericordia - perch nella Confessione c anche un giudizio non solo la misericordia . Poi dare anche la consapevolezza gioiosa di avere unidentit nuova, irriducibile a qualsiasi identit umana e storica, una coscienza nuova di s e della realt, un ethos della vita che non si riduce a nessuna forma di sfruttamento, ma vive la carit come incondizionata apertura alla vita di ciascuno. Per il mio temperamento non sarei mai stato capace di abbracciare cos il popolo, la sua vita e il suo destino, se non fossi vissuto per 50 anni con un uomo che ha fatto dellamore a Cristo e alla Chiesa la sua unica ragione di vita.

San Marino e Ferrara, due realt diverse ma anche con punti in comune. Dallincontro con questa gente, cosa emerge quale priorit per la Chiesa?
Farsi carico della grande povert non soltanto materiale ma umana, culturale, spirituale. Lho detto pi volte ai responsabili di diverse iniziative e strutture caritative, che pure sono grandi ed esemplari. A Ferrara tutte le nostre risorse sono spese per questa terribile povert materiale che ha dissolto la tranquillit e il benessere di tante famiglie. Ma dobbiamo anche essere molto chiari: nonostante tanta retorica sui poveri e sulla povert, questo problema non sar mai risolto, meno che mai sar risolto dalla Chiesa. Lo ha detto lo stesso Ges: I poveri li avrete sempre con voi, Me non avrete sempre.

Dando un contributo quotidiano, nel soccorrere chi vive nella povert, dobbiamo chiederci: noi ci facciamo carico della povert culturale? Povert culturale che figlia di un vuoto esistenziale, di un vuoto di coscienza, di umanit, di capacit di amore, di capacit di sacrificio. Se non stiamo attenti rischiamo di ridurci soltanto al tentativo di aiutare la povert materiale, di condividere una concezione materialistica della vita. Io penso che sarebbe terribile non avere aperto il cuore ad amare lumanit di oggi, in tutte le condizioni, secondo tutti gli aspetti, secondo tutte le sfide che riceviamo. Ma si pu fare questo se al centro c lamore a Cristo. Si ama i poveri perch si ama Cristo, si investe lumanit di oggi - povera o ricca che sia - dellannuncio unico: il Signore Ges Cristo il Redentore delluomo e della storia, il centro del cosmo e della storia.

Il rapporto tra fede e cultura stato al centro della riflessione di don Giussani e di Giovanni Paolo II.
C una frase di San Giovanni Paolo II che ha confermato e dilatato il magistero di Giussani su fede e cultura: La fede che non diventa cultura non stata veramente accolta, pienamente vissuta, umanamente ripensata. Da questo punto di vista c una gravissimo disagio che io percepisco. Lirruzione nel contesto della cultura cattolica di una sorta di catto-laicismo. Un cattolicesimo che tenta di convivere con il laicismo come forma sostanzialmente di rifiuto della Tradizione cristiana, della presenza cristiana. Esempio: la Storia della Chiesa. letta e interpretata quasi universalmente anche nel mondo cattolico, come una storia di cui liberarsi. Pi piena di ombre ed errori, di colpe e incomprensioni, che di luci. Si tratta di un irrealismo totale, si salvano a malapena i santi, ma secondo una accezione moralistica e pietista, che non un onore ai santi, ma la dimostrazione della meschinit intellettuale con cui si pensa la storia della Chiesa.

Pu fare qualche esempio?
Da qualche anno durante la S. Messa prego ogni giorno per Antoine Eleonore Leon Leclerc de Juinier, che stato vescovo di Parigi dal 1782 fino a quando, per non piegarsi a Napoleone, si dimise da arcivescovo. And allassemblea costituente quando questa decret la confisca di tutti i beni della Chiesa. Questo vescovo disse una cosa semplicissima: prendetevi pure tutti i soldi, avete larroganza di farlo e il diritto vostro ve ne d la possibilit. Ma io vi anticipo quel che accadr: nel giro di qualche mese vi dividerete fra voi tutti questi soldi a bassissimo prezzo e i poveri resteranno senza nessuna risorsa, perch da secoli la Chiesa francese ha usato i suoi soldi, i suoi beni, per una cosa sola: rendere meno aspra la povert dei poveri. C oggi qualcuno, anche a livello ecclesiastico, che non solo conosce questa cosa, ma si sentirebbe cos in sintonia profonda con questuomo, perch in lui si espressa una coscienza autentica e critica della storia della Chiesa? Non accettabile che ecclesiastici, uomini di cultura cattolici, abbiano in partenza davanti alla Chiesa e alla sua storia un atteggiamento distruttivo. Salvando a malapena la Chiesa di oggi, come se la chiesa di oggi fosse nata o nascesse improvvisamente senza nessuna connessione vitale, esistenziale, con il flusso della tradizione, che comincia da Ges e dai Suoi amici e arriva inesorabilmente fino a noi oggi.

In altre occasioni lei ha parlato di catto-laicismo
Non pensabile, non pi sopportabile, che i media anticattolici, laicisti, siano stati messi in condizioni di entrare cos massicciamente e grevemente nella vita della Chiesa, da fissare loro limmagine dei preti di prima categoria, da contrapporre al povero clero che ha vissuto lesistenza secondo le circostanze concrete della propria vita, obbedendo ai propri pastori e cercando di incrementare la vita del popolo che guidavano. una posizione suicida accettare che il modello della vita ecclesiale sia formulato secondo la posizione di coloro che fino ad adesso e ancora adesso vogliono la distruzione della Chiesa.

In dieci anni tante cose sono cambiate nel mondo, oggi la persecuzione dei cristiani un fenomeno senza precedenti:
Da quando ho fatto mettere sul frontone del palazzo episcopale il segno del Nazareno, quasi ogni giorno centinaia di turisti si fermano, chiedono, la maggior parte non sa neanche cosa significhi. Comunque questa persecuzione ci ricorda che noi viviamo dentro un confronto escatologico fra la cultura della vita lavvenimento di Cristo -  e la cultura della morte, che il nulla, che diventa lalternativa a Dio.
Queste sono le proporzioni dello scontro in cui viviamo, dobbiamo essere consapevoli che la dimensione del martirio morde il nostro quotidiano. Dobbiamo sapere che quello che in gioco - anche nelle piccole comunit del Montefeltro o della campagna ferrarese unadesione a Cristo che ci mette di fronte al mondo come gente che pu essere eliminata da un momento allaltro.

In Italia da tanti anni si parla di emergenza educativa
Oggi lemergenza educativa dimostra che si perduto tempo, perch non si avuto il coraggio di affrontare la necessit di far diventare la Chiesa come aveva chiesto papa Giovanni Paolo II nella Novo Millennio ineunte: Ambiti di scuola di comunione, quindi di cultura. Adesso il gender una lebbra che si sta diffondendo nei cuori e in questo ha perfettamente ragione Papa Francesco. La questione dellemergenza educativa arrivata a livelli tali che o ci svegliamo adesso, o non ci svegliamo pi, ovvero siamo morti.

 



 

 

Tra le significative segnalazioni che ci giungono, circa la devozione orante verso Ges e la Madonna, trascriviamo di seguito alcune poesie, nonch commenti, ispirazioni e comunicazioni che invitano alla riflessione, per ritrovare, in un mondo sfiduciato, la luce delle virt, la pace interiore e la forza per combattere la Buona Battaglia con fiducia e serenit.





Ci inviano:

<<Distinguo a pena la Madonna, ha immoti / gli occhi lucidi come lame, come  / le sette spade che le stanno in cuore; / intorno, un po dargento luce: i voti / degli umili, dei buoni senza nome / chebbero ancora fede nel dolore>>.

 Sergio Corazzini (1886 1907)


 

<<Sei mia madre che pietosa mi accogli, / sei una sposa che a s mi rapisce. / Non vedo anchio che te. / In te io vivo; vivo di te come un figlio / che si nutre al tuo seno. / mi nutre, o Vergine, la tua luce, la tua pura bellezza / Nulla ho da chiederti: mi basta / che rimanga per me la tua visione>>.

Da La parola silenzio (1985), di Don Divo Barsotti.

 


IL RICHIAMO DELLA REGINA DELLA PACE

 

Carissimi amici.

La Regina della Pace sta chiamando e formando i "Suoi apostoli". I Suoi ultimi messaggi esprimono la Sua sollecitudine di avere persone preparate ad affrontare il tempo della prova della Fede, durante il quale le anime saranno passate al setaccio.

Vuole che i Suoi apostoli siano pieni di sapienza e di Forza Divina. La sapienza per insegnare e per giudicare secondo la Verit di Dio. La forza per andare controcorrente e per resistere all' impero del male.

La battaglia va combattuta con la testimonianza quotidiana dell'Amore di Dio, che si rivelato in Ges Cristo. Ci chiede il digiuno e la preghiera perch Lei possa ottenere da Suo Figlio le grazie necessarie.

Ci ammonisce a non prendere alla leggera la responsabilit che ci ha affidato e di non affliggere il Suo Cuore materno. Vuole fidarsi di noi, ma sembra in apprensione perch ci vede deboli. Per questo apre il messaggio esortandoci alla perseveranza.

Cari amici, diciamo "S, S" alla Madre. Non ci pentiremo di esserci messi al Suo servizio. Ricominciamo ogni giorno.

Vostro Padre Livio



 

 



Lettera Firmata:

Con grande gioia porto a casa, dal reparto di maternit, il mio piccolo neonato. Prima di uscire leggo e trascrivo quanto letto sulla locandina di una parete. Ora ve lo invio, ritenendo il contenuto degno di riflessione, poich ho pensato a tanti bambini come il mio gi proiettati nel mondo futuro che li attende.

<< Un bambino qualcuno che proseguir ci che voi avete intrapreso. Egli sieder nel posto in cui voi siete seduti e, quando ve ne sarete andati, dedicher le sue cure alle questioni che voi oggi ritenete importanti. Voi potete adottare tutte le linee di condotta che vorrete, ma a lui spetter il modo di metterle in opera. Egli prender la direzione delle vostre citt, stati e nazioni. Prender il posto nelle vostre chiese, scuole, universit, corporazioni e le amministrer. Tutti i vostri scritti saranno giudicati, lodati o condannati da lui. La sorte dellumanit nelle sue mani >> Firmato: Abramo Lincoln.


E per questo che ai giovani occorre proporre Maestri che siano soprattutto testimoni di Giustizia, di Cultura, di Fede e, per essere in sintonia con letica cattolica, accogliamo e proponiamo la riflessione di una nostra lettrice doltre oceano, che con coraggio si sottoscrive e si rende disponibile ad  interloquire su



L A    F E D E    O G G I


Non impresa facile vivere oggi l'ideale cristiano in un mondo dove la vita sempre pi ridotta a spettacolo da esibire, dove la forma prevale sulla sostanza.

Non facile soprattutto per chi ha ricevuto talenti speciali.

Se si rilegge attentamente il Vangelo si scopre che Ges parla alle folle e che le folle sono alternativamente entusiaste e ostili, amiche e nemiche, osannanti e violente.

I momenti pi belli sono quelli delle conversioni individuali, dove i personaggi decidono di cambiar vita e lo fanno perch nel loro cuore, nella loro mente, nella loro anima la Parola opera uno sconvolgimento che li rimette in discussione.

Lo stesso avviene giorno dopo giorno per il credente.

La Parola pone interrogativi ineludibili.

La mancata risposta positiva al richiamo di Dio alimenta ansie e timori, produce disorientamento.

La salda certezza della Fede, congiunta all'Amore e al sacro timore, produce un dinamismo che nulla pu arrestare.

La dimensione terrena si vive con slancio ed entusiasmo.

Solo cos, ancorati al Salvatore, la Grazia non tarda a manifestare l'imprevedibile.

Da Pensieri e riflessioni, di Antonia Chimenti

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Una importante riflessione

sulla moderna Arte Sacra


 

Nella situazione di profonda crisi, religiosa, politica ed economica, che attraversa la nostra societ, non da meno quella riferibile allArte in genere -compresa la Musica, lArchitettura, la Scultura Sacra ecc.-.

Nel link D/16 del nostro sito, I LETTORI CI SCRIVONO, con riferimento ai monumenti, ai Crocifissi e alle varie opere darte religiose, citato un Documento, con Decreto Conciliare "Inter Mirifica", sullArte Sacra. Poich riteniamo utile pubblicare una pi completa dissertazione sullargomento, riportiamo di seguito, con lintroduzione della scrittrice Antonia Chimenti, una pi ampia recensione sullARTE SACRA, relazionata dal Prof. Rodolfo Papa, Esperto del Sinodo, Docente di Storia delle Teorie Estetiche presso la Pontificia Universit Urbaniana, nonch Artista ed Accademico Pontificio.


 

 

RODOLFO PAPA

 Un talento ed un'attivit culturale volte a nobili finalit quelle di Rodolfo Papa, insigne studioso e docente, celebrato artista. Nella sua spiccata riflessione, dove i richiami ai testi ufficiali della Chiesa Cattolica sono copiosi, l'Autore sottolinea l'importanza dell'Arte Sacra nel suo ruolo educativo, vissuto come servizio caritatevole, che affianca il Ministero della Parola e dei Sacramenti. Si tratta di un articolo convincente, perch vissuto, esperito concretamente dalla persona che lo scrive.

Antonia Chimenti


 

 

LARTICOLO

 Nella Lettera Enciclica di Benedetto XVI Deus Caritas est del 25 Dicembre 2005, scritto: lintima natura della Chiesa si esprime in un triplice compito: annuncio della Parola di Dio (kerygma-martyria), celebrazione dei Sacramenti (leiturgia), servizio della carit (diakonia) (n. 25). Per riflettere su questo punto, e coglierne il legame con le immagini, interessante rileggere alcuni passaggi del Discorso intorno alle immagini sacre e profane scritto dal cardinal Gabriele Paleotti nel 1582: evidente che fra tutte le azioni virtuose, quelle che possono unitamente servire alla Gloria di Dio, a disciplinare il nostro comportamento e ad edificare il prossimo, devono essere stimate ed elevate proprio in quanto comprendono questi tre doveri, nei quali riassunta la somma di tutta la Giustizia Cristiana. Poich possiamo ragionevolmente annoverare in questo ordine le Immagini Sacre, risulta ancora pi evidente la grandezza del loro valore ed il motivo per cui esse vadano comprese nel numero delle virt pi nobili

1. Paleotti mette dunque in evidenza il legame tra le Immagini Sacre e la Giustizia Cristiana, che si esplicita nel servizio alla Gloria di Dio e nel dovere di disciplinare il proprio comportamento ed edificare il prossimo.

Giovanni Damasceno, tra il VII e lVIII secolo, nel difendere il valore delle Immagini Sacre dagli attacchi degli iconoclasti, sottolinea il valore educativo e formativo dellopera dArte Sacra, affermando che il pittore con la figura insegna in misura maggiore

2. Allora come oggi, lArte Sacra implica la dimensione della testimonianza credibile nellannuncio del Vangelo al mondo. Infatti, nella storia, il sistema darte compiutamente cristiano si sviluppato come un valido strumento di evangelizzazione, che difficilmente pu essere superato dai nuovi mezzi di comunicazione sociale. Infatti i nuovi mezzi di comunicazione sociale per certi versi evidenziano e confermano linsostituibilit e la peculiarit delle immagini artistiche.

Un dipinto molto famoso, opera matura di Caravaggio, ovvero la Deposizione, conservata nella Pinacoteca Vaticana, offre una importante riflessione sul ruolo dellartista come testimone. Infatti, il personaggio di Nicodemo, il discepolo nascosto di Ges, che la tradizione individua come primo scultore di un Crocifisso, ha il volto di Michelangelo Buonarroti: in questo modo viene evidenziato che lartista cristiano deve essere testimone di quanto ha visto, di ci in cui crede e, dunque, deve produrre immagini capaci di essere esse stesse, attraverso la bellezza, annunciatrici del Vangelo

3. Le Arti, infatti, se ordinate al bene, possono svolgere una efficace azione di sostegno ai compiti propri della Chiesa, nella dimensione dellAnnuncio, della Liturgia e della Carit. Nella Esortazione Apostolica postsinodale di Benedetto XVI  Verbum Domini del 30 Settembre 2010, scritto: la Chiesa tutta esprime apprezzamento, stima e ammirazione per gli artisti innamorati della bellezza, che si sono lasciati ispirare dai Testi Sacri; essi hanno contribuito alla decorazione delle nostre chiese, alla celebrazione della nostra Fede, allarricchimento della nostra Liturgia e, allo stesso tempo, molti di loro hanno aiutato a rendere in qualche modo percepibile nel tempo e nello spazio le realt invisibili ed eterne (n. 112).

Dunque, le Arti ordinate al bene e al bello ed ispirate dai Testi Sacri possono rendere servizio alla Chiesa. Come abbiamo pi volte sottolineato, riflettendo sul Catechismo della Chiesa Cattolica e sui documenti del Concilio Vaticano "II Sacrosanctum Concilium" e "Inter Mirifica", necessario operare delle distinzioni in ordine alle teorie artistiche ed estetiche.

Nella Lettera Enciclica di Benedetto XVI "Spe salvi" del 30 Novembre 2007, vengono rintracciati i presupposti teoretici del concetto di progresso, con una modalit argomentativa importante anche per la riflessione sullArte: Francesco Bacone e gli aderenti alla corrente di pensiero dellet moderna a lui ispirata, nel ritenere che luomo sarebbe stato redento mediante la scienza, sbagliavano (n. 25). Anche in ambito estetico, diffusa lerronea convinzione che larte sia capace di redimere luomo, che essa possieda in s un ruolo salvifico; chiaro come unarte prodotta da tale convinzione sia incapace di annunciare Cristo, lunico Salvatore e Redentore.

Ancora nella "Spe salvi" leggiamo: Ogni generazione, tuttavia, deve anche recare il proprio contributo per stabilire convincenti ordinamenti di libert e di bene, che aiutino la generazione successiva come orientamento per luso retto della libert umana e diano cos, sempre nei limiti umani, una certa garanzia anche per il futuro. In altre parole: le buone strutture aiutano, ma da sole non bastano (n. 25). C bisogno sempre di fondare nella libert ordinata al bene le strutture organizzative e legislative della societ, per educare al bene e perch questo possa essere trasmesso alla generazione successiva.

4. Questo compito anche delle belle arti figurative, oltre che di quelle tecniche e scientifiche, perch interessandosi per loro natura al bello hanno una predisposizione naturale a rappresentare il vero e il buono. Tuttavia, lArte -come la Scienza e ogni attivit o "sapere umano"- non salva luomo: non la Scienza che redime luomo. Luomo viene redento mediante lAmore (n. 26) e in questo senso vero che chi non conosce Dio, pur potendo avere molteplici speranze, in fondo senza Speranza, senza la grande Speranza che sorregge tutta la vita (n. 27).

Da questo punto di vista, possiamo provare a portare a compimento e sintetizzare tutto il ragionamento sui fondamenti giuridici dellArte Sacra. LArte Sacra ha la capacit di svolgere il ministero dellAnnuncio e quello Liturgico e, ancor pi, pu e deve svolgere anche il Ministero della Carit e della diaconia. Le Arti Sacre svolgono da sempre il compito di educare, ammonire, formare, rappresentare le Verit di Fede, rappresentare le realt invisibili del Creato e della Chiesa, esortare, correggere e, sopra a tutto, educare alla bellezza, via maestra per ri-conoscere lo splendore del Creato e la Gloria del Creatore. In questa prospettiva, lArte si dispiega come un  vero e proprio atto di amore. Non sono la scienza, leconomia o la finanza che possono redimere luomo e, di per s, neanche lArte, ma solo lAmore di Dio che salva. Se non si conosce lAmore di Dio si disperati. LArte bella, che annuncia la Buona Novella, , dunque, un vero e proprio Atto di Carit. Di contro, unarte incapace di parlare di Dio unarte disperata.

Una corretta teoria dellArte, fondata sul bene, sul vero e sul bello 5, adeguata non solo a svolgere i suoi propri compiti in ambito artistico ed estetico, ma ha anche la capacit sociale ed ecclesiale di svolgere lalto servizio al bene delluomo, attraverso la sua formazione, educazione e coltivazione ai Fini Superiori, illuminandolo di Speranza e offrendogli la possibilit di cogliere in qualche modo, attraverso il dono gratuito della bellezza, la Bellezza della Salvezza Eterna che il Volto pieno dellAmore di Cristo.


1 Gabriele Paleotti, Discorso intorno alle immagini sacre e profane, a cura di G.F. Freguglia, Libreria Editrice Vaticana, Citt del Vaticano 2002, cap. XX, p. 68.

2 San Giovanni Damasceno, Difesa delle immagini sacre. Discorsi apologetici contro coloro che calunniano le sante immagini, a cura di V. Fazzo, Citt Nuova, Roma 1997, p. 178.

3 Cfr. Rodolfo Papa, Nicodemo: lartista come testimone. La Deposizione di CaravaggioArtedossier, 164 (2001), pp.34-30.

4 Per una riflessione sulla cultura e la societ in prospettiva etica, cfr. Aldo Vendemiati, In comunit. Fondamenti di etica sociale, Urbaniana University Press, Citt del Vaticano 2013, pp. 250-255.

5 Cfr. Rodolfo Papa, Discorsi sullarte sacra, intr. del card. Antonio Caizares Llovera, Cantagalli, Siena 2012.



 

Rodolfo Papa

Autoritratto del Prof. Rodolfo Papa,

Esperto del Sinodo, Docente di Storia delle Teorie Estetiche,

Pontificia Universit Urbaniana, Artista, Accademico Pontificio.





Rodolfo Papa, La barca della Chiesa,

2009 Cattedrale di S. Panfilo, Sulmona.

 

 



Per approfondire le riflessioni

sulla FEDE

consulta il link

LA FEDE DELLA CHIESA CATTOLICA


Inoltre,

in questo particolare momento

della Societ e della Chiesa,

si invita a

consultare e divulgare


LA POTENTE PREGHIERA DEL PAPA

A SAN MICHELE ARCANGELO

PER LA SALVEZZA

DELLA SANTA MADRE CHIESA

 

link D / 8





 

 

Ci giunge e pubblichiamo:


 

 

Dalla Fondazione Gregoriana

 


Omelia del Rettore Magnifico

sulla figura del Santo Padre


 

Padre Dumortier: Benedetto XVI, un modello di ispirazione e di coraggio.

La comunit universitaria della Gregoriana ha celebrato alla Chiesa del Ges una Santa Messa di ringraziamento per il pontificato di Papa Benedetto.


 

Papa Benedetto XVI

in visita alla Pontificia Universit Gregoriana

il 3 Novembre 2006


 

 

 

Il Santo Padre ci ha chiesto di pregare per lui e per la Chiesa, di pregare affinch lo Spirito di Dio illumini e guidi coloro che dovranno scegliere il suo successore. Siamo qui, come una famiglia che desidera esprimere la sua vicinanza ed il suo affetto, la sua ammirazione e la sua gratitudine verso il Papa, Benedetto XVI. Ci troviamo insieme con sentimenti di grande commozione e di profondo rispetto. Abbiamo appreso dal Santo Padre limportanza del silenzio interiore ed esteriore, perch solo nel silenzio la Parola pu trovare dimora in noi, perch nel silenzio gli occhi del cuore possono riorientarsi verso Dio.

Lo ha detto il gesuita Padre Franois-Xavier Dumortier, Rettore Magnifico della Pontificia Universit Gregoriana, introducendo la Santa Messa svoltasi Luned 25 Febbraio presso la Chiesa del Ges, luogo che sigilla il legame specifico tra la Compagnia ed il Romano Pontefice. Appena rientrato dalla Francia, il Padre Rettore ha immediatamente celebrato la Santa Eucaristica di ringraziamento per il pontificato di Papa Benedetto XVI. Ci sono momenti di commozione profonda che non permettono molte parole, ma ci portano anzitutto e soprattutto alla Preghiera ha ricordato Padre Dumortier alla comunit universitaria, comunicando la sospensione delle lezioni di Mercoled mattina, affinch tutti possano partecipare allultima Udienza papale.

Nel corso della sua omelia alla Chiesa del Ges, dopo una breve meditazione sul Vangelo del giorno, il Rettore Dumortier si lungamente soffermato sulle caratteristiche salienti di questo pontificato: la sequela Christi, lincontro con il Risorto, il servizio alla Chiesa, il coraggio della Verit, lintelligenza della Fede.

A partire dellenciclica "Deus caritas est" infatti, Il Papa ci ha instancabilmente incoraggiati a seguire e ad amare il Signore sul cammino della Misericordia e dellAmore, un cammino che va dal passato allavvenire, che attraversa il Mondo come una "freccia di fuoco", che coinvolge tanto il cuore quanto lintelligenza. La vita cristiana non pu essere altro se non lincontro con una Persona viva.

Padre Dumortier ha invitato anche a meditare la persona e lo stile comunicativo di Benedetto XVI: Come sempre, senza molte parole, ci ha ricordato ci che sta al cuore della fede. Lha fatto nel suo modo sobrio e paterno che significava rispetto e fiducia. Rispetto dellaltro e fiducia nello Spirito che dimora in ognuno. Tutti noi abbiamo visto e in qualche modo contemplato tante volte questa semplicit di un uomo poco incline al sensazionale, questa presenza umile e sorridente che ci faceva ricordare le sue parole del 19 aprile 2005, sono lumile lavoratore nella vigna del Signore.

Un lavoro sempre al servizio del Signore e della Chiesa, quello di Benedetto XVI, condotto attraverso tante difficolt, ostacoli e prove, ma saldo perch profondamente radicato in un ascolto attento a quel Dio che ha parlato e continua a parlarci. Questa stata la sorgente del coraggio della Verit, solo oggi universalmente riconosciutogli. Egli ha scandito Padre Dumortier ha voluto e osato affrontare le realt e le sfide del 'male' nella loro diversit e fin allinterno della Chiesa. Non potremo dimenticare la sua libert e la sua determinazione impressionanti nel non accettare ci che oppone resistenza alla Verit o la nega. La forza della mente ha stabilito una celebrazione della Verit, che  liberatrice ed importante avere il coraggio di guardare la realt a occhi aperti per obbedire al Signore. La Chiesa cammina con la grazia di Dio sulle vie della storia, e si ricorda sempre che a salvare non il potere mondano, ma il potere della Croce, dellumilt e dellamore. Il coraggio della Verit e la lotta spirituale per la Verit aprono la strada di una Fede sempre pi profonda, sempre pi vera.

Infine il Rettore Dumortier ha rilanciato la missione che Benedetto XVI, nel suo discorso alla Gregoriana il 3 Novembre 2006, ha affidato in particolar modo allUniversit fondata da SantIgnazio di Loyola. Il Santo Padre ci ha chiamati a dedicarci allintelligenza della Fede, con tutto limpegno e la dedizione di coloro che sanno che tante sfide del nostro tempo sono al fondo intellettuali e richiedono le risorse della ragione, la conoscenza della nostra tradizione e la consapevolezza delle problematiche di oggi. Si tratta di impegnarci senza paura in questo servizio dellintelligenza, per far arrivare alluomo di oggi il messaggio della Fede, Parola che fa vivere e sperare.

 

Paolo Pecoraro

 

 

14 Marzo 2013

Buonasera, sono il Papa.

Un gesuita che si chiama Francesco, due eccezionali notizie in una, stato scelto ieri sera in una Roma piovosa e fredda, a trentadue giorni dalla rinuncia di Benedetto XVI. Lo stile annunciato di disarmante ed elegante povert, in coerenza con il nome prescelto. Ha messo laccento sul suo essere vescovo di Roma, una bella citt da evangelizzare. Ha fatto gli auguri al vescovo emerito, Joseph Ratzinger. Ha instaurato un rapporto speciale con il popolo dei fedeli raccolto nella citt, chiedendo loro di pregare per lui. Ha citato con amore pi volte la madre della chiesa, Maria Vergine. Ha sorriso il minimo indispensabile, con inflessione ironica e malinconica insieme. Offriva limmagine di una dolorosa consapevolezza.

di Giuliano Ferrara 

 

 

Padre, ho paura della tenerezza.

Beatissimo Padre, non questione di psicologia del profondo o almeno non credo. Sono un essere imperfetto, daccordo, e mi farebbe bene diventare buono, tenero. Ma la ragione mi comanda altro.

Beatissimo Padre Francesco, sono tra quei pochi che hanno paura della tenerezza, e lo dicono senza troppa ostentazione, e tra quei pochissimi che considerano parte della Misericordia Divina anche il giudizio e lesercizio dellautorit, senza dei quali la persona umana, centro di relazioni impegnative e caritatevoli, si riduce alla sua identit originaria, piuttosto ferina, prima di aver varcato la soglia della civilizzazione (cristiana, fra laltro). La osservo da giorni, beatissimo Padre, con volutt crescente di laico innamorato della fede degli altri, di papista tendenziale. La sua simpatia travolgente. Porto scarpe brutte, simili alle sue. Mi piacciono le novit in un mondo penosamente stagnante.

di Giuliano Ferrara

 

Come ci ha insegnato Ges.

Ho seguito sul Corriere Live il momento emozionante della elezione de nuovo Papa e confesso che ho provato una gioia incontenibile, unitamente alla percezione dei Disegni di Dio per santificare la terra. Confesso di non aver toccato mai con mano una gioia del cuore e dell'anima cos piene, nella coralit dell'abbraccio commovente di tutta la Piazza San Pietro al Papa. Mai cos forte, forse perch vissuto in un momento della vita diverso e in un'epoca storica diversa ho avvertito il senso pieno di Chiesa Corpo Mistico. E la dolcezza di quelle tre preghiere recitate col Papa, cos come Ges ci ha insegnato!

di Antonia Chimenti 





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